Gli spifferi velenosi romani parlano di una doppia verità. E in questa rissosa campagna elettorale ormai tutto è possibile. Quando cadde il governo Draghi, il “campo largo ” di Letta, in effetti, andò in frantumi. Non ci poteva essere un’alleanza nella quale uno dei partner aveva tradito l’accordo. E fu vera rottura. Conte aveva bisogno di tempo per stabilizzare la sua reggenza e risolvere il problema dei due mandati. Grillo era stato chiaro e non ammetteva soluzioni diverse. Poi bisognava risolvere la questione delle liste e Conte scelse i suoi fedelissimi. Si rafforzò. Dopo i primi sondaggi l’avvocato del popolo capì che se voleva salvarsi doveva fare il pieno di voti al Sud. Solo in Campania i percettori del reddito di cittadinanza sono più di seicentomila. Un vero tesoretto. I sondaggi ora gli danno ragione. Nelle ultime rilevazioni ha guadagnato più di due punti. Lo scenario era cambiato. A Roma si narra di incontri segretissimi. Alla fine andare divisi aveva portato più voti. Ma se nel proporzionale questo andava bene, per i collegi la musica cambia. Ma anche in questo caso la soluzione si può trovare. Desistenza mascherata al Nord. L’obiettivo è evidente. Il centrodestra può vincere ma senza avere la maggioranza assoluta. E a quel punto la palla passerebbe a Mattarella e sarebbe un’altra partita.
Roberto Caputo

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