Due attentati ai militari italiani nel giro di pochi giorni, in Iraq e in Afghanistan. Proprio a ridosso del risultato elettorale e prima della formazione del nuovo governo. Una coincidenza? Difficile crederlo. La mente va alla Spagna di Zapatero. Le bombe precedettero il voto, determinarono il risultato elettorale ed ottennero lo scopo voluto, vale a dire il ritiro delle truppe. Qui le bombe seguono, ma otterranno lo stesso scopo. Secondo più d’uno sono state fatte esplodere proprio per questo: forzare la mano ad una coalizione che a suo tempo criticò l’intervento e che oggi in molte delle sue componenti vuole un segnale di discontinuità rispetto al precedente governo. Le avvisaglie sono già iniziate. Dalle forze di sinistra, ma non solo, è arrivato l’ultimatum, almeno per l’Iraq: ritiro entro l’estate. Sarà il primo banco di prova per il centro sinistra anche perché c’è da votare, entro il 30 giugno, il rifinanziamento della missione. Determinante l’atteggiamento che terrà il centro destra che, ovviamente, non potrà far mancare il suo appoggio a meno che la vicenda dell’elezione quirinalizia non abbia lasciato strascichi tali da far saltare ogni logica pervisione
Effetto Zapatero per le missioni italiane all’estero. La sinistra preme per il ritiro
Dalle forze di sinistra, ma non solo, è arrivato l’ultimatum, almeno per l’Iraq: ritiro entro l’estate. Sarà il primo banco di prova per il centro sinistra anche perché c’è da votare, entro il 30 giugno, il rifinanziamento della missione.

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