Governo in articulo mortis e governo in pectore galleggiano fra le nuvole; il primo ridotto, il secondo condannato all’impotenza dai tempi tecnici e da quelli politici che non sono mai andati d’accordo con i bisogni della gente. Il Paese vive, e non da oggi, accerchiato da problemi che si rifiuta di percepire come emergenze. Vale per il caro petrolio, per il caro vita, per il caso Alitalia come per l’allarme sicurezza.
E’ un paese che non ha fretta, che ama il rinvio, che indulge ad improvvise accelerazioni che convincono poco e insospettiscono molto.
Eppure il Paese dovrà cambiare e in fretta. Stavolta le accelerazioni dovrà inventarsele per mettere in piedi una strategia che faccia fronte all’aumento dei prezzi, che trovi la cordata giusta per l’Alitalia, che ridia fiducia alla gente che cammina per strada, che rimetta nelle tasche degli italiani quanto basta per rilanciare l’economia nonostante le vacche magre. Tradotto in soldoni si tratta di programmi che da soli prenderebbero un’intera legislatura, figuriamoci se possono essere affrontati con i tempi della politica. Gli altri corrono, noi inseguiamo e non possiamo trascinarci palle al piede.
Anzi noi non possiamo nemmeno permetterci di correre con una macchina sola con qualcuno che tira indietro. Ad una simile opera di modernizzazione e di rilancio non bastano una maggioranza parlamentare e un governo. Ci vuole anche un’opposizione che collabora. Questo non significa inciucio o larghe intese, significa non vergognarsi di avere una sostanziale uniformità di vedute e quindi avere il coraggio di un voto unanime su un provvedimento rinunciando ad ogni istanza di opposizione preconcetta. In campagna elettorale si è parlato spesso di sovrapposizione dei programmi dei due schieramenti che facevano capo a Veltroni e Berlusconi. Era davvero uno scopiazzatura o sotto sotto era invece il riconoscimento che i problemi sono ormai diventati emergenze, hanno smesso di essere di destra o di sinistra e quindi sono ormai responsabilità di tutte le forze che hanno a cuore i problemi del Paese?
Il clima è ancora molto avvelenato per sperare in una consultazione civile fra maggioranza e opposizione. Ma è una strada obbligata. Quando i problemi saranno diventati emergenze e le emergenze allarmi e gli allarmi romperanno i timpani, allora non ci sarà più tempo per i giochetti al massacro. Ci sarà solo il tempo di aprire la stagione dei rimpianti. Forse.
Carlo Enrico Buffoni

“Ci vuole anche un’opposizione che collabora. Questo non significa inciucio o larghe intese, significa non vergognarsi di avere una sostanziale uniformità di vedute e quindi avere il coraggio di un voto unanime su un provvedimento rinunciando ad ogni istanza di opposizione preconcetta.”
Bene . Ma l’umiltà in questi casi potrebbe anche significare “avete ragione voi ,noi avevamo sbagliato ,e nel riconoscerlo appoggiamo la vostra battaglia”….Davvero i nostri politici,specialmente quelli di schieramento “confessionale” e fideistico ,potrebbero assumere posizioni del genere ? Chi lo crede alzi la mano !