La Musica grande assente nell’estetica Crociana, è diventata nel nostro paese, la cenerentola nei programmi educativi di ogni ordine e grado.
Dopo la riforma crociana dell’educazione in Italia dobbiamo aspettare il 1960 per vedere inserita l’ora di educazione musicale nella scuola media.
A fine anni ’80 nella scuola media statale si fece strada una sperimentazione che prevedeva lo studio dello strumento musicale.
La diffusione di queste scuole, che sono entrate ad ordinamento dopo 20 anni nel 2000, è ancora molto lontana dall’avicinarsi agli standards europei.
Ed in questa Italia di laldroni, non ci si riesce ancora a mettere d’accordo sul futuro dell’educazione musicale: i Conservatori dovrebbero diventare Università, dovrebbero nascere i Licei Musicali, e le Scuole Medie, ad Indirizzo Musicale, dovrebbero diffondersi in modo capillare.
Lo Stato Italiano agisce illegalmente negando ad alunni che ne fanno richiesta la possibilità di studiare lo strumento musicale che per legge è attualmente “opzionale obligatoria”, cioè chi la sceglie la dovrà studiare per tutti e tre gli anni della scuola media.
Eppure per mancanza di risorse economiche lo stato agisce in maniera anticostituzionale negando pari opportunità ai nostri figli.
Qualcuno si vergogna di questo? Io si, ho vergogna di essere italiano.
La egemone cultura mitteleuropea, continuamente produce azioni atte a far scomparire la nostra importantissima storia La classe politica e dirigente del nostro paese, ma anche la maggioranza degli italiani, le dà una mano.
George Orwell afferma: chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato. Questo purtroppo sfugge agli italiani che pensano di essere dei grandi furbastri ma rimarranno con un pugno di mosche in mano anche quando riusciranno a vendere il Colosseo (se la memoria non mi inganna qualcuno dei nostri governati ci ha provato).
E’ morto il grande violoncellista russo Mstislav Rostropovich.
Questo il ricordo che l’Italia e Napoli può dare di questo grande.
Il Maestro fu invitato alcuni anni fa al Teatro San Carlo per dirigere un concerto. Da grande musicista quale era, chiese all’orchestra di poter effettuare alcuni passaggi solo con la sezione degli archi per far si che l’esecuzione si ottimizzasse. Ebbene, un orchestrale dei legni, si rifiutò adducendo che tale modalità non era prevista dal contratto. Il Maestro ignorando ciò continuò la sua prova. D’improvviso l’orchestrale rimostrante, si alzò e lasciò l’orchestra. Lo seguirono altri srtumentisti a fiato. Mstislav Rostropovich chiuse la partitura, ripose la bacchetta, lasciò il teatro e Napoli.
Non è più ritornato.
Addio grande Rostropovich. Credi, nessuno si vergognerà per questo.
Forse, solo io che ho vergogna di essere italiano.
Enzo Amato

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