• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dopo l’ annus horribilis ecco il secondo. Ancora di più.

Ma questa settimana ha superato le altre. Quelli che non volevano proprio dire quel che hanno detto. Ma che cosa intendevano dire? Durigon, Montanari, Nura Musse Ali.

di Carla Ceretelli | 30 Agosto 2021

Le vicende tragiche si susseguono senza sosta.

Ma non vorrei parlare della tragedia afghana e delle azioni terroristiche   che ci riportano indietro di 20 anni.  l’11 settembre. 20 anni fra pochi giorni. Gli attentati dell’11 settembre 2001 furono una serie di quattro attacchi suicidi coordinati compiuti contro obiettivi civili e militari degli Stati Uniti.

Nel nostro piccolo ci occupiamo, altresì,  di qualche vicenda nostrana.  Addirittura regionale. Francamente inconcepibili  e incredibili.

Quelli che non volevano proprio dire quel che hanno  detto. Ma che cosa intendevano dire?

Durigon, Montanari, Nura Musse Ali.

-Alla fine Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia, si è dimesso. Daltra parte  le  sue parole  non  potevano essere  né condivise e né condivisibili. In nessun modo. Si difende dicendo di non essere mai stato fascista e si pente del suo gesto.

Durigon dopo  l’incontro con Salvini esordisce: «Decisione presa per uscire da una polemica che sta portando a calpestare tutti i valori in cui credo»

Nella lettera in cui annuncia le ragioni delle dimissioni da sottosegretario al Mef,  si sofferma  sull’effetto boomerang causato dalle parole pronunciate il 4 agosto durante un comizio con cui chiedeva che il parco di Latina,  dedicato a Falcone e Borsellino, tornasse a essere intitolato ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce.

Lui si difende asserendo  che non intendeva offendere nessuno ma semplicemente ripristinare il nome originario.  

Ma anche Giorgetti, ministro dello sviluppo economico  nonché n. 2  della Lega dal 26 febbraio 2016,  giustamente e solennemente dichiara  che quando si ha una responsabilità di governo bisogna stare molto attenti quando si parla.

 E,  francamente dovremmo stare attenti tutti.

Durigon torna dunque sui suoi passi. “Non sono, e non sono mai stato, fascista” e subito dopo si scusa con “quanti, vittime di mafia, o parenti di vittime di mafia, possono essere rimasti feriti dalle mie parole”. La decisione viene annunciata  con una  lettera, in cui  ricostruisce l’affaire sul parco di Latina e l’intitolazione ad Arnaldo Mussolini, rispetto all’attuale nome di “parco Falcone e Borsellino”, com’è dal 2017. «La mia vera colpa è che non mi dimentico di essere “figlio” della bonifica pontina,  nipote di quei  “coloni” che  all’epoca chiamarono il parco con il nome del fratello del duce, peraltro degnissima persona.

Ma questo non cambia la gravosità  della gaffe.

Si chiude dunque   la querelle che ha messo alle strette la Lega, tra il pressing del centrosinistra e la probabile moral suasion di Palazzo Chigi per un passo di lato.

Ora, magari,  attendiamo le dimissioni di altri esponenti delle istituzioni politico/amministrative e del mondo accademico.

Il prof Tomaso Montanari, rettore dell’ Università per stranieri di Siena nega il giorno del ricordo come falsificazione storica.Dunque le foibe e gli infoibati.

Naturalmente, anche  lui,  sostiene che il suo dire è stato interpretato male.  Infatti intendeva sostenere che la tragedia delle Foibe non poteva essere messa sullo stesso piano della shoa. Come contenuti e come numeri.  A mio avviso la pezza peggiore dello strappo. Peccato che abbia parlato di falso storico come se niente fosse accaduto. Eppure  bisogna ammettere che i morti, le vittime di soprusi terrificanti, non hanno colore. Chi sa che cosa è una foiba e come veniva usata, non può fare paragoni assurdi con i forni crematori di Auschwitz .  E nessuna persona equilibrata e non ideologizzata  lo farebbe.  Infatti sono  fine vita   orrende diverse. Sarei grata al Montanari se  ci facesse sapere il   tipo di morte raccapricciante. Che avrebbe scelto .

Ma non è capace di tacere, nella sua nota supponenza, sul fatto  che “La destra italiana sta equivocando, ci sta marciando, sta inventando tutto.Nessuno nega le foibe, ma è l’uso strumentale, politico che la destra neofascista fa delle foibe,  che contesto”.

Dalla padella nella brace.

“Pagina tragica le foibe, purtroppo come tante altre – continua lo storico  – Come i bombardamenti americani o quelli degli alleati sulle città italiane, come le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki”. Tomaso Montanari cita lo storico Eric Gobetti. “La Giornata del Ricordo, come è stata concepita è il momento in cui la versione del neo fascismo italiano diventa la versione ufficiale dello Stato’, parole sue che condivido”.

In Toscana evidentemente  qualcuno sta perdendo la testa.Dopo il consigliere/schwa (per citare Murgia con le sue  folli desinenze) PD pro talebani ci mancava  un comunista contro il ricordo delle vittime del comunismo titino.

Opportune, dunque,  le dimissioni immediate. Di entrambi.

Due esponenti istituzionali,  non gente della strada. Anche se, forse,  meriterebbero di ritrovarsi proprio lì.

Nura Musse Ali, della commissione pari opportunità della Regione Toscana, dunque, dovrebbe dimettersi.

Soltanto pensare ciò che ha detto  è una bestemmia. Mentre assistiamo a scene drammatiche con donne sottomesse e bambini affidati a stranieri per essere salvati  dalla furia di alcuni  loro connazionali. Questa signora è pericolosa.

“Donna e del Pd che inneggia ai talebani? Sogno o son desto, direbbe il poeta. No, non siete su Scherzi a parte: avete letto bene. C’è una donna dem felice che a Kabul ora sventoli la bandiera bianca con la scritta nera. Si chiama Nura Musse Alì, è di origine somala e rappresenta il partito di Letta in seno alla commissione Pari Opportunità della regione Toscana. Il suo scivolone è consultabile sul sito online de Il Tirreno che l’ha intervistata sulla crisi afghana. A domanda, Nura non ha esitato ad inneggiare ai talebani. Ne sarà contento Giuseppi, il primo a mostrarsi tutt’altro che affranto per la vittoria degli Studenti islamici. Chissà che non se ne  ricordi,  nel caso, non si sa mai, tornasse a Palazzo Chigi.”

Nura Musse Alì è dirigente in Toscana. Ma anche costei ha asserito, naturalmente, che non voleva dire quel che ha detto.

“Sono a favore della presa del potere da parte dei fondamentalisti in Afghanistan non perché condivida il loro modus operandi. Ritengo che quello che stiamo vivendo fosse una tappa obbligata della storia”.

Che cosa voleva intendere? Chiedo per un’amica.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: afghanistan, anni, bandiera bianca, borsellino, centrosinistra, commissione, comunismo, crisi, dimissioni, fascismo, governo, lega, mondo, mussolini, palazzo chigi, pd, regione toscana, siena, stati uniti, stranieri, studenti, sviluppo, toscana, università per stranieri, università per stranieri di siena

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti