
Fa sempre molto ridere che quelli contrari a sfollare i campi nomadi vogliano mettere in strada venti famiglie, solo perché ospitate da Casa Pound. Ma anche accettando questa repentina conversione al culto della legalità, il caso di Via Napoleone III non è minimamente sovrapponibile a quello del Leoncavallo. Per due ragioni.
Primo, per sfollare Casa Pound si devono trovare alloggi per le famiglie con minori. In via Watteau, invece, non ci viveva nessuno. D’altronde, pur essendoci ancora dei letti, il Leonka era oramai un club, un club con un regime fiscale decisamente conveniente. Tendente allo zero, diciamo. Casa Pound, invece, è molto meno glamour, ma ha molti più minori. Questo rende necessario un doppio controllo da parte dell’ufficiale giudiziario. E i camerati vanno in vacanza molto meno dei radical chic.
La seconda ragione si chiama Spin Time. Se chiude Casa pound, è impossibile lasciare aperto Spin Time, che di occupanti (quasi tutti immigrati dal dubbio stato di regolarità immigratoria) ne ha tra 400 e 450. Un discreto numero di questi, peraltro, più che una nuova casa dopo controlli di polizia potrebbe vincere un viaggio senza ritorno (in Italia) in un CPR. La sinistra di Roma lo sa, per questo CP non viene toccata.
Riassumendo: perché non chiudete CP? Perché è difficile trovarla vuota, perché è impossibile farlo senza affrontare il problema Spin Time, perché alla fine della fiera non conviene a nessuno. Va, peraltro, detto che se c’è una finestra in cui questo potrebbe succedere è oggi con Piantedosi. Di sicuro il club da bere Leonka e Casa Pound non condividono nulla. Né la città, né il giro d’affari, né la missione. Paragonarli non fa onore all’intelligenza di chi lo fa.
Detto questo, non credo serva specificarlo, ma lo faccio ugualmente: io sono contro ogni occupazione illegale. E come dice Giorgia Meloni penso non debbano esistere sacche di impunità.
(La scritta non c’è più dal 2019. I dirigenti sono stati condannati, a differenza da quelli del Leonkavallo, a qualche anno di carcere. A proposito di legge uguale per tutti)
Luca Rampazzo

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