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Elezioni: se il buon giorno si vede dal mattino….

Così come gli errori di Renzi mi impediscono di preferirlo oggi ai suoi avversari, la totale mancanza di idee e proposte di questi ultimi mi impedisce di preferirli a Renzi.

di Nicola Cariglia | 2 Gennaio 2018

C’è, questa volta, che la fine e l’inizio dell’anno coincidono con la fine e l’inizio di una nuova fase politica. E che vale lo stesso detto a proposito di chi lascia la via vecchia per la nuova: “si sa quel che si perde e non quel che si trova”.

Non mi nascondo dietro a un dito. Non so proprio cosa aspettarmi dalla prossima legislatura. In quella appena conclusa, non ho risparmiato critiche a Matteo Renzi. Ha gettato al vento una grande occasione (che nessuno gli ha regalato ma che gli si era presentata per suo merito esclusivo) ed ha commesso un mucchio di errori. L’archivio di Pensalibero ne è pieno perché li abbiamo puntualmente denunciati via via che si presentavano. Non come troppi che, vedendolo in declino, ora fanno a gara a chi peggio ne parla. Il più grosso errore di Renzi, l’unico sul quale torno, è che troppe volte si è discostato nei comportamenti dalle sue promesse. Per me, denunciare gli errori di un uomo di governo non significa nutrire malanimo (con Renzi, poi, che conosco e mi sta simpatico!). Significa contribuire a valide alternative, stimolando tutti coloro che non sono d’accordo con le scelte di chi governa.

Mentirei a me stesso se affermassi che le alternative realmente si sono create. Anzi, voglio dirla tutta: così come gli errori di Renzi mi impediscono di preferirlo oggi ai suoi avversari, la totale mancanza di idee e proposte di questi ultimi mi impedisce di preferirli a Renzi.

Del centro-destra e del Movimento 5 Stelle mi è difficile sopportare non solo la demagogia e le fondamenta sabbiosa delle loro promesse (redditi di inclusione o cittadinanza, pensioni a mille euro, uscita dell’euro e/o doppia moneta, etc.). C’è di peggio, e tutti farebbero bene a pensarci: sono invotabili i partiti nei quali uno solo comanda. Succede a tutti? Può essere, ma non tutti, come Forza Italia e 5 Stelle ce lo hanno scritto nei loro statuti e rafforzano tale oscena disposizione blindando la proprietà del simbolo e della cassaforte.

Qualche speranza l’avevano destata coloro che scindendosi dal PD annunciavano la nascita di una nuova forza a sinistra più attenta ai valori dell’uguaglianza e delle libertà. Li hanno inseriti nella loro sigla questi concetti. C’era motivo di credere in una nuova sinistra, finalmente coniugata con i principi liberali e con la tradizione riformista turatiana attenta al fare più che al declamare. E invece? Si sono persi in un reticolo di piccoli tatticismi e nella rincorsa di partitini e uomini che solo nell’impotenza e nella paralisi delle decisioni soddisfano il loro ego narcisista di sentirsi a sinistra che più sinistra non si può. Da uomini di lunghissimo corso e dell’intelligenza di D’Alema e Bersani, francamente, ci sarebbe da aspettarsi molto di meglio.

Il 4 marzo, dunque, chi ancora non intravede la fine del tunnel chiamato pomposamente “seconda repubblica” e si ostina a volere esercitare il suo sacrosanto diritto di voto, una   scelta politica più che difficile è impossibile. Personalmente starò attento ai nomi dei candidati. E, se sarò convinto che realmente possa servire, darò una mano a quelli che mi sembreranno i più capaci.

 

Nicola Cariglia

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, bersani, demagogia, disposizione, elezioni, euro, governo, italia, legislatura, Liberali, matteo renzi, merito, movimento, nuova fase, pd, Pensalibero, pensioni, renzi, speranza

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marcello

    10 Gennaio 2018 alle 16:55

    Nel triste panorama politico che abbiamo davanti il (la) meno peggio sembra essere la Meloni, ancorché condizionata dalla coalizione di appartenenza. Su Renzi, che stimavo e di cui avevo fiducia,la fiducia si è via via affievolita sino alla scoperta della telefonata con de Benedetti a proposito di banche. Non ci può fidare più di nessuno.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    9 Gennaio 2018 alle 18:04

    Caro Paolo, mi chiedi ” la ciabatta oncologica come la porteresti tu? “. Ma tu caschi nel vecchio giochino, ” quando toccherà a te chiacchiererai meno “. Che scoperta. ma è ora caro Paolo che ho ragione, non quando vaneggerò su Cristi e Madonne perché la malattia m’avrà ridotto uno zimbello. Soluzione? Educarsi ad andarsene già quando si è sani, e finalmente moriremmo sani, senza rimpiangere la vita. E’ una strada già imboccata da un pezzo per chi ha capito che sta avvenendo una silenziosa traslazione di vecchi tristi nomi in nuovi civilissimi nomi. Così è da sempre, cambiare nomi alle stesse passioni. Abbiamo finalmente sotto gli occhi il vasto ventaglio che ci ha portato a questo punto, Bergoglio fosse il grande che dicono sia e non l’ometto che è, dovrebbe chiedere perdono all’umanità intera per averla fatta sprofondare così. Il resto è nostalgia e la favola dei moderni, il futuro. Che la presunta civiltà sia scattata come puerile lancia di salvataggio alle 23,45 del 31 dicembre della storia umana, non significa che l’orologio non possa essere riportato alle 23,40. Non fidarti della concretezza e della rendita delle favole dei moderni.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      10 Gennaio 2018 alle 00:26

      Non si capisce, Marzio, perché tu insista con la pretesa che io mi faccia abbindolare, raggirare…..io approfitto di ogni giorno, poi come per tutti gli eventi della vita, ogni cosa a suo tempo, non è che a 7 anni ti stravolgi perché dovrai affrontare a 18 la maturità, io cerco di allontanare lo spauracchio della vecchiaia, che non mi è mai piaciuta, e penso sia meglio essere ricordati in forma che vecchietti decrepiti asessuati in un pensionato/pre camera ardente.
      Poi chissà, magari in quelle condizioni e maltrattato da un’infermiere bello e stronzo, avro’ il piu grande piacere nel riempirgli in faccia il pappagallo e questo sottile piacere mi ricorderà la bellezza di una vita vissuta e passata. Chissà….

      Rispondi
  3. Paolo Francia

    8 Gennaio 2018 alle 14:05

    anzi Gentiloni fa peggio, indica che solo il M5S non deve essere votato, ma solo chi ha avuto esperienze di governo, quindi votate italiani, ma siate bene accorti di scegliere i soliti noti, cosi la barca va…..

    Rispondi
  4. Paolo Francia

    8 Gennaio 2018 alle 13:04

    Comunque Gentiloni delucida e chiarsice, il voto è essenziale e tutto cambierà dopo (patacca fasulla!) e che si deve scegliere il PD , cosa che conferma la trasformazione ormai avvenuta del PD in PDC, Partito dei Cattolici, la grande Democrazia Cristiana travestita e carnevale non è ancora cominciato!
    La sola scelta per distruggere questa odiosa e fasulla macchina da guerra, è votare cosa Gentoloni ci consiglia di non votare, sapendo che non cambierà molto, ma che è l’unica scelta libera, laica e alternativa, votare il Movomento 5 stelle, senza se e senza ma.

    Rispondi
  5. marzio siracusa

    6 Gennaio 2018 alle 09:04

    Insomma già questo primo assaggio d’interventi sui preferiti del 4 marzo mostra un triste elenco di ” pierini/e “, gente inutile se si esula dalla tiritera cristiana sulla persona, impiegati e portieri della politica, volenterosi e insistenti, tra loro c’è di sicuro il presidente della repubblica del 2040, che organizzerà tornei di bocce democratiche con gli altri presidenti di un mondo senile dove saranno vietati i punti esclamativi. Paolo, la Meloni quando apre bocca da pesciaiola grintosa di Campo de’ Fiori risolve la stipsi dei cani stitici, come del resto una Bonino con la sua ciabatta oncologica in servizio permanente effettivo. L’Italia è un paese tristissimo in mano a tristissimi, siamo alla disperazione, ci si attacca alle Meraviglie di Alberto Angela, ma allora si erano dimenticate? E poi non si parla che di morte, malattie terminali, finis vitae, assistenza a domicilio, loculi, cremazioni, testamenti, buffoni da ospedali yankee per la gioia di bimbi terminali, e il profluvio di dolore che ci fa tutti buoni. Eppure, eppure, appena si riprende l’argomento mattone, la tabe italica dalla fabbrica di materie prime, cemento d’ottava qualità, all’arredamento alla moda da sala anatomica, allora anche gli agonizzanti ritornano a vivere, gli accompagnatori si moltiplicano dal notaio per le ultime volontà. Ovviamente volontà solidali, come Bergoglio ogni giorno ci spiffera con vocina sempre più mielosa. E ti credo, se alla chiesa togli l’ultima carta della solidarietà planetaria che le resta? La resurrezione? Ma via, quella è una fede redazionale.

    Rispondi
    • Paolo Francia

      7 Gennaio 2018 alle 12:39

      Caro Marzio, come spesso accade, hai ragione ma non dai soluzioni. La Meloni pesciaiola di Campo dé Fiori? Simpatica, verace come una vongola, non madamigella infilzata e fasulla, ma certo la perdita piu grave è quella di Marina Ripa di Meana, una che le ha cantate a chi si veste di nero per denunciare uomini poco accorti, ma che lei apprezzava in gioventu’ e come diceva, la dava per piacere prima di tutto. E poi, finalmente, non ha voluto funerale, niente, nessuna funzione, brava!
      Ormai anche la malattia e la morte sono social, cosa ci vuoi fare? Come pensi di risolvere il problema di persone non autosufficienti e che necessitano assistenza continua? Vuoi eliminarli per eliminare il problema?
      Quali sono le tue soluzioni a tutti questi temi? La ciabatta oncologica, come la porteresti te?

      Rispondi
  6. Luca Bagatin

    5 Gennaio 2018 alle 21:23

    Sicuramente la peggior destra, in Italia, è la sinistra.
    Io non voto da anni, rifiutando l elettoralismo, ma a chi andrà a votare consiglierò il sostegno e il voto al Partito Comunista di Rizzo.
    Lo consiglio a chi è di destra, centro e sinistra.
    È l unico partito coerente, che si batte contro una Europa oligarchica e borghese e oltretutto si presenta autonomo e sta iniziando a raccogliere le firme per la presentazione della sua lista.
    Senza piagnistei come fa il gruppetto della Bonino.
    Merita rispetto.

    Rispondi
  7. Paolo Francia

    5 Gennaio 2018 alle 11:15

    Caro Nicola, ricambio gli auguri di un buon anno, anche se non penso che sarà politicamente e mondialmente una grande annata!
    Sui 5 stelle credo che tu sbagli, Livorno è ben gestita, persone che bazzicano Roma mi han detto che le cose stanno migliorando e che si respira aria nuova, su Renzi invece confermo la mia incomprensione a sostenere il vinaio di Rignano, ma de gustibus…
    Marzio, hai ragione al 100% alla fine del tuo messaggio, tutto è farsa, e l’Italia non deciderà nulla qualunque sia l’esito, ma sulla Meloni hai capito male, intanto ho folta barba per cui il Proraso te lo lascio, e poi ho solo espresso una simpatia a “pelle”, non voterei in ogni caso per la Meloni. Buon anno anche a te.

    Rispondi
  8. marzio siracusa

    4 Gennaio 2018 alle 08:32

    Tra l’amore mai sopito per il democristiano Renzi nella speranza che rimetta in moto il trenino dei laici e le passioni da Marc’Aurelio e Proraso per la Meloni, mi sembra che si stia scivolando nel senile patetico, alla luce della convinzione davvero senile che l’Italia del 5 marzo sarà altra cosa. E come andremo a votare, moderati che si credono lucidi e accorti, perbenisti e pragmatisti disperati, perché è ovvio che non c’è perbenista che non si renda conto dell’abisso in cui vive. Andremo a votare e il giorno dopo Washington e Bruxelles, ma ormai anche Mosca e Pechino, ci diranno cosa fare.

    Rispondi
  9. Giampaolo

    3 Gennaio 2018 alle 11:21

    Nicola noi le abbiamo mancate tutte. Ci mancava che qualche socialista si reinnamorasse della Bonino, che immancabilmente riappare ad ogni “agone elettorale”.
    Da tempo la mia delusione si è trasformata in rassegnazione. Da 25 anni l’Italia non è riuscita ad esprimere un ceto politico all’altezza. EPPOI CI LAMENTAVAMO DELLA PRIMA REPUBBLICA!.
    Mah, resisto con te ed un gruppo di “intimi” a confidare si LIVORNO 2018 – sperando che i PISANI non siano gelosi – convinto che ci sarà pure la volta buona dopo queste ultime 7 vacche magre che ci siamo subite.
    Troveremo la forza per andare a votare e trovare qualche candidato che non ci deluda, ma il pensare che il capodanno ci ha riproposto “novelli artisti” come Albano e Romina, non mi fa sperare bene.
    Vecchio leone, ti rinnovo gli auguri fati a tutti gli amici con quel “cento di questi giorni” confidando che almeno per una volta il pessimista Leopardi ci proponga un calendario buono.
    Paolo Mercanzin.

    Rispondi
  10. n.c.

    3 Gennaio 2018 alle 05:49

    Non capisco perchè Paolo Francia mi vorrebbe fare votare grillino. E gli ripeto che le parole, in politica, sono macigni. E i Cinque stelle tra sgrammaticature e cazzate, pur nuovi, non sono rimasti dietro a nessuno. Ed hanno già dimostrato quanto valgono sul campo: Roma, Torino e via disamministrando. Infine, caro Paolo, non è da te distorcere i ragionamenti altrui. Come sempre, non mi nascondo in politica ed ho sempre dichiarato il mio voto. Anche questa volta: ” Personalmente starò attento ai nomi dei candidati. E, se sarò convinto che realmente possa servire, darò una mano a quelli che mi sembreranno i più capaci.” Non ti piace? Pazienza. E affettuosi auguri di buon anno

    Rispondi
  11. Paolo Francia

    3 Gennaio 2018 alle 00:10

    Non capisco perché Nicola, che afferma di non nascondersi dietro al dito, non affermi piu chiaramente il suo sostegno a Renzi. Gli sta simpatico e lo conosce. Solo che le sue proposte, dopo gli errori, sono ancora piu’ nulle o inesistenti di quelle dei suoi avversari. Come poi Renzi possa risultare “simpatico”, è un problema che solo Nicola puo’ delucidare.
    Quanto all’ego narcisista, Renzi ne è stato il campione, ma adesso gli si è rivoltato contro come un boomerang, detestato dai piu’, è tutto merito suo quello che suscita caro Nicola, tutto merito suo. Il suo sprezzo del Paese, delle regole, del pudore, del buon gusto e della verità.
    Chiunque, a questo punto, sarebbe migliore di lui.
    L’Italia sarà molto probabilmente governata dalla destra, la Meloni non è stupida e la preferisco a Salvini e a Berlusconi (che pure è un genio), ma l’unica speranza restano i 5 stelle, le problematiche che sollevano sono vicine al sentire della gente, e meritano la fiducia e il voto, senza nessun ombra di dubbio e incertezza, il solo voto utile sarà quello al movimento 5 stelle.

    Rispondi
  12. Adalberto Scarlino Firenze

    2 Gennaio 2018 alle 22:59

    Tra i candidati migliori vedo, al momento, Giorgia Meloni !
    E tu, caro direttore ?
    E voi, cari lettori ?

    Rispondi
    • Giampaolo

      3 Gennaio 2018 alle 11:05

      Sara perché ti piacciono le donne Adalberto, perché non credo ti piaccia il colore politico.
      Lasciami scherzare. ciao e buon anno.
      Giampaolo Mercanzin

      Rispondi
  13. Augusto Federici

    2 Gennaio 2018 alle 17:21

    D’Alema è personaggio da evitare, Bersani e gli altri che l’hanno seguito mi hanno deluso. Le questioni e discussioni si fanno all’interno del partito, specie se è formato da differenti anime. Creare scissioni serve solo per avvantaggiare gli avversari. Meglio un partito condotto da persona che ha commesso errori che concedere agli avversari la guida del paese. Meglio o meno peggio un Renzi che un Di Maio o qualcosa di simile. Questo è il risultato ottenuto dall’indefinibile baffino. Quello che più mi ha deluso è stato Bersani.
    Ma questo è il vizio della sinistra, da sempre purtroppo. Se arriva al comando, per lotte interne (anche se ideologiche), lascia la guida agli avversari di sempre.

    Rispondi

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