La rotondo-mania è scoppiata ormai da anni nelle nostre città. Chi più chi meno, chi meglio e chi peggio, chi alla grande e chi facendo schifezze, un po’ tutti i nostri centri urbani, ma anche le periferie urbane, si sono dotati di rotonde. Con fiori e siepi in riva al mare o al lago, con qualche bruttura di plastica, venduta come monumento, in qualche altro luogo della fosca valla padana. Bien. Le rotonde come sanno tutti dovrebbero fluidificare il traffico, rendere agevole l’incontro di mezzi su ruote all’incrocio di due o tre o quattro strade. Magari senza mettere a rischio il flusso pedoni. Ri bien. Evidentemente qualche assessore c’ha preso gusto e adesso scoppiano addirittura dei “sistemi di rotonde”, ovvero rotonde che lambiscono altre rotonde e diventano rotonde al quadrato o alla terza. E’ noto che più una rotonda è ampia e più corsie stradali ha, maggiore dovrebbe essere il deflusso comodo dei veicoli. Non si capisce dunque l’utilità di rotondette che hanno una sola corsia e invece di far defluire rallentano traffico in arrivo e partenza. Sono famose certe rotonde tra Garda e Bardolino, proprio sulla statale gardesana, che per fortuna sono state fatte a raso asfalto e persino i ligi tedeschi e danesi le superano non già girandoci attorno ma scavalcandole, esattamente come si fa con un dosso normale. A Firenze rotonde spuntano subito dopo sottopassi e quella grossa della Fortezza Da Basso è tutta una canalizzazione. Cattolica non ha semafori. Viareggio e Ostia rotonde ma sul mare. Buongusto, non Fred. Ebbene, ultimamente con evidente segni di sadismo trafficoso alcuni assessori alla viabilità e annessi geometri operativi sono arrivati a concepire interi snodi di traffico come un video gioco: ovvero se lo superi sei salvo e sei bravo. C’erano viali e incroci in una città qui vicino rinomati per la loro larghezza e comodità. Ne son rimasti pochi. I più sono stati invasi da un smisurato allargamento del marciapiedi, che tanto i pedoni usano pochissimo perché stanno tutti sotto i portici, oppure cordoli e rialzate al centro della via, pericolosissimi in caso di scarsa visibilità, con costruzione di rotonde centrali e rotonde ad ingresso. Belle cose sulla carta, terribili snodi di guerra, da code, durante la giornata. Sui giornali hanno scritto di un incrocio particolare ce nel giro di un anno avrà avuto si e o no tre incidenti gravi e che adesso, col nuovo sistema rotonda, rotondine canalizzazioni, ha già fatto vittime fisiche e psicologiche. Hanno scritto comitati e cittadini semplici ma importantissimi perché il bene comune dovrebbe servire il cittadino e non l’assessore o il geometra, lamentando proprio che il restringimento di tutte le corsie oltre a mettere tutti in coda rende difficile il deflusso. La risposta del comune è stata che proprio questo era l’obiettivo: canalizzare al massimo e mettere tutti in fila per aumentare la sicurezza della circolazione. Insomma andavano ai 48 all’ora adesso vanno ai venti all’ora ma fanno incidenti uguale. L’altro giorno otto mezzi bloccati alla rotonda e code fino a metà viale e non si sapeva chi doveva passare, poi, con gentilezza, un signore con cappello stile ottocento con largo giro di braccio ha fatto passare una dolce signorina, su una piccola utilitaria ecologica. Bella immagine. Ma il problema resta. E pensare che dopo quel giro tortuoso, tra rotonde e triangoli di accesso, chi vuole andare in farmacia deve imboccare una stradella, una volta grande, che ora invece vanta una curva a gomito con al centro una edicola e un parcheggio e una rastrelliera per bici. Ma dove sono i geometri di una volta? Dopo quello alla circolazione e arredo urbano invochiamo un nuovo assessorato, magari gratis: un assessore al buon senso. Urbano e non.
Fabrizio Binacchi
www.virgola1.splinder.com

Veramente tutto da ridere ( per non piangere! )
A Torino una ventina di anni fa una delle tante amministrazioni aveva riempito di rotonde la città e dintorni. Sono durate pochi anni e poi le hanno tolte. Molte amministrazioni comunali, vedi Olimpiadi, fanno lavori per procurarsi per molti anni la manutenzione o il cambiamento.
Anche a Grugliasco non scherzano. Il mio Garage era sistemato in una via denominata nel piano regolatore come svincolo veloce. Hanno costruito due rotonde a meno di 100 metri, con tre corsie dove passa una macchina per volta. Davanti al mio garage passa una pista ciclabile, inutile perchè i ciclisti usano la rotonda. Per entrarvi devo rallentare ed allargarmi, con chi mi segue che strombazza e pericolo che mi investano. C”è un parcheggio che copre la visuale dell’uscita ed altre amenità.
C”è chi dice che l’Europa finanzia le rotonde ! L’Europa non ha mai dato soldi, ci permette di fare debiti e le amministrazioni comunali ne hanno fatti di debiti !
In effetti l’incarico per la Viabilità ,a Firenze ,è tutta una risata…..dato che il termine ha perso senso comune. Eppure su i siti europei ,ad illustrazione delle rotonde ,era specificato che sotto un raggio minimo di sterzata risultavano pericolose : detto fatto ,sulla via Pistoiese si sono create e subito dopo si sono dovute togliere ! Per vendetta si è costruito un cordolo centrale che costinge le auto alla fila indiana ,perchè per due affiancate non c’è posto ! Viabilità….Il vero problema è che ogni appalto porta gratitudine ( nell’impresa ed in chi ci lavora ), santificando il detto “fare e disfare è tutto un lavorare”.Qualcuno che paga si trova sempre !