Non ridono, anzi direi che piangono preparando le valigie per l’esilio, i dottoroni dell’istituto di statistica.
Perchè siano pagati non è chiaro. Percentuali di errore enormi: un tonfo senza appello.
Auto-sarcastico l’intervento di uno di questi maghi del numero verso la mezzanotte: “non daremo più dati sino alla fine dello spoglio”.
Come dire: “Cari signori vi forniremo le statistiche previsionali a consuntivo”.
Dopo questa frase si è avuto l’unico risultato certo della nottata: il 100% degli astanti ha pensato un vaff….e La Russa ha conclamato il risultato.
Il resto è tutta arbitrarietà.
A stamane non vi ancora certi su chi ha vinto al Senato, e alla Camera sembra abbia vinto l’Unione per ventimila voti.
Stante i proclami della vigilia i vari Prodi, Fassino e Rutelli, dovrebbero fare “ventimila leghe sotto i mari” e ben nascosti..
Numeri alla mano, che vanno al di là degli artifici delle leggI elettorali, non hanno mandato a casa proprio nessuno.
Risultato paritario, con la parte più produttiva del paese saldamente in mano al centro destra.
Stucchevole la festa messa in piedi a notte fonda per festeggiare una vittoria inesistente, nei fatti naturalmente.
Poi premi e premietti forse consentiranno di governare, ma come?
Una flotta di rifondatori comunisti approda in Parlamento, gli unici dello schieramento paritario-vincitore a poter sparare qualche sorriso vero alle telecamere.
Hanno un potere contrattuale enorme ed è questo il vero problema dei nostri beneamati: spingeranno le scelte a sinistra, quando il 50% del Paese ha votato destra, e che destra. Sorrisi tra le mura di casa per Fini, Bossi e Casini.
Non si governa contro la volontà popolare e tornando alla festa, mi è sembrato più un funerale: le occhiaie di Fassino, penosamente inquadrato alle spalle di Prodi, sembravano quelle della salma. Credo che alla fine della recita, Prodi guardandolo abbia intonato anche “l’Eterno Riposo”.
Quando poi Prodi proclamava “abbiamo vinto!”, Fassino, con quella sorta di tic che lo fa persona onesta, scuteva la testa a destra e a sinistra e sembrava dire “no, no, no…”.
Rutelli aveva un chiaro calo di zuccheri. Aveva saltato la cena, ma pregustava il dessert: la torta.
Forse ero assonnato, ma alla festa non ho visto Bertinotti, in realtà l’unico vincitore tra lor signori.
Mi sussurrano da Forza Italia che era in cucina intento a scaldare l’acqua nel pentolone. Si sa, i comunisti amano il bollito…aiuto! aiuto!, arriva il lupo.
A destra non s’è visto Berlusconi, che per la tensione ha perso altri punti, oltre a quelli elettorali e si sentiva impresentabile, Fini e Casini avevano certamente cose più piacevoli da fare che stare davanti alle TV, fatti privati. Solo la Lega era sempre nell’occhio della telecamera. Inquadratura impudicamente fissa sull’ex ministro Calderoli, sino al suicidio dell’obiettivo.
Ma c’è poco da ridere: le condizioni dell’Italia in questo momento richiedono decisioni coraggiose, che vadano ben oltre gli interessi di bottega.
E mi auguro che preso atto dei fatti, chiuse le polemiche, se ne tenga conto.
Fiorenzo Da Ros

.. in compenso alla festa c’era Prodi, beato pareva un bambino appena rialzatosi dalla culla culla che sventolava il suo giocattolo – bandiera – appena regalatogli come dire: tiè, stai buono, sorridi e non pensare ad altro.. con dietro il Rutelli in impermiabile bianco che tanto ricordava Gargamella