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È il computer la nuova “arma” degli indios nella Foresta Amazzonica

di Luciana Maci | 18 Marzo 2012

Scopo principale è la lotta contro i trafficanti di legname che stanno continuando a depredare la foresta dei suoi alberi secolari. 

Niente più arco e frecce: adesso la principale arma degli indios della Foresta Amazzonica contro i commercianti illegali di legname è Internet. Nelle tribù più isolate, che vivono in piena foresta pluviale, stanno facendo la loro comparsa i primi computer. In apparenza è un contrasto stridente tra nuove tecnologie e tradizioni  delle popolazioni locali, abituate a vivere in capanne, cibarsi dei frutti della terra o del pesce dei fiumi e curarsi con medicinali ricavati da erbe ed alberi. In realtà è un modo per proteggerle e difendere il loro territorio sotto attacco dagli anni Quaranta, al punto che si calcola che un quinto della sterminata Foresta sia già andato distrutto.

INDIOS HI TECH – A dotare gli indios di personal computer ci ha pensato un’associazione di Rio de Janeiro, “Redepovosdafloresta”, fondata nel 2003 da Joao Fortes, erede di una dinastia di imprenditori carioca che ha deciso di dedicare parte della sua vita, e delle sue ricchezze, all’impegno ambientalista. Il movimento ha iniziato a inviare alle comunità più isolate decine di computer alimentati a energia solare attraverso un complicato percorso fatto di spedizioni su camion, aereo, nave e anche percorsi a piedi.

ALLERTA IN TEMPO REALE – Scopo principale è la lotta contro i trafficanti di legname che stanno continuando a depredare la foresta dei suoi alberi secolari. Attraverso il web, accessibile grazie al satellite, gli indios sono in grado di inviare messaggi in tempo reale alle forze dell’ordine, in modo che mandino con urgenza gli elicotteri sul posto quando è in atto un tentativo di deforestazione. Finora i nativi riuscivano a difendersi dalle bande criminali soltanto con le proprie rudimentali armi di difesa, per l’effettiva difficoltà di comunicare immediatamente l’avvenuto reato. Oltre che con le forze di sicurezza, i nativi adesso possono mettersi in contatto con le autorità governative per segnalare qualsiasi tipo di problema o disagio. Inoltre attraverso Internet i villaggi più sperduti possono finalmente riuscire a dialogare tra loro, scambiarsi informazioni, avvertire gli altri di una minaccia o segnalare un’opportunità. «L’idea – spiega Fortes – è collegare comunità distanti molti giorni di viaggio: mettendole in comunicazione le rendiamo forti».

E’ DIVENTATO UN FILM E UNA SCUOLA PER INDIGENI – Il progetto ha avuto particolare successo nella tribù degli Ashaninka, al confine tra Brasile e Perù, come è descritto nel documentario “The Internet Indians” girato da Thomas Wartmann e diffuso recentemente dall’emittente araba “Al Jazeera”. I due figli del capo-tribù, Benki e Moises Piyako, si stanno impegnando per fare in modo che un numero sempre maggiore di comunità di indios abbiano accesso a Internet. Inoltre hanno fondato una “scuola”, la “Ancient Forest School”, che intende formare le popolazioni indigene sulla sostenibilità ambientale, con lezioni che si svolgono all’aria aperta sotto alberi millenari.

I NUMERI DEL DISBOSCAMENTO – Vasta oltre 7 milioni di chilometri quadrati e situata per il 65% in Brasile (il resto nei Paesi confinanti), la Foresta Amazzonica è fondamentale per l’equilibrio dell’ambiente, perché il disboscamento in questo enorme polmone terrestre ha una serie di conseguenze negative come l’aumento dell’effetto serra e quindi del riscaldamento globale del pianeta. Di recente, grazie anche alle pressioni esercitate dagli ambientalisti di “Greenpeace”, il governo brasiliano ha adottato nuove misure per fermare il commercio illegale di mogano in Amazzonia.

Pubblicato in : Primo piano

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