”Quello che successe 60 anni fa non potra’ piu’ succedere perche’ e’ cambiata la societa’ civile, come Firenze ha dimostrato oggi e nei giorni scorsi, dicendo subito, e non dopo, il suo no”. Lo ha detto il rabbino capo di Firenze, Josef Levi, intervenendo al presidio di solidarieta’ alla comunita’ ebraica voluto dal Consiglio comunale di Firenze dopo il ritrovamento di un ordigno rudimentale nei pressi della sinagoga. Levi, davanti ai Gonfaloni di Comune e Regione Toscana, ha ringraziato la citta’ e le istituzioni per la ”vicinanza dimostrata ancora una volta” in un momento particolare. Nel suo intervento, il sindaco Leonardo Domenici aveva sottolineato come questa ”e’ la risposta ad un atto grave e intimidatorio” nei confronti di una comunita’ che e’ ”storicamente e profondamente integrata con la citta’, e noi la sentiamo cosi”’. Al presidio hanno preso parte molti esponenti delle Istituzioni, della cultura e della politica fra i quali, in rappresentanza del Gruppo dei Centouno, Nicola Cariglia, Michele Ricceri e Adalberto Scarlino che hanno espresso la più viva solidarietà alla comunità israelitica fiorentina ed italiana , in nome dei diritti civili e degli ideali di libertà , contro ogni forma di integralismo e di fanatismo.
DOPO L’ATTENTATO PRESIDIO DI SOLIDARIETA’ ALLA SINAGOGA FIORENTINA
Per il Gruppo dei Centouno vi hanno partecipato Nicola Cariglia, Adalberto Scarlino e Michele Ricceri che hanno espresso la più viva solidarietà alla comunità israelitica fiorentina ed italiana , in nome dei diritti civili e degli ideali di libertà , contro ogni forma di integralismo e di fanatismo .

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