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E allora avevamo una Barca?

di Mauro Del Bue | 18 Aprile 2013

Il terzo giorno della sua iscrizione al Pd, giorno storico per ben più rilevanti resurrezioni, Barca si candida alla guida del partito. Una volta ci volevano tre mesi per essere iscritti.

ministro-barcaNon parlo naturalmente di quella di D’Alema. Parlo di Fabrizio Barca, ministro del governo Prodi, un predestinato. Chi fosse lo abbiamo appreso solo dopo la sua nomina tecnica nel governo dei tecnici. Ma dicevano anche allora che era stato caldeggiato dalla sinistra, cioè dal Pd. Si sa, anche i tecnici hanno opinioni, e non c’è scelta che non sia influenzata dalla politica. Si sapeva che Terzi occhieggiava a destra e che Barca, appunto, stazionava a sinistra. Così, quando il suddetto aveva occasione di emergere dalla dimensione tecnica a quella politica, nelle sue rare apparizioni televisive, non nascondeva le sue simpatie. Tre giorni fa Fabrizio Barca ha annunciato di essersi iscritto al Pd. Anche per chiarire la sua posizione che qualcuno aveva ipotizzato in sintonia con Sel. Difficile, però, che un ministro del governo Monti potesse appartenere ad un partito di opposizione. Ma nell’Italia di oggi non c’è nulla di impossibile. Eppure Barca viene definito un laburista che, nella versione italiana, rimanda a una tendenza particolarmente orientata a sinistra. Tanto che all’interno del suo neo-partito pare goda dell’appoggio dei cosiddetti “giovani turchi”, quelli stessi, però, che contestano il governo Monti. Stranezze nostrane. Il terzo giorno della sua iscrizione al Pd, giorno storico per ben più rilevanti resurrezioni, Barca si candida alla guida del partito. Una volta ci volevano tre mesi per essere iscritti. Adesso bastano tre giorni per fare il segretario? Diciamola tutta. Coi nuovi valori della nuova politica, una delle doti più apprezzate è proprio l’inesperienza. Abbiamo eletto, vantandocene, due presidenti di Camera e Senato che sono mai stati parlamentari. Dunque con esperienza zero degli enti che presiedono. Puntiamo su figure di ministri che non provengano dalla politica. Nelle giunte regionali neo elette prevalgono esponenti che finora hanno fatto altro nella vita. Perché stupirsi che il segretario di un partito risulti un estraneo? Tra un po’ ci si potrebbe anche vantare di questo paradosso e sostenere con orgoglio: “Pensate, noi abbiamo eletto segretario uno che neanche conosciamo”. E sentirsi rispondere: “Bravi”. Così va l’Italia. In Barca…

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

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