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Draghi: necessità ed opportunità

Siamo ad un punto di svolta: all’Italia serve un cambio di pelle!
E l’autorevolezza trasversalmente riconosciuta al Presidente Mario Draghi appare il vero vaccino utile (se non indispensabile) ad un Paese sfinito.

di Daniele Marchetti | 11 Febbraio 2021

Dopo il governo giallo-verde e il governo giallo-rosso, l’Italia avrà un “Governo Bianco” non solo e non tanto come sintesi cromatica della  variegata maggioranza “arlecchino” che lo sosterrà, quanto per la natura culturale a cui sembra ispirarsi ed aspirare.

Nella fase di massima e sanguinosa contrapposizione tra destra e sinistra: il dopoguerra, la cultura democratico-cristiana seppe rappresentare un punto d’incontro. Quel cambio di paradigma su cui fu fondato il nuovo patto nazionale e sociale divenuto, poi, patto costituzionale.

La “Costituzione più bella del mondo” ed il boom nacquero da lì: da una visione inclusiva che contemplava la composizione (e non la contrapposizione) dei legittimi interessi di parte.

È in quella cultura di collaborazione, responsabilizzazione e azione di tutte le forze politiche e sociali (in questo modello di sviluppo includente e non escludente) che si rafforza fino a divenire il motore della rinascita economica del Bel Paese la classe media: il cosiddetto ceto medio successivamente falcidiato, negli anni 2000, dalla contrapposizione dei populismi di destra e di sinistra.

L’Italia, come nel ’48, ha bisogno di un ritrovato clima includente e, con esso, di nuovo triplice patto: nazionale, sociale e costituzionale. Non c’è solo il problema di riaccendere i motori dell’economia grazie alla montagna di denaro promessa da Bruxelles, ma, prima di tutto, c’è da ricostruire, rigenerare, rifondare un’impalcatura istituzionale, una macchina amministrativa ed un nuovo patto sociale. Urgenze che la pandemia ha prepotentemente posto al centro dell’agenda politica.

Siamo ad un punto di svolta: all’Italia serve un cambio di pelle!

E l’autorevolezza trasversalmente riconosciuta al Presidente Mario Draghi appare il vero vaccino utile (se non indispensabile) ad un Paese sfinito, sgomento, annichilito e, totalmente, sfrangiato: destra contro sinistra, regioni contro il governo centrale, procure contro magistrati.

Il primo Governo Draghi (probabilmente ne serviranno altri dopo il 2023) non è -quindi- un accidente della democrazia, né la sconfitta della politica e neppure, come si è paventato, la prova provata della surrettizia trasformazione della Repubblica parlamentare in una Repubblica presidenziale.

Tutt’altro, il Governo Draghi appare piuttosto una necessità oltre che un’opportunità. E, contro ogni faziosità, la paziente opera di mediazione politica di cui Draghi si è già mostrato acuto interprete, potrà rappresentare il vero e prezioso Next Generation Eu culturale da lasciare in eredità alle generazioni future.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bruxelles, democrazia, draghi, governo, italia, mario draghi, natura, repubblica, repubblica presidenziale, rinascita, sviluppo

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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