Ebbene lo confesso, la curiosità ha vinto ancora una volta e…sono andata a vedere Eclipse, sì la terza puntata del megapasticcio amoroso, del triangolo più incredibile formato da un’umana, un morto vivente, alias vampiro e un licantropo.
Che Bella non fosse portata per gli amori tradizionali ormai l’abbiamo imparato, ma alla fine del film riesco ad esprimere il mio parere con un’unica parola : boh?
Va bene che è un prodotto per teenagers, ma siccome questi dovrebbero essere gli spettatori consapevoli di domani, coloro che dovrebbero essere in grado di scegliere film intelligenti da vedere per poter discutere, per conoscere realtà diverse da quella in cui vivono, per poter conoscere culture “altre” i cui rappresentanti vivono ogni giorno di più accanto a noi, siamo sicuri che è questo il genere di prodotto a cui possono ambire?
Come è possibile formare il futuro spettatore senza dargli gli strumenti che lo porteranno alla consapevolezza di sé e di quello che vuole vedere?
Non rieso a salvare niente di questo film.
Dai dialoghi incosistenti, pieni di frasi che potrebbero essere tratte dai bigliettini dei baci perugina da Prenditi cura del mio cuore: te l’ho lasciato a “Se ci sei tu non ho bisogno del paradiso” (e vi assicuro che ho faticato per estrarre queste due dalla densa melassa che ingloba le parole del film), all’interpretazione degli attori che, nel delineare i propri personaggi non riescono ad andare più in là di una singola espressione: Edward è sempre lo stesso “pesce”, occhio smorto, aria sofferta, faccia bianca, per cause di forza maggiore, qualche raro sorriso; Bella per tutta la durata dell’episodio conserva il visino triste e imbronciato, ma va capita, la poveretta è in preda all’incertezza: ama Edward e per lui è disposta a tutto, ma ama, anche se in maniera diversa anche Jacob; deve scegliere e nonostante abbia l’età per sbagliare, non vuole commettere errori… ma che tristezza.
Jacob, infine, grazie al suo abbigliamento farà come minimo candidare all’oscar la costumista…gira quasi sempre a torso nudo, l’unico mezzo disponibile per far sì che si capisca dove finisce il volto e dove cominciano le spalle:il collo è un optional che non gli è stato assegnato da madre natura.
Ci sono momenti in cui sembra quasi che il livello dei dialoghi possa leggermente innalzarsi (quando la sorella di Edward, vampiro a sua volta, dichiara che prova invidia per Bella che è ancora in grado di fare scelte, contrapposte queste alla sua esistenza ormai immutabile). Interessante la dissertazione sul calore dei licantropi (circa 42 gradi) e la freddezza corporea dei vampiri. Freddezza sotto tutti i punti di vista quella di Edward costretto ad accettare che Jacob abbraci Bella per impedirle di morire di freddo la notte prima dello scontro finale.
Licantropi e vampiri si alleano nel corso del terzo episodio e questa è una grossa novità, ma il tutto nasce dall’amore per Bella e quindi è destinato a durare finchè Bella sarà al sicuro, come vampira o come moglie del licantropo.
Licantropi e vampiri volano immersi in una natura spettacolare che però il regista non sa sfruttare appieno e volano male, neanche questo ci sa dare la pellicola, pallida imitazione di voli ben diversi, il volo dei combattenti in Zero o La tigr e e il dragone o La foresta dei pugnali volanti, film che hanno accompagnato l’entusiasmante scoperta dei film di “cappa e spada” cinesi
Voli acrobatici e pressoché impossibili che però avevano la bellezza e la maestosità di un balletto classico, la grazia della trasformazione in volo e il planare nuovamente al suolo quasi in punta di piedi per la stoccata finale al nemico cui si toglieva la vittoria e la vita allo stesso tempo.
Nonostante queste marcate differenze i momenti in cui il film sembra ingranare sono proprio quelle del combattimento.
Cosa ci si apettava dal terzo episodio ? Forse che non andasse sprecata la possibilità di avvicinarsi all’horror, oppure, spinti dalla noia e
dall’esasperazione determinata dall’incertezza di Bella, che il triangolo avesse una diversa angolazione e che Jacob ed Edward, che nel terzo episodio rischiano di diventare amici, stanchi di essere tenuti al guinzaglio da Bella decidessero di fuggire insieme. Per un attimo ci ho sperato anche perché questo finale ci avrebbe salvati dall’immancabile quarta puntata, ma l’autrice della saga è una mormone…quindi non c’era da pensarci nemmeno. Peccato.
Maria Rita Monaco

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