Ed ora tutti asseragliati dentro Fort Alamo? E Renzi, novello colonnello William Barret Travis che traccia con la spada una linea, invitando ad oltrepassarla i valorosi disposti a battersi per difendersi fino all’ultimo ed, eventualmente sconfiggere gli assedianti? E fra coloro che decideranno la resistenza, ci saranno anche i Davy Crocket della situazione, Angelino Alfano e Denis Verdini, giunti a dare man forte a Renzi con le loro truppe raccogliticce, così come aveva fatto per aiutare il Texas, Davy, l’eroe col cappello di tasso?
Nella battaglia fino all’estremo per affermare l’indipendenza del Texas dal Messico, la motivazione (secondo l’agiografia più diffusa, ovviamente) risiedeva nei valori : la libertà, l’onore. Come è abbastanza noto, non sono valori da poter trasferire, pari pari, nella politica italiana. Però Renzi potrebbe fare affidamento, per tenere serrate le fila, nonostante la batosta, nel potere della chiamata di correo (non osiamo richiamare la coerenza). Insomma, da quando è diventato segretario del PD e, successivamente, presidente del consiglio, Renzi ha deciso tutto da solo, è vero. Ma nelle sue truppe hanno fatto a gara per dargli ragione. Nelle province dell’impero i suoi apostoli avevano negli occhi il fuoco della fede, l’indignazione di chi scopre infedeli dovunque. Ci raccontavano quanto fossimo sciagurati e irresponsabili ad ogni minimo dubbio sommessamente avanzato.
L’assedio, siamone certi, è già iniziato dalle ore 23 di domenica 19 giugno: non appena si sono chiuse le urne delle grandi città italiane ove si erano svolti i ballottaggi e sono state rese note le prime proiezioni. C’era, in verità il tentativo di considerare ininfluente il voto ai fini del governo e della sua tenuta, trattandosi di semplice voto amministrativo. Ma questa possibilità era stata irrimediabilmente bruciata dallo stesso Renzi due anni prima, quando il suo successo alle europee era stato utilizzato come formidabile propellente proprio per la vita del governo.
Dunque, le truppe messicane guidate dal Presidente e Generale Antonio López de Santa Anna (leggi Beppe Grillo) sono all’opera per la capitolazione delle truppe renziane assediate. Fort Alamo resistette 13 giorni e capitolò perché gli attesi rinforzi non arrivarono. Renzi dovrà resistere fino ad ottobre e per lui i rinforzi sarebbero le riforme costituzionali ed il relativo referendum. Ma il presidente del consiglio più che da loro dovrà guardarsi dai suoi: come azzannano i propri sostenitori quando si cade in disgrazia, nessun altro riesce a farlo.

Consiglio di vedere il video di Orfini in un mercato romano di periferia a pochi giorni dal ballottaggio, sarebbe bastato vedere la reazione della gente alla sua vista per capire chi avrebbe vinto. Lui con un risolino nervoso incrostato, incapace di replicare, inerme, inutile, insipido. Le dichiarazioni e il tono strafottente di Renzi chiariscono definitivamente, se mai ce ne fosse stato bisogno, a quale livello la politica sia scesa. Una corte di figure inconsistenti, servili, pronte a dire e a martellare che il Re è magnifico e che tutto va bene, questo vento di rivolta a questi regimi democratici, non sono cosi diversi dalla Corea del Nord nell’esaltazione del loro capo, sta invadendo tutta l’Europa, anche qui in Francia un governo incapace che non riesce neanche a gestire le manifestazioni contro la legge del lavoro e vuole impedirle, incapace persino di prevedere qualche tifoso alcolizzato in periodo di europei di calcio e allerta massima per gli attentati. La gente non ne puo’ piu’, in Italia come in Francia, e si rivolta a questi dittatorelli di serie B travestiti da democratici.
Renzi, come Valls, sono in un vicolo senza uscita, inutile continuare a martellare che “tutto va bene”.
No Marzio, io NON cambio, te cambi, egli cambia, noi NON cambiamo, voi cambiate, essi cambiano!
Vorrei sottolineare l’apparizione di Grillo alla finestra, teatrale, ironico, finalmente liberato di un peso…..con la cruccetta di fuori, senza una parola, basta parole!
Come fa uno che si chiama Renzi a cambiare?!?
Sempre più ineffabile l’inquilino di Palazzo Chigi che afferma ” non è voto di protesta ma di cambiamento”. Ovvero: io cambio, tu cambi, egli cambia, noi cambiamo… ma cosa?
Caro Nicola,
Non si può dimenticare che Renzi è l’ultimo andato al potere con metodi di congiura dei potenti contro la democrazia delle elezioni, ma il popolo non dimentica e come già aveva previsto il vecchio Berlusconi saranno le elezioni a liberarci finalmente di questi fascisti, comunisti e intrallazzatori dei palazzi, Renzi li sta rottamando tutti, ma non riuscirà rottamare la democrazia e la sua necessità di andare al potere attraverso il voto popolare, è l’ultimo comunista autoreferenziario e nella sua totalitaria presunzione di auto leggittimarsi è ormai divenuto uguale al Mussolini di storica memoria.
A me non importa chi verrà dopo, basta che torniamo alla democrazia e ci arrivi un premier vero con delle elezioni fatte nei seggi elettorali segnando il suo nome.
Ma come hanno fatto a laureare Renzi in legge a Firenze senza insegnarli nemmeno le minime basi del potere democratico?
Se fossi una pagina di giornale, la Prima, avrei titolato con queste varianti : ” RENZI ASFALTATO”, oppure “IL CIELO STELLATO”, oppure “L”ITALIA S’E’ DESTA” e ancora ” LA DEBACLE DEI MATTEI” e ” TSUNAMI 5STELLE” e per finire ” MATTEO, CHI?”.
Al di là del giudizio personale, credo che le valutazioni da fare portino a delle conclusioni incontestabili. Primo. il M5S diviene forza di governo e raccoglie i malumori di sinistra e destra, una vittoria della gente. Salvini e la Lega Nord hannno perso qualsiasi forza di propulsione, la gente preferisce la moderazione e votando M5S si dimostra ferma ma responsabile, non sguaiata, non razzista, non volgare. Salvini dovrebbe dimettersi.
Dove il M5S non c’é, molta poca affluenza e uno scarto tra le coalizioni molto basso. Mentre Raggi trionfa, Appendino fa un exploit, Sala la spunta, che è un’altra cosa.
Il centro destra ha fallito, tranne in poche realtà, se non c’é un ricambio cerdibile, non ha piu’ futuro. Renzi dovrebbe seriamente pensare a dimettersi, ha fallito umanamente, politicamente e moralmente. Le bugie hanno le gambe corte.
Caro Nicola, io capovolgerei la tua simpatica metafora. Fin dall’inizio il Santa Anna della situazione italiana è stato Renzi all’assedio della Repubblica asserragliata dentro Fort Alamo, il quale Santa Anna ebbe una vittoria solo effimera in quanto alla fine fu sconfitto dai texani del generale Huston, leggasi referendum costituzionale. E poi agli eroi di Fort Alamo, io preferisco i nostri eroi assediati a Col Moschin, a Keren o Giarabub, anche se il cinema italiano si vergogna a raccontarli, o li racconta conditi con mamma e spaghetti piagnoni, ovvero nazionalsinistri o proletardestroni, come a ciascuno aggrada.