• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Einaudi e l’impronta etica del fondatore

Il 30 ottobre, a Dogliani, paese natale della madre, dove è vissuto, si sono celebrati i 60 anni dalla scomparsa. In collaborazione con la Fondazione che porta il suo nome. Quando c’erano loro era tutta un’altra musica. Dulcis in fundo.

di Carla Ceretelli | 1 Novembre 2021
Emissione 30 ottobre 2021 di un francobollo commemorativo di Luigi Einaudi, nel 60° anniversario della scomparsa

Ennio Flaiano, ospite del Presidente a una cena ufficiale nei primi anni Cinquanta, raccontava .

“Alla fine di una cena al Quirinale il maggiordomo recò un enorme vassoio, con delle pere molto grandi. Luigi Einaudi guardò un po’ sorpreso, poi sospirò. Io, disse, prenderei una pera ma sono troppo grandi, c’è nessuno che vuole dividerne una con me?

Tutti avvertimmo un attimo di sgomento e guardammo istintivamente il maggiordomo: era diventato rosso fiamma…

Tuttavia lo battei di volata: io, presidente…

Il presidente tagliò la pera, il maggiordomo ne mise la metà su un piatto e me la posò davanti come se contenesse la metà della testa di Giovanni Battista”.

Poche righe sufficienti per definire Einaudi, storico fondatore dell’azienda vinicola che porta il suo nome, nonché primo Presidente della Repubblica democraticamente eletto. Il pragmatismo, la sobrietà e la parsimonia piemontese, l’attaccamento alle proprie origine contadine,  lo distinsero per tutta la vita.

Ma anche un grande  economista. Quando nel 1897, giovane e senza mezzi, acquistò il primo podere in San Giacomo a Dogliani, non fu solo  per nostalgia delle proprie origini.

Era  altresì convinto che l’agricoltura avrebbe portato le langhe e   il Piemonte  tutto fuori dalla crisi degli anni del dopoguerra. Rilanciare e far crescere  quel  territorio lo avrebbe fatto emergere  dalla povertà.

Un liberale italiano. Un liberaldemocratico.

Da “Le prediche inutili”.

“L’uomo che è uno solo, è costretto ad essere a volta a volta e nel tempo stesso, liberale e socialista; o più l’uno o più l’ altro, a seconda del prevalere dell’uno o dell’altro principio. La diversità tra le due parti è di temperamento; i liberali più attenti ai meriti ed agli sforzi della persona sono propensi a tenersi stretti nell’ ammontare dei sussidi, laddove i socialisti, meglio misericordiosi verso gli incolpevoli, sono pronti a maggiori larghezze. Né il contrasto è dannoso, perché giova alla scoperta del punto critico, per il quale si opera il trapasso dal bene al male sociale.”

Rileggere queste righe mi ha fatto venire i brividi, perchè rappresenta il mio pensiero da sempre, ancor prima di leggerlo. E,dunque,  conoscerlo.

La ricerca costante di un equilibrio politico,  di per sé instabile,  in un sistema che  tende a una metamorfosi ininterrotta,     può dar vita a  una società più giusta, mentre gli eccessi, integralisti e intolleranti da una parte o dall’altra  possono  produrre solo danni.

Odore di centro.  

Si dice che al peggio non c’è mai fine. Ma peggio di così, si muore. E  speriamo che il Premier, tanto apprezzato anche all’estero, segua  il  concetto di autonomia, primus inter pares,   e segua, in modo sobrio ma deciso, finalità e programmi che auspicava lo stesso Einaudi  che ritengo, da sempre,  il mio faro.

Se non ora quando.

Nihil novi sub sole, si dirà. Infatti, ma fino ad oggi non siamo riusciti a dare un senso compiuto  e organizzato a tutti questi flussi che, accomunati da ideali simili, non soggetti al pensiero unico ma  poco contrastanti, cercavano una collocazione vivace e moderna ma anche saggia e razionale.

“Noi democratici non siamo contro la ricchezza ma contro la povertà. La ricchezza, per noi, non è una colpa da espiare, ma un legittimo obiettivo da perseguire. Ma la ricchezza non può non essere anche una responsabilità da esercitare”.

Olof Palme, un socialdemocratico che pensa come un liberale.

Ecco da questo pensiero di Palme vorrei partire per chiarire una posizione che spesso viene  interpretata in maniera fuorviante. Se i socialisti e i liberali fossero stati meno snob e pieni di sé avrebbero potuto combinare qualcosa di buono. Insieme.

E’ forse impossibile   elaborare  un proprio concetto di stato sociale in senso  liberale?  O ci si deve sempre riferire  a schemi preconfezionati? Lo dico con grande tristezza.

Repubblicani, Socialisti, Liberali, insieme ad altre forze politiche, ambiscono  a una cadrega e,  per averla, si fanno il loro partitino finendo per portare acqua ai mulini della malandata sinistra perdente o  di una  destra esagerata e iperbolica, a cui  stanno  lasciando, abbandonandolo,  il  Belpaese. Ma ci sarebbe da trovare  un leader carismatico che li mettesse d’accordo. Mica facile. Eppure chi cerca trova.  Un personaggio con una giusta autostima ma anche apertura mentale e tolleranza. E anche con un po’ di rispetto per il cosiddetto bene comune. Esisterà nell’orbe terraqueo?

Da giovane ancora imberbe, avevo scelto la via del liberalismo, perchè ero convinta, e lo sono ancora,  che l’uomo ha bisogno di libertà di pensiero e azione  per  esprimersi e dare il meglio di sé.  Affrancandosi da uno statalismo esasperato. Ho sempre avuto una grande fiducia nell’uomo e nelle sue capacità.  Perchè esistono dimostrazioni evidenti e inconfutabili di ciò che  è stato capace di costruire, in senso culturale, umanistico,  intellettuale  e tecnico scientifico. E ciò  che è passato è un usato sicuro, mentre il futuro,  chissà. Certo ha compiuto anche nefandezze. Dunque occorre saper scegliere emulando il positivo,  storicizzando e metabolizzando il negativo   e non usandolo   come   icona  da tirar fuori demagogicamente alla bisogna.

E poi, per rifarsi la bocca,  forse fuori tema ma non troppo,  un bell’aneddoto che ci fa rimpiangere il tempo che fu.

Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista dal 1972 al 1984. Giorgio Almirante, iscritto al Partito Nazionale Fascista (fino al 1943), al Partito Fascista Repubblicano (1943-45) ed al Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale (1946-1988).

Due uomini diversi,  agli antipodi.  Mai un insulto, mai un offesa a toni alti.  Enrico Berlinguer, colpito da ictus durante un comizio per le elezioni europee, muore l’11 giugno dell’84. Giorgio Almirante si reca in Via delle Botteghe Oscure,  alla camera ardente dell’avversario di sempre (mai nemico) per rendergli un commosso omaggio.  Si mette in fila, lui, ex-fascista, con i comunisti. Nessuno lo contesta, naturalmente.   Pajetta e  Iotti , affabilmente lo invitano a seguirli davanti alla salma dell’uomo con il quale da sempre  aveva avuto confronti decisi ma leali. Il 22 maggio del 1988 muore Almirante.   Pajetta e Iotti vanno  in via della Scrofa, dai “camerati”  circondati  dal medesimo rispetto  che i comunisti avevano loro riservato 4 anni prima.

Non avevano bisogno di insultare o di demonizzare nessuno.  Ancor meno di odiare o portare rancore. Che nostalgia di quegli uomini. Altra preparazione, altra cultura. Politici di altissimo livello che sapevano rispettare gli avversari politici, pur esternando e difendendo i rispettivi principi e idee. Oggi, che dire.. meglio non dire. Personaggi con incarichi di altissima responsabilità che pensano solo a fare campagna elettorale per rimanere in sella. Con le dovute eccezioni. Naturalmente.

Speriamo di non dover assistere alla scomparsa di nessuno per ritrovare rispetto e serenità.

https://twitter.com/filateliart/status/1454381226639437827/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1454381226639437827%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.breaking-news.it%2Ftrend%2F22LuigiEinaudi22

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anniversario, campagna elettorale, crisi, danni, diversità, elezioni, enrico berlinguer, estero, futuro, Liberali, luigi einaudi, movimento, personaggi, presidente della repubblica, repubblica, socialisti, sussidi, tutta la vita

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti