Ridare nuova credibilità al calcio. Questo l’imperativo categorico che il Prof Guido Rossi si è prefissato al momento della sua nomina a commissario straordinario della federcalcio.
Che dire. Dopo i successi in campo internazionale in altri settori sicuramente più importanti il nostro buon GR, prossimo alla pensione, si è trovato ad occupare uno dei ruoli forse più sognati: capo dello sport più amato dagli italiani.
Forse questo ruolo gli ha dato un po’ alla testa… o forse gli ha fatto riscoprire il piacere della fanciullezza. In fondo lo diceva anche Pascoli che dentro ciascuno di noi vi è un fanciullino… e a quanto pare il nostro buon GR non ha perso occasione per tirarlo fuori; e così lo abbiamo ammirato con addosso la maglia della nazionale ed il suo nome sulle spalle, lo abbiamo visto apparire in televisioni e parlare alle radio, lo abbiamo sentito affermare cose in netto contrasto con la legge italiana (vedi il voler impedire il ricorso al TAR), NON lo abbiamo sentito intervenire quando la FIFA ci ha preso per le mele squalificando Materazzi “per sentito dire”… insomma, lo abbiamo visto andare avanti per la sua strada, con l’intento di fare giustizia (cioè quella che lui aveva deciso essere tale…) fregandosene di questo e quello.
Per fare questo il buon GR si è scelto degli allegri compagni di viaggio, e così la nuova leva del calcio italiana ha visto annoverare tra i suoi schieramenti il buon Borrelli ed il buon Ruperto. Il futuro del calcio che avanza.
Se ai tre sopraccitati aggiungi un buon Palazzi ed il suo teorema scopri che il mondo del calcio è malato. “Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare”, diceva il grande Gino Bartali. E così dice(va) anche Palazzi. “Il sistema del calcio è sbagliato. Il calcio è corrotto. Tutto il campionato è falsato”.
Frasi che il buon GR è corso a riferire addirittura in commissione parlamentare;
Se Ruperto ha avvallato la tesi di Palazzi, seppur limandola tanto da farlo indurre a ricorrere alla CAF, dello stesso parere non è stato Sandulli, che la CAF presiede.
Difatti abbiamo assistito ad un progressivo inasprimento delle pene, arrivando così a dire che il calcio è si malato, ma che l’intera corruzione poggia sulla Juventus e sui suoi dirigenti, sui dirigenti della Fiorentina e della Lazio – ma non sulle società che sono state penalizzate di gran lunga meno di quanto richiesto – e di un precario che al Milan svolge il ruolo di addetto agli arbitri, oltre che dal presidente degli arbitri, dai designatori e da un solo direttore di gara. Povero De Santis, chissà che fatica avrà fatto a falsare tutto da solo un campionato…
Ebbene, ciò ci pare troppo poco. Ma non perché avremmo voluto qualcosa di più, ma perché se queste sono le basi tutto il sistema non regge.
Se oltre a tutto ci aggiungi la sensazione che la giustizia ordinaria annullerà ogni decisione di quella sportiva, ci viene logico pensare che il buon GR e tutti i suoi degni compari abbiamo portato ancora più confusione nel sistema che dovevano risistemare.
Ridare nuova credibilità al calcio, abbiamo detto. Ebbene ciò non è stato, anzi. GR ha toppato il primo dei proprio compiti. A questo punto caro GR sii coerente e fatti da parte, lasciando che qualcuno (Rivera?, i nomi fatti sono alcuni dei più capaci) possa finalmente far tornare alla gente la voglia di soffrire per la propria squadra.
Claudio Tirinnanzi

Per ridare credibilità al calcio italiano (il quale per la verità non ne ha mai avuta tantissima anche in epoca pre Moggi e basta chiederlo ai tifosi di squadre come Fiorentina, come il sottoscritto, o Torino per farsene un’idea..) bisognava sospendere tutti i campionati professionistici per un anno e accertare con calma eventuali colpevolezze, radiare i dirigenti, giocatori e arbitri scorretti e rifare le regole del calcio introducendo tetti salariali per le varie categorie e il divieto ad un procuratore di avere più di un certo numero di giocatori ed al massimo un solo allenatore. Ma tutto questo non si poteva fare perchè lo spettacolo doveva andare avanti e cosi’ è finita all’italiana ovvero con una guerra per bande: da una parte Guido Rossi, la Melandri e Prodi e dall’altra D’Alema,il quale aveva un conticino in sospeso con il commissario Rossi e che aveva compreso i risvolti politici negativi per lui stesso della vicenda, Berlusconi, Mastella e i sindaci Veltroni, Domenici e Chiamparino. All’inizio sulla solita ondata emotiva mozzorecchi aveva prevalso la banda Rossi poi avvicinandosi il campionato e sbollita la rabbia popolare anche grazie alla vittoria mondiale ha prevalso il secondo gruppo il quale si è voluto togliere anche la soddisfazione di praticamente assolvere Carraro. Il problema è che non si è voluto, o potuto, andare alla radice del perchè si fosse messo in piedi questo sistema ovvero le scommesse. Saltato il vero movente rimaneva Moggi attaccato al cellullare tutto il giorno per fare vincere scudetti che la Juve avrebbe vinto in ogni caso come giustamente dice ora egli stesso. Ora però è doveroso che il commissario Rossi, il quale come già alcuni noti magistrati di rito ambrosiano in nome del rispetto delle regole le aveva intanto stravolte praticamente tutte, essendo stato sconfitto si dimetta.