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E’ morto Nino Rocco De Zio

di Renato Traquandi | 17 Marzo 2013

Raccolse, da solo, le insegne dell’edera, soltanto dopo lo scempio di tangentopoli, allorchè i repubblicani livornesi abbandonarono il P.R.I. al suo destino, preferendo il PDS o Forza Italia.

edera-normaleDavanti il sagrato della chiesa di Sant’Ignazio, a Livorno, ci siamo ritrovati con Paola, la moglie, i due figli, ed i nipoti, per assistere alle esequie di un caro amico. Oltre alla ristretta cerchia dei parenti, i tanti amici, le tante persone che lo hanno conosciuto e frequentato, in un angolo, eravamo noi repubblicani mazziniani. Sparuto gruppetto di consolidati amici, che mai hanno smesso di vedersi, di parlarsi, di discutere di politica, e di litigare, talvolta, come molti sanno sia costume degli uomini liberi e giusti. Livorno è una città cosmopolita, una delle più integrate, in Italia, da questo punto di vista, sia nelle religioni che nel costume, con molti ebrei che mai hanno avuto un ghetto, molti anglicani protestanti, molti ismaeliti e molti asiatici. Rocco vi abitava da molti anni. Era nato a Postumia, nel 1939. Assolto il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri, si è laureato in età matura, frequentando corsi per corrispondenza presso la Walker University di Carson City, in Nevada (USA). Agente di commercio per una nota marca di moda, è arrivato a ricoprire, per la stessa, incarichi dirigenziali. Eclettico, vivace, aitante, dotato di carisma, Nino Rocco era uomo di azione, ottimo organizzatore e stratega. Ciò che ci ha accumunato è stato ciò che ci ha fatto conoscere; la militanza pluridecennale nel movimento presidenzialista pacciardiano Unione Democratica Nuova Repubblica. Non seguì il mio esempio: alla fine del 1980, non la prese subito, la tessera del partito repubblicano. Raccolse, da solo, le insegne dell’edera, soltanto dopo lo scempio di tangentopoli, allorchè i repubblicani livornesi abbandonarono il P.R.I. al suo destino, preferendo il PDS o Forza Italia. Dopo qualche anno, aiutato da Pino Ambrogio, pronipote di Pacciardi, che vive nel pisano, gestiva un piccolo ma convinto gruppetto di repubblicani, capaci di far sentire la voce del partito nelle occasioni in cui fosse stato importante ed utile farlo. Alle esequie era presente l’amico Luca Santini, segretario regionale del Partito. Da Roma era arrivato Massimo Scioscioli, assieme a Giorgio Vitangeli, due intellettuali a noi molto vicini. Nino Rocco impiegava questi ultimi anni regalandoci il prodotto di una sua particolare capacità: era divenuto uno scrittore. Il primo libro ” La Cometa” è un romanzo che parla dei cavalieri di Malta e della loro storia; poi, il secondo libro, un vero successo: ” Beautifull in action””, altro romanzo nel quale è raccontata, con dovizia di particolari, la storia della guerra di Spagna, dal 1936 al 1939, con sullo sfondo la vicenda umana del Colonnello Randolfo Pacciardi, comandante il Battaglione Garibaldi, composto da antifascisti italiani in esilio. Il titolo riporta fedelmente la definizione che il giornalista Heminguay, diretto testimone di quegli avvenimenti, fece, del mitico comandante antifascista, pluridecorato eroe della prima guerra mondiale. Prima della crudele malattia che lo ha portato via, Rocco Nino stava lavorando ad un altro libro. Quell’omone, gioviale, sempre pronto a scherzare, ma anche a darti una mano, era reticente, alle nostre domande. Diceva solo che l’argomento era l’etica, la morale, dal suo punto di vista, laico e illuminista, per quel tema. Adesso se ne è andato, sorridente, e noi avvertiamo un vuoto……… enorme. Ciao. Rocco Nino!

Pubblicato in : Primo piano

Info Renato Traquandi

Interazioni del lettore

Commenti

  1. GABRIELE

    20 Marzo 2013 alle 02:25

    Amico di una stagione politica vissuta insieme sui banchi del consiglio comunale di Collesalvetti, entrambi in Forza Italia, lui capogruppo io consigliere. Intellettuale, politico uomo di altri tempi…
    Dr Gabriele Del Sette

    Rispondi

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