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Domande e risposte sulle cure anticovid

E il green pass non è certo una cura. Sed: Dura lex sed lex. Intanto il convitato di pietra ci sprona e rassicura: vaccinatevi e rispettate le regole. L’Italia sta andando alla grande.

di Carla Ceretelli | 10 Agosto 2021

Ma cercare la cura per i malati? Pare  che molti medici dicono esserci in tanti, farmaci,  ma per lo stato sembrano inesistenti.

Le malattie per le quali ancora non si è trovata una terapia risolutiva sono ancora tante, purtroppo.

In medicina comunque è sempre meglio prevenire la malattia piuttosto che curarla. Quindi

la vaccinazione se efficace è sempre da preferire.

Riccardo Cassi Medico chirurgo:

“A oggi non ci sono terapie pienamente efficaci contro il COVID. Vengono usati diversi farmaci che stanno ottenendo risultati in alcune forme della malattia ma in altre no. Nei giorni scorsi la UE ha annunciato che è in corso la sperimentazione di 5 nuovi farmaci che ad ottobre potrebbero avere l’autorizzazione da parte di EMA. 1 è un immunosoppressore gli altri 4 anticorpi monoclonali.

 Le case farmaceutiche contrariamente a quanto sostenuto dai no vax sono interessate sia alla produzione dei vaccini che di farmaci. Il loro obiettivo infatti è avere una redditività dagli investimenti nella ricerca. Che questa provenga dai vaccini o da farmaci o da altro per loro è indifferente.

Per quanto riguarda i medici niente impedisce loro di usare un farmaco registrato che abbia le indicazioni a curare una malattia,  che sia questa l’influenza o il COVID. Le indicazioni all’utilizzo di un farmaco vengono approvate da EMA e AIFA su richiesta delle case farmaceutiche supportata dai risultati della sperimentazione.”

Riccardo, Grazie, sei stato chiarissimo e come sai condivido tutto quel che sostieni. Con convinzione. Sono mesi che lo diciamo. Tu meglio di me, dato che sei un medico. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ho degli amici carissimi di cui forse sto perdendo l’amicizia, persone  intelligenti e colte. Ma sono diventati aggressivi e mettono in discussione tutto quello che asseriscono persone con idee contrastanti le loro. Molti  dicono di non essere no vax. Qualcuno è  anche vaccinato. Nemmeno le affermazioni più ovvie e realistiche vengono accettate, purtroppo. Dubito anche che leggano quel che scrivono gli altri ma il loro pregiudizio  è talmente radicato che le  idee ormai incancrenite, formano  un circolo vizioso nel loro cervello e rimbalzano su se stesse senza via d’uscita.

In questa italia caotica si assiste a tutto e al suo contrario.

Dura lex sed lex

Sileri auspica una soluzione per quanto attiene a un paradosso, ancorché legale.

Un’amica ci racconta la sua esperienza.

“Sono prigioniera di un paradosso. Insieme a oltre 900 volontari mi sono offerta di testare un vaccino contro il Covid-19 che risponde al nome di ReiThera. Sono stracarica di anticorpi, ma non avrò il Green Pass  e, anzi, figurerò tra coloro che hanno rifiutato il vaccino”: con queste parole, Flavia Palumbo denuncia il limbo in cui sembra essere precipitata, in compagnia di altri coraggiosi connazionali fra i quali l’imprenditore Jlly, che hanno prestato il proprio corpo alla scienza e che, al momento, risultano esclusi dalla certificazione verde. Nonostante l’andamento positivo dello studio, la Corte dei Conti ha deciso che non continuerà a finanziare la sperimentazione del Reithera. Risultato: il vaccino non figura tra quelli autorizzati dall’AIFA e chi lo ha sperimentato su se stesso  non potrà avere il Green Pass, a meno che non arrivi un’autorizzazione speciale dal ministero della Salute. “Proprio noi che ci siamo ‘immolati’, che siamo scesi in prima linea, che ci siamo offerti come cavie in nome di un ideale, non potremo più prendere un aereo, andare a teatro, mangiare al ristorante – racconta ad HuffPost Flavia -. Noi, che siamo agli antipodi dei no-vax, veniamo trattati oggi come degli irregolari, dei disertori. È questo ciò che brucia di più”.

Uscire  da questo cul de sac sarà dura. Speravamo di essere vicini all’uscita dal tunnel  mentre la luce che vedevamo si è ridotta a un fioco lumicino.

La gestione del green pass  risulta farraginosa quanto mai e pare strano che fior di scienziati politici e tecnici non ci abbiano pensato prima. Ma così siam fatti. Si rincorrono i problemi anziché prevederli e affrontarli,  e  prepararsi a  risolverli.

Non osiamo pensare a  quel che succederà alla riapertura delle scuole.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: conti, corte dei conti, italia, medici, persone, riccardo, soluzione

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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