Martedì 10
Ebbene sì, confesso: sono andata al concerto di Baglioni. E come potevo dire di no?! La zingarata sentimentale con le amiche era un richiamo troppo forte per poter resistere – a dire il vero, non ci ho neanche provato. Ora, lo so che potrebbe essere patetico, a questa età, andare ad un concerto del cantore post moderno dei sentimenti, quello che ti ha fatto da colonna sonora al primo amore, al primo dolore ed anche alla prima separazione, ma ognuno ha il cantore che si merita. Noi abbiamo Baglioni e dunque ce lo siamo goduto fino in fondo. Ogni canzone, un ricordo, un momento di vita, una storia, un’emozione – e quando si è infilato la giacca di un frac ed ha cantato Mille giorni di te e di me, qualcosa di struggente ci ha preso tutte alla gola: chi non ha mai vissuto la fine di un amore, con la consapevolezza di non poter far nulla per fermare il tempo e l’inevitabilità di un addio?! Però va detto che, siccome siamo tutte sportivamente attrezzate alle sfide della vita, abbiamo apprezzato anche altri particolari, tipo il fisicaccio decisamente tonico che quest’uomo, a dispetto dell’età, esibisce con sfrontatezza. E’per questo che, quando ha preso un bongo e se lo è strategicamente infilato fra le gambe – per suonarlo, è chiaro – una di noi ha detto: “Non avrei mai pensato in vita mia di poter desiderare di essere un bongo..”.
Mercoledì 11
La primavera ha colpito duro. Siamo tutte vittime dell’amore improvviso. Un’epidemia ad alto livello di contagio che ci sta decimando. Non passa giorno che una di noi non caschi nella rete e cominci a vagare inebetita farfugliando frasi senza senso con le pupille dilatate da cocainomane incallita – invece, è una droga naturale e si chiama innamoramento. Non si sa come mai questa sindrome si sia manifestata così all’improvviso e soprattutto non si sa come mai a quest’età ci faccia lo stesso effetto di quando avevamo vent’anni – le nostre telefonate sembrano bollettini medici, chi soffre d’insonnia, chi perde di colpo tre chili in un giorno, chi invece ingrassa di gioia…quello che spaventa sono però gli effetti collaterali, tipo la lacrima facile od il mettersi improvvisamente a cantare mentre si è in fila alla cassa del supermercato. Perché diciamola tutta, vista da fuori sembra veramente un caso di follia collettiva, persone normodotate e socialmente inserite che all’improvviso, come i lemming suicidi, escono dai percorsi abituali e si lanciano su strade sconosciute, dando chiari segnali di squilibrio, non solo ormonale. Forse, ci hanno drogato le uova di Pasqua, o forse per una volta gli oroscopi avevano ragione: le stella ci amano ed hanno deciso che la nostra tetra esistenza di sfigate sentimentali doveva finalmente finire, per lasciare il posto a questa sorta di stato euforico collettivo che somiglia molto ad una festa mobile. Ogni giorno si festeggia qualcosa – anche solo la gioia di essere ancora vive. Nonostante tutto.
Giovedì 12
L’euforia amorosa, di solito, va di pari passo con quella da shopping. Ora, dopo aver dolorosamente dovuto rinunciare alle zeppe di Madonna per non fare la fine di Maria Antonietta, e senza neanche il conforto della brioche, qualcosa dovevo pur concedermi, visto lo stato di autoindulgenza emotiva nel quale navigo senza tanta chiarezza di rotta. Così, dopo il bagno di giovinezza con Baglioni, me ne sono concessa un secondo comprandomi due paia di ballerine – ah, le ballerine, quelle che portavamo a sedici anni con le gonnelline svolazzanti, quelle che mettevamo per andare a ballare, quelle che avevamo di tutti i colori possibili e ci facevano allegria solo a vederle. Quelle che ci ricordano amori adolescenziali, esami di maturità, feste in giardino, estati vagabonde. Sì, le ballerine hanno un sapore proustiano, basta vederne un paio per ricordarsi di colpo mille frammenti di vita e di ricordi – chissà che effetto mi farà indossarle di nuovo, oggi, che il mio cuore batte a mille ed ho ancora voglia di correre incontro alla vita.
Chi.Bo.

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