
Toc toc, sono Tavares: vengo dallo Zimbabwe per farmi arrestare.
Nella faccenda misteriosa, tutta surreale, mancava ancora un personaggio come Tavares, che pare essere implicato nella brutta vicenda che ha coinvolto il patron della più nota trasmissione d’inchiesta nazionale, Report. Un personaggio felicemente sposato, con figli, che abita nientemeno che nello Zimbabwe e che, secondo quanto viene raccontato, sarebbe pronto a prendere un aereo, a proprie spese, per venire in Italia con la certezza di essere arrestato. Su di lui, infatti, penderebbe un mandato di cattura con l’accusa di avere organizzato l’esplosione di una bomba nella casa di Ranucci, su sollecitazione e, si ipotizza, sotto la guida di Walter Lavitola. Naturalmente saranno gli accertamenti della magistratura a stabilire che cosa ci sia di vero e che cosa, invece, appartenga al grande calderone delle ricostruzioni, delle dichiarazioni e delle ipotesi. Un misterione, insomma, un po’ minestrone, dove dentro pare esserci tutto e di più. Ci sono persino le future dichiarazioni di Tavares che, sempre dallo Zimbabwe, avrebbe fatto sapere che, qualora dovesse venire in Italia per essere arrestato, sarebbe poi rimesso in libertà seduta stante, con tante scuse, dopo quello che avrebbe da raccontare ai giudici. Una prospettiva che, se confermata, sarebbe sufficiente a far tremare i polsi a parecchi ambienti della politica italiana. Oppure potrebbe alimentare la suggestione di una fantomatica associazione, ancora tutta da dimostrare, composta da persone finite nelle inchieste scomode di Ranucci, oppure da chi avrebbe assistito, ascoltato o semplicemente sentito raccontare di incontri riservati e manovre dietro le quinte. E qui entra in scena Lavitola, personaggio che, stando alle ricostruzioni circolate, della vita riservata di molte persone di peso pare conoscere e sapere parecchio. Quanto sia realmente in possesso di informazioni, quali siano fondate e quali invece appartengano al territorio delle voci e delle indiscrezioni, sarà eventualmente la giustizia a chiarirlo. Insomma, questa storia pare avere tutti gli ingredienti per diventare un libro, una serie televisiva o uno sceneggiato in più puntate, con il thriller e il mistero destinati a fare da padroni. Mancano soltanto la musica inquietante, una porta che si apre lentamente e, possibilmente, una valigia piena di documenti misteriosi. Nel frattempo noi andiamo all’aeroporto. Non si sa mai: dovesse davvero arrivare Tavares dallo Zimbabwe, potrebbe presentarsi con le manette già ai polsi, pronto a farsi arrestare e a raccontare la sua versione dei fatti. Resta soltanto un dubbio: sarà abbastanza coraggioso da scendere dall’aereo? E soprattutto, avrà preparato anche il famoso pigiama a righe? Perché, a questo punto, nella storia manca davvero soltanto quello.
Angelo Santoro

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