
Ma da qui a dare per risolti i problemi di identità, di relazioni interne e con la società italiana, ce ne corre. Il crollo delle percentuali dei votanti non mette in discussione il successo. Ma lascia in vita tutte le incognite sul futuro del principale partito di centrosinistra, il PD. Accade, infatti, che tutti i partiti perdono e, a turno, c’è chi fa finta di vincere perché riesce a perdere meno degli altri.
Peggio ancora è andata al centrodestra e al PDL. La perdita di città come Roma, Brescia, Treviso significa che tutte le componenti che avevano contribuito per venti anni alla alleanza sono in crisi. La postfascista, la berlusconiana e la leghista. La crisi ha esattamente la stessa natura di quella del centrosinistra: crisi di identità e incapacità di stare dietro ai bisogni e alle aspettative della società. Ed è necessario ribaltare il vecchio assunto secondo il quale il PDL perde quando non scende in campo Berlusconi. La verità cruda è un’altra. In venti anni il partito principale del centrodestra non è riuscito a creare uno straccio di classe dirigente, né a livello nazionale né a livello locale. Con manifestazioni addirittura grottesche della sua incapacità di inventarsi qualcosa, come l’insistenza su Alemanno a Roma e la “riscoperta” dell’ottantaquattrenne Gentilini a Brescia. Tutto ciò in una fase, già troppo lunga, di grandi difficoltà economiche, recessione e disoccupazione galoppanti.
Insomma, c’è la conferma che moltissima gente, al nord come al sud, dipendenti e partite IVA, è disperata. E diserta perfino il voto per il proprio Comune, da sempre estremo baluardo della coesione della nostra società.
Festeggi pure il centrosinistra il mantenimento di tutte le sue posizioni e la conquista di altri avamposti.
Purchè non dimentichi mai che in una ipotetica banca il conto con gli elettori continua ad essere in rosso per tutti. Senza eccezioni.

Questo è certo : ” il conto con gli elettori continua ad essere in rosso per tutti” , e tutti lo sanno . Non a caso è nato ,prima in Toscana e poi nel Paese ,il vituperato “porcellum “. E si cerca di tergiversare ,approfittando della difficile situazione , per mantenere in essere tale strumento il più a lungo possibile . Garantisce stipendi e poltrone ,indennità ,liquidazioni . E la “vittoria elettorale ” agli esegeti del “credere ,obbedire ,combattere “. Le immagini televisive di festeggiamenti a champagne indicano chiaramente che vedersi attribuito l’ oneroso e difficile compito di risollevare il Paese riempie di soddisfazione responsabile , il cuore e la mente…