Bisognerebbe, in primo luogo, disciplinare la vita dei partiti, sostanziando l’art. 49 della Costituzione.

La crisi italiana, ad un tempo economica e morale, richiederebbe una forte capacità della politica di autoriformarsi, a partire dal taglio dei privilegi, che in verità non riguardano solo i membri del parlamento o dei consigli regionali, ma anche la Corte costituzionale, l’alta burocrazia di Stato, i manager delle aziende pubbliche, le “pensioni d’oro” e i cumuli previdenziali.
Bisognerebbe, in primo luogo, disciplinare la vita dei partiti, sostanziando l’art. 49 della Costituzione (assieme ai sindacati, come previsto dall’art. 39 della nostra Carta fondamentale, destinatari di cospicui flussi di risorse pubbliche), e sottoporre i loro bilanci a controlli di società di certificazione e a pubblicità sui media, ponendo un tetto ai mandati elettivi.
Ma, purtroppo, è difficile che un sistema si autoriformi e, quindi, come nel 1992-94, si potrebbe avere un nuovo crollo della politica nazionale, questa volta segnato da un acuto conflitto sociale e financo da rivolte dei cittadini ormai allo stremo.

Lascia un commento