La spy story che in questi giorni sta interessando tutti i media e forse un po ‘ meno i cittadini italiani, che stanno pensando maggiormente alle vacanze, non ha nulla di novo, anzi molto di antico. Oggi certamente più ” sputtanante ” perchè gli attori sono meno bravi, ma il film è solo un remake. Infatti nel dopo guerra, e anche prima, in Italia arrivavano dollari e rubli. Dollari alla DC ed ai partiti satelliti, rubli al PCI, allo PSIUP, e qualcosina anche al PSI, almeno fino al 1956 quando dopo l’ occupazione sovietica dell’ Ungheria, Pietro Nenni restituì il premio Stalin ricevuto nel 195. L’ Italia era strategicamente determinante nello scacchiere internazionale ed era il materasso tra Est ed Ovest. Da noi i servizi segreti americani, russi ed orientali avevano le mani libere e giocavano partite mortali con pezzi più o meno deviati dei servizi segreti italiani. Gli Italiani pagarono prezzi altissimi. Molto sangue scorse e molte vittime innocenti. I soldi giravano , e tanti. Bisognava mantenere i partiti, i giornali, le correnti. Giravano i soldi e gli affari. Questo era l’ andazzo normale, coperto ideologicamente dall’ esistenza del muro di Berlino. Ora tutto è ricominciato, una guerra fredda diversa, meno missili e più dazi. E i contendenti sono Trump e Putin. Tutti e due contro l’ Europa, o meglio a contendersi l’ Europa. E le forze politiche italiane si adeguano. Anche se fanno sorridere i figli del PCI che protestano per i rubli che potrebbero essere arrivati in Italia. Beh proprio loro. Purtroppo lo spettacolo è di quelli brutti, come quei film che si fanno uscire nelle sale solo in estate. Ed infatti siamo in estate. In un Paese normale e con delle forze politiche normali si andrebbe rapidamente a votare. Ma qui non c’ è nulla di normale.
Roberto Caputo

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