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Draghi è super ma la maggioranza barcolla

Ad ottobre si andrà a votare per le elezioni amministrative. Quindi tutti i partiti si arroccano nel loro fortino. E Draghi si trova più a suo agio in Europa, che in Italia. Cuce e ricuce, manovra e tiene la barra. Ma il compito è veramente arduo.

di Roberto Caputo | 25 Aprile 2021

Mario Draghi se la sta cavando molto bene, ma i miracoli non è ancora in grado di farli. La sua, come previsto, è una maggioranza abborracciata, tenuta in piedi da una grave crisi sanitaria ed economica e dalla pazienza di Mattarella. Ogni giorno esplode un problema. Il partito di maggioranza relativa, il M5s, è alle prese con uno psicodramma difficilmente risolvibile, accresciuto anche dalla sgangherata e vergognosa esternazione del suo capo, l’ex comico genovese Grillo, a difesa del figlio e dalla rissa con Casaleggio junior. Salvini ad ogni sondaggio perde voti. Voti che non vanno a sinistra, ma alla Meloni. Ed allora deve alzare il tiro, deve fare rumore.  Il Pd, dopo il cambio del segretario, è rimasto come prima. Un’ opera incompiuta, lacerato dalle correnti. Il povero Speranza si è chiuso a riccio e resiste all’ assedio del castello. Di Matteo Renzi non si hanno più notizie. Tutte queste tensioni si rovesciano sul governo. Ad ottobre si andrà a votare per le elezioni amministrative. Quindi tutti i partiti si arroccano nel loro fortino. E Draghi si trova più a suo agio in Europa, che in Italia. Cuce e ricuce, manovra e tiene la barra. Ma il compito è veramente arduo. Ora l’ultima battaglia è sul recovery. Se passa la sua proposta può reggere a dispetto dei vari tranelli. In caso contrario saranno dolori. Per l’ Italia.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: battaglia, crisi, draghi, elezioni, europa, figlio, governo, italia, manovra, mario draghi, matteo renzi, meloni, pd, renzi, speranza

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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