il silenzio è la morte
(a Giordano Bruno)
Il silenzio è la morte: mi rivolgo
al filosofo dell’universo infinito
nel punto estremo della mente
in cui cerco una risposta con un dito.
Non indico colpevoli o fuochi di memoria
non elogio il canto musicato dalla Storia
cerco un nesso con cosa abbiamo
adesso partendo dall’uomo finito
dentro il buco nero del progresso.
Oltre ogni ostinata riflessione ci sarà
un dono, una ribellione a cui dare credito
oltre la ragione che si pone come limite,
e occorre superarla oggi, oltre a ribadirne
la forza profonda che la domina, oltre
i soli e le costellazioni oltre il tutto
dal niente. Un viso scuro che rammenta
di guardare negli errori di memoria
perché delle ceneri ne resta la parola.
La voce ci conduce, svuota la morte
perché oscura il silenzio. La parola
percorsa è il senso della memoria
che ramifica. Per questo chiedo
se basta l’atollo della ragione feconda
a rivelare la profondità dei mari
o la percezione oscura della poesia
è il punto estremo da cui origina
il grido interiore nella sua armonia.
Se la parola non vanifica l’esistenza
ma rivela la continua ispezione
della scienza, tutto ha logica di vita
nel pensiero, così la moltiplicazione
esponenziale oltre un confine astrale.
Chi è vivo tra i vivi difende l’esistenza
lieve, cercando consenso alla sua
logica presenza che ribadisce audace
con un fuoco di orgoglio nella voce.
Ogni grido si rivolge all’infinito
dove ormeggiano tra le costellazioni
passaggi nascosti che confondono
e affidandoci all’istinto ci offriamo
alle cose che appaiono preziose
agli occhi e al desiderio. Ma lo sguardo
ha bisogno di cercare oltre le apparenze,
scrutando dalle feritoie, nella perfezione
occlusa dal continuo mutamento.
Se cerchiamo liberi la perfezione
in questo continuo mutamento
nel mescolarsi delle lingue e delle idee
nel cambiamento oltre ogni silenzio
si rigenera la vita e non è più la morte
che si sviluppa dall’imperfezione
delle cose, cercando continuamente
di esistere nella mente, superando
nell’eterno anche l’errore delle coscienze.
Domenico Cipriano

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