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DUE ORE D’ARIA… MUSICALE

Nella rinomata e famigerata Casa Circondariale di Napoli, si è esibito per due ore di fila il cantante Dennis Fantina, vincitore nel 2002 della prima edizione del programma televisivo ‘Saranno Famosi’. Considerato il momento critico che le carceri italiane stanno attraversando, si è trattato di un momento di serenità niente affatto scontato.
Di Pier Paolo Segneri

di Pier Paolo Segneri | 30 Giugno 2010

Per chi ha vissuto l’evento in prima persona, non ci sono dubbi: è stato un concerto unico e coinvolgente, sembrava di assistere – dal vivo – al gran finale del cult-movie “The Blues Brothers” del regista John Landis. Insomma, l’occasione è divenuta una sorta di Jailhouse rock, proprio come suggerisce il titolo della celebre canzone resa famosa da Elvis Presley e suonata al termine del film dalla scapestrata e indimenticabile coppia formata da John Belushi e Dan Aykroyd, i due protagonisti della pellicola di Landis che, inesorabilmente, si ritrovano in carcere con tutta la band a esibirsi per i loro nuovi colleghi: i detenuti. Ma stavolta la storia è diversa ed è stata la musica italiana ad essere protagonista, a entrare in un carcere per alleviare almeno un po’ le difficili condizioni di vita di una parte della comunità penitenziaria di Poggioreale, che ha avuto così l’opportunità di poter assistere all’evento. Nei giorni scorsi, infatti, nella rinomata e famigerata Casa Circondariale di Napoli, si è esibito per due ore di fila il cantante Dennis Fantina, vincitore nel 2002 della prima edizione del programma televisivo ‘Saranno Famosi’. Considerato il momento critico che le carceri italiane stanno attraversando, causato anche e non solo dal già prevedibile collasso del sistema penitenziario e dovuto al sovraffollamento, possiamo affermare che si è trattato di un momento di serenità niente affatto scontato.
Il concerto in questione rientra nel progetto ‘Musica in carcere’ promosso dall’Agenzia di Spettacolo umbra ‘Lorenzo Paolucci’. L’obiettivo di questa iniziativa, che farà tappa anche in altre carceri italiane, è quello di regalare ai detenuti un momento di svago, che certo non ha la pretesa di risolvere il drammatico scenario nazionale in cui si trovano attualmente le nostre strutture carcerarie e in cui svolgono un lavoro spesso encomiabile gli agenti di custodia, i direttori, il personale e l’intera comunità penitenziaria. Eppure, l’iniziativa intende contribuire, in modo del tutto gratuito, a donare attimi di gioia attraverso il suono, il ritmo, la melodia, le parole e la voce della musica italiana. Una piccola cosa. Una goccia nel mare. Ma può servire a sensibilizzare anche l’opinione pubblica. A detta dell’ufficio stampa che ha organizzato l’appuntamento, l’iniziativa ha avuto un grande successo, malgrado le mille difficoltà che un tale evento inevitabilmente porta con sé sia sul piano delle pratiche burocratiche e dei permessi, sia sul piano organizzativo e logistico, sia sul piano prettamente umano e sociale. Il concerto si è svolto nella Chiesa di Poggioreale che, per l’occasione, è stata adibita, come nel film con John Belushi, a ‘sala concerto’. Con tanto di palco, amplificazione e scenografia, luci comprese. Dopo circa un’ora sono arrivati, scortati e in fila indiana, i 250 detenuti, per lo più tra i 20 e i 30 anni, che hanno potuto assistere all’esibizione del cantante. Vestiti di tutto punto per l’occasione, si scorgevano inizialmente sui loro volti una certa diffidenza verso l’iniziativa che, però, quanto meno, permetteva loro di stare fuori cella per circa 2 ore in compagnia di un cantante e di una musica di cui, probabilmente, non sapevano molto. Perciò, qualsiasi genere musicale sarebbe stato per loro una novità. E l’atteggiamento iniziale, infatti, è apparso soprattutto quello di curiosità. Nell’aria, all’inizio, si respirava un po’ di tensione tra gli organizzatori, cantante compreso. Dennis Fantina, a sorpresa, ha scelto di entrare in scena dall’ingresso della Chiesa, quindi alle spalle del pubblico. All’improvviso. Senza alcun preavviso. In quel momento, è partito qualche battito di mani, è partito pure qualche fischio e qualche sberleffo ha suggellato l’istante. L’artista, per rompere il ghiaccio, ha cantato subito 2 brani, di seguito, senza interrompersi. Poi si è fermato e, rivolgendosi direttamente a loro, con cuore in mano e disarmato di qualsivoglia forma pubblicitaria, ha detto con un po’ di timidezza e sincerità: "E’ la prima volta che canto in un carcere. Ed è – credo – la prima volta che sento un’emozione così forte nel cantare, e ciò mi coglie impreparato. Permetterete, dunque, qualche gaffe… L’unica cosa che davvero spero è di riuscire, con la mia musica, a donare a ciascuno di voi due ore di sano svago o anche soltanto di semplice allegria". A quel punto, è esploso un applauso scrosciante, questa volta vero, forte e, forse, del tutto inaspettato. L’artista, a quel punto, si è come caricato per l’incoraggiamento ricevuto e si è lasciato andare, oltre che al canto, anche a un simpatico show durante il quale, non senza una iniziale fatica, ha cercato di coinvolgere tutti i presenti. Ha invitato tutti a cantare con lui, a emozionarsi con lui e anche a urlare con lui. Il Direttore del carcere, Cosimo Giordano, nel sentire dal suo ufficio questo insieme di voci forti e decise, si è precipitato a vedere cosa stesse accadendo e, a quel punto, con gioia, si è fermato anche lui a seguire l’intero concerto. Cantavano tutti! Ma il più è avvenuto quando Dennis Fantina ha cominciato a cantare la più nota canzone di Massimo Ranieri: Perdere l’amore. Erano tutti completamente assorti a dare voce alla loro voce: “Perdereee l’amoreee… quando si fa seraaa….”. Insieme, in piedi urlavano l’amore.

Pier Paolo Segneri

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