Nella Firenze delle fazioni anche i sogni dei Viola per uno stadio più adeguato alle nuove esigenze sportive, che oggi sono molto diverse da quelle degli anni ’60, rischiano di essere elusi dai veti incrociati dei diversi e opposti interessi in gioco. Esattamente come avviene per lo sviluppo dell’aeroporto.
Io cerco di pensare da cittadino (in modo il più possibile obiettivo) anche se non so quanto il parametro della “cittadinanza” possa rappresentare la Firenze di oggi. Cerco, comunque, di pensare alla soluzione più logica e coerente, senza considerare gli interessi in gioco, nell’interesse generale.
Dovevo fare questa premessa per sgombrare il campo da possibili sospetti sulla soluzione che, a mio avviso, è la migliore. Va anche considerato che i 90 ettari (1000m. x 900m., tanto per dare un’idea) previsti per il progetto Della Valle a Castello, non ci sono all’interno del Comune. E anche le altre “offerte” (già analizzate e scartate) di terreni in zone o comuni diversi (Rovezzano, Mantignano-Ugnano, S.Giorgio a Colonica, Sesto, Prato, etc.) risultano inadeguate per molti e diversi aspetti. Dunque, visto l’attuale stato di sequestro giudiziario delle aree di Castello, il diniego del Presidente Rossi del 7.10 u.s. e il rifiuto di Ligresti a diminuire le aree già assegnate al suo investimento, non sembrerebbero al momento esistere soluzioni alternative.
Proviamo tuttavia ad analizzare le due ultime ipotesi di cui sono venuto a conoscenza.
1) L’ultima area proposta dal Sindaco Renzi, la Mercafir a Novoli, potrebbe contenere lo stadio ma i famosi 90 ettari, comunque, non ci sono neppure demolendo tutto l’esistente (per il quale, del resto, andrebbero trovate nuove destinazioni). Il 27.9 u.s., infatti, le intenzioni di Renzi erano le seguenti “Olmatello Mercafir, abbiamo bisogno di reimpostare l’area. Così come è non va perché ci lavorano tante persone in un’area molto vasta quindi dobbiamo rivederla. Area a nord verrà reimpostata quella a sud resta al Comune che deve operare una scelta, quella che più ci piace sulla superficie di 36 ettari è di avere impianti sportivi, parcheggio parco per un migliaio di posti auto e uno stadio da 40mila posti e 30mila metri quadri di servizi connessi allo stadio dal settore alberghiero ai servizi, uffici. Formuleremo un percorso per un bando di project, sarà da risolvere entro l’anno a quel punto se ci saranno offerte immaginiamo di poter aggiudicare l’intervento fin dall’anno prossimo” (da “nove”, Tra i 100 luoghi anche l’area Mercafir destinata al nuovo Stadio, di Antonio Lenoci).
Di questo progetto tuttavia non sappiamo niente al momento. Se non ho capito male, però, l’intenzione è quella di agire sulla parte a sud, quella di 36 ettari che comprende l’attuale mercato (che ho delimitato grossolanamente con puntini neri nella cartina a destra tratta, come le altre, da Google Earth), per realizzare il nuovo stadio (la “nuvola” di Fuksas andrebbe eventualmente riprogettata e adattata per farcela entrare) e gli altri servizi. Quindi, ipotizzando l’ingombro dell’attuale Stadio Franchi (con i necessari spazi di circolazione attorno) quale parametro di area minima necessaria e posizionandolo nel perimetro individuato, si può notare che il nuovo stadio ci potrebbe stare, sia nella posizione indicata che in altra con diverso orientamento.
Veduta aerea dell’area Mercafir (alla scala delle altre foto)
Ipotesi Renzi con uno dei possibili inserimenti del nuovo stadio
A prima vista, considerando che un problema di questa dimensione richiede comunque studi approfonditi, la “Cittadella Viola” nell’area Mercafir presenta dei vantaggi pratici importanti.
Prima di tutto, l’intera area è di proprietà esclusiva del Comune e, di conseguenza, esclude a priori ingerenze e rallentamenti dovuti alle altre amministrazioni (Regione, Provincia e comuni della Piana), cosa questa quanto mai liberatoria. In secondo luogo si trova in una zona senz’altro gestibile a livello di afflussi e deflussi degli spettatori. L’area si trova vicina all’aeroporto e all’autostrada (si pensi a una società impegnata a livello europeo) ed è sufficientemente “isolata” dal tessuto urbano.
Gli aspetti meno favorevoli sono la dubbia accettazione da parte dei Della Valle i quali, dai previsti 90 ettari, passerebbero a poco più di 1/3 rispetto a quanto richiesto; la discreta distanza dalla più vicina stazione ferroviaria (quella di Rifredi) e la necessità di rivoluzionare la viabilità (soprattutto sulla direttrice Guidoni, ma non solo) al fine di evitare che, in occasione di eventi sportivi o altro, si determinino ingorghi insostenibili per e dall’autostrada/aeroporto. I costi per i cittadini, in termini di tempi esecutivi e disagi, sarebbero maggiori rispetto a Castello.
2) Silla Cellino, su pensalibero del 6.10 u.s., avanza un’altra proposta che possiede senz’altro un suo fascino: nuovo stadio al Campo di Marte in un’area già vocata allo sport, che salvaguardi quell’opera d’arte che è lo Stadio Franchi (già Stadio Berta, di Pier Luigi Nervi), che si integri con le altre aree sportive presenti e preveda la costruzione di nuovi parcheggi (ovviamente sotterranei).
Veduta aerea del Campo di Marte (alla scala delle altre foto)
Ipotesi Cellino nelle due soluzioni possibili
Vi sono, però, alcune evidenze che, quantomeno, smorzano l’entusiasmo per tale soluzione.
La prima difficoltà è quella che emerge dalla reperibilità di aree al Campo di Marte: se proviamo a prendere la sagoma dell’attuale stadio Franchi (ma quello nuovo occuperebbe maggiore spazio anche perché non potrebbe più essere “compresso” come oggi fra case e recinzioni), vediamo che un nuovo stadio adeguato alle moderne esigenze ci starebbe un po’ stretto. Nell’ipotesi della parte nord cancellerebbe i “campini” della Fiorentina (realizzati da non molti anni), il campo del baseball e l’impianto sportivo dell’Affrico. Se, invece, pensiamo di occupare la parte a sud del viale P.Paoli scomparirebbero il campo di atletica, quello del rugby e il Mandela Forum. E’ vero, come dice Cellino, che alcune attività (atletica, rugby, performances ed esibizioni varie) potrebbero essere recuperate nello Stadio Franchi “salvato” (sono d’accordo con lui sull’improponibilità di una copertura, comunque sia, dello Stadio che, anzi, dovrebbe essere ripulito da tutti gli orpelli sistemati in occasione dei Mondiali del ’90 e che hanno nascosto le agili strutture di un’opera da tutelare), ma certamente altre sarebbero perdute perché lo spazio è comunque quello. Potrebbe esistere un’ulteriore possibilità: quella di porre il nuovo stadio a cavallo del viale Paoli (che dovrebbe essere interrato dall’incrocio ovest fino a quello est col viale M. Fanti) ma, anche questa soluzione, presenterebbe gli stessi inconvenienti precedentemente elencati.
Inoltre, in occasione di manifestazioni numerose e concomitanti (ricorrenti da molti anni), come sarebbe gestito l’ordine pubblico, già problematico, in spazi ancor più ristretti rispetto a quelli attuali? Va detto, infatti, che da quando il “Berta” fu costruito, fino alla metà degli anni ’70, allo stadio ci andavano veri sportivi che, al massimo, si davano due cazzotti, ma non lanciavano molotov sulle forze dell’ordine, non distruggevano negozi e non usavano violenza fisica nei confronti dei residenti e delle loro abitazioni (sconvolgendo la vita di un intero quartiere), l’area non era congestionata da tutti gli impianti che sono presenti oggi e le uniche manifestazioni di grande richiamo avvenivano ogni quindici giorni in occasione delle partite della Fiorentina (ho vissuto ventiquattro anni nel viale M. Fanti e posso dare personale testimonianza di ciò che accadeva a partire dalla fine degli anni ‘70). La situazione, oggi, è molto diversa e richiede nuove soluzioni, possibilmente in aree non così interferenti col tessuto urbano e la normale vita dei cittadini (che avranno pure qualche diritto anche loro!….).
Se, infine, prendiamo in considerazione l’ipotesi di fare piazza pulita di tutto quanto c’è nel Campo di Marte (salvando il Franchi, ovviamente), dovremmo procedere a una riprogettazione totale mantenendo la vocazione sportiva dell’area e apportando le soluzioni necessarie alla salvaguardia della vita dei cittadini. Resta, comunque, da chiarire come nel caso Mercafir chi pagherebbe. Se fosse il Comune, cioè noi, ci troveremmo di fronte a costi altissimi (insostenibili per i tempi che corrono) e lavori lunghissimi (cantieri che paralizzerebbero un intero quartiere), anche per la necessità di spostare i sottoservizi fognari rinnovati solo pochi anni or sono. Se fossero i Della Valle, la vocazione dell’area dovrebbe in parte modificarsi e il problema dei cantieri sarebbe lo stesso.
Ma non voglio escludere a priori queste possibilità. Come si sa, a ogni problema c’è una soluzione. Quando potrà essere vista dai fiorentini non si sa……
Al termine di questa veloce analisi, non posso che concludere tornando sulla soluzione Castello che, a mio avviso, è possibile sistemare (come sostiene il Sindaco Renzi, che ha certamente dati attendibili per dirlo) in armonia con lo sviluppo dell’aeroporto, dell’investimento Fondiaria e del parco. Certamente, sia Della Valle che Ligresti, nonché i fautori del parco, dovrebbero accettare delle restrizioni ai loro progetti (la Regione si è dichiarata disponibile a una forma di risarcimento a Ligresti per l’eventuale riduzione delle sue aree). I ridimensionamenti così ottenuti potrebbero
accontentare tutti anche perché non sono tali da compromettere il business degli investitori o i desiderata degli amanti del parco.
Veduta aerea dell’Area di Castello
Inoltre, l’area è libera da preesistenze edilizie da demolire, non vi sono sottoservizi, è lontana dall’agglomerato urbano e l’impatto sulla città sarebbe senz’altro “digeribile”. Tutti sarebbero contenti ma, a Firenze, si sa, le fazioni……..
Andrea Viero





Interessanti e “frizzanti” le osservazioni dei gentili Silla Cellino ed Enrico Martelloni.
Vorrei sommessamente obiettare al primo con le stesse evidenze già scritte nell’articolo. Inoltre direi che, purtroppo, un nuovo stadio al posto di quello di atletica (oltre a non entrarci) non significherebbe solo distruggere una delle poche architetture contemporanee dignitose fatte a Firenze (condivido il giudizio di Cellino), ma sarebbe anche un inutile spreco di denaro pubblico.
Le idee di Martelloni, a mio avviso sono condivisibili anche per la metropolitana longitudinale (collegamento naturale tra Firenze, Prato e Pistoia) che, però, non esclude l’ampliamento dell’aeroporto, anzi! Credo che Firenze meriti uno scalo all’altezza della sua fama e della sua produttività economica, anche perché, se integrato con Pisa, costituirebbe (come già indicato dall’ENAC) il terzo polo italiano dopo Roma e Milano.
Grazie a entrambi per l’aiuto alla riflessione.
Premetto, a me interessa che la Fiorentina vinca, scudetti e coppe senza farsi soffiare i campioni che inevitabilmente scappano da Firenze. Inutili i giri di parole; mi sentirei un ipocrita a scrivere il contrario.
A parte questo particolare, faccio i complimenti al redattore dell’articolo. Condivido l’analisi e la conclusione. Aggiungo che arrivare ed uscire da Campo di Marte è un supplizio. Tornare a casa dopo una partita è un tormento: non ci sono treni, l’accesso all’autostrada è scomodo e lontano. Il progetto Della Valle non costerebbe, mi par di capire, ai fiorentini e darebbe la possibilità di raggiungere con facilità lo stadio a tanti sportivi viola ed ospiti. Comprendo le osservazioni di Cellino. Campo di Marte resterebbe sempre a vocazione sportiva, tranne che per il calcio. Con Castello, risolveremmo molti problemi urbani e darebbe un valore a quella grande città che s’estende, ormai, da Pistoia a Prato fino a Bagno a Ripoli senza più distinzione. Ridurremmo le spese del denaro pubblico che potrebbero essere investite in una metropolitana capillare ed efficiente attraverso tutta la piana, invece che in un inutile aeroporto obliquo, o parallelo che costerebbe davvero troppo ai cittadini; radendo al suolo, naturalmente, quell’orrendo edificio dei marescialli, lì dietro, inutile alla città e ai fiorentini.
Grazie per l’attenzione, però la mia ipotesi è più leggera e meno invadente: si tratterebbe solo di ricostruire il nuovo stadio su quello di atletica [peccato perché è un gioiellino], al massimo allargandosi un po’ verso il Padovani. In questo modo potrebbero essere salvaguardati i campini, con cui si manterrebbe un legame organico ed anche gli altri impianti, come il palazzo dello sport o lo stadio del baseball, per mantenere la vocazione sportiva dell’area intera. Baseball e rugby di ordinario campionato potrebbero comunque trovare un nuovo assetto alla Mercafir senza rischiare il congestionamento di quell’area, mentre per le grandi manifestazioni potrebbero usufruire di una sede prestigiosa come il Franchi, come del resto potrebbe avvenire per l’atletica.