
(fonte Wikimedia Commons)
Elly Schlein è ufficialmente la nuova segretaria del PD. L’ha sancito l’assemblea nazionale, che ha anche nominato presidente Bonaccini. Un ruolo che forse conta poco, ma che però ratifica un patto unitario all’interno del Partito.
Non ci sono stati scossoni, non ci sono state rotture, nessuno ha abbandonato, tranne il solitario Fioroni. Certamente la linea la detterà la Schlein insieme al nuovo gruppo dirigente, ma la novità è forte e il cambio di strategia si è subito notato. I primi riscontri si avranno nelle amministrative di maggio e nelle europee del 2024.
Nei primi sondaggi il PD recupera tanti voti che erano andati ai grillini. Nel centrodestra la Meloni è sempre più leader. Governa con autorevolezza, schiva con abilità le trappole dei suoi alleati, si sta costruendo una credibilità internazionale su cui nessuno avrebbe scommesso. Anche se per la Meloni non sono tutte rose perchè nella coalizione Salvini e Berlusconi non vogliono scendere di grado lei proviene dalla “Garbatella” ed è abituata ai confronti duri.
All’appello mancano Calenda e Renzi. Il voto in Lombardia e nel Lazio è stato deludente, ma questo segnala solamente un deficit dirigenziale territoriale, mentre il campo nazionale è molto diverso. Ma devono decidersi sul “che fare”. E molto in fretta.
Tutti e due hanno parlato di partito unico. Ma finora ognuno procede al tesseramento in solitaria. Va deciso al più presto che rapporti avere col nuovo PD e che rapporti avere col governo.
E’ necessario mettere in campo forti iniziative politiche qualificanti se si vuole essere protagonisti e non sussidiari. Meloni e Schlein due donne forti, Perchè non la Boschi?
Roberto Caputo

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