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Diventiamo tutti africani?
Ma non dovevamo morire democristiani…

di Carla Ceretelli | 7 Settembre 2015

Ormai  il fenomeno è talmente imponente che rimane sempre più difficile gestirlo.

Matteo 2 fa lo sciacallo demagogico, si dice,  mentre Matteo 1 latita. Ma confidiamo che stia pensando a una soluzione.

Mi chiedo, e non è la prima volta, a costo di diventare antipatica e presuntuosa, perchè nessuno  ha cominciato a pensarci all’arrivo delle prime carrette del mare con gli albanesi abbarbicati.

Quello fu l’inizio, ben 25 anni or sono. Anche se non sono africani, fu un segnale inequivocabile del fenomeno  nel  quale siamo oggi immersi. Segnale allora  assolutamente disatteso da chi di dovere.
Non si comprende la sorpresa di alcuni quando parlano di migrazione  inevitabile  e inarrestabile che, dicono gli esperti, durerà almeno vent’anni.. Evidentemente non hanno avuto occhi per vedere nè orecchie per intendere quando era tempo. La stupidità e il negazionismo hanno regnato per anni. Non si è voluto affrontare il problema con progetti razionalmente  accettabili. Si è invece  sempre sottovalutato e spesso negato, roba fa far rabbrividire di invidia  gli struzzi.  E mentre l’Antico continente, Europa si fa per dire,  si fa i fatti suoi, forse  la tedesca sta aprendo gli occhietti belli e si rende conto che Grecia e Italia non possono essere lasciati soli. Ohibò.. ma questa ci fa o ci è. Si sta parlando di una che ha nelle mani la vita della gente. Lei come altri. Quelli che non sanno che pesci pigliare,  quelli che, colti dal fenomeno all’improvviso, ma non improvviso,  cascano dal pero. Se si fossero rivolti   a una qualsiasi donna della strada,  no, non la peripatetica, bensì  quella che ha la famiglia sulle spalle che vive nella realtà reale e non virtuale forse avrebbe   una qualche ideuzza sul da farsi. E in tempo utile.
Ormai  il fenomeno è talmente imponente che rimane sempre più difficile gestirlo.
Matteo 2 fa lo sciacallo demagogico, si dice,  mentre Matteo 1 latita. Ma confidiamo che stia pensando a una soluzione. O quanto meno all’affronto del fenomeno epocale, parola diventata purtroppo il tormentone dell’estate più calda dopo non si sa quanti decenni. Matteo 2 non è simpatico, apparentemente rozzo,   spesso maleducato e pure eccessivo e offensivo. Ma fotografa  da sempre quella che è la realtà. No ai clandestini, no ai migranti economici, cosiddetti,  si all’accoglienza dei profughi che scappano dalla guerra, e all’eventuale campo di accoglienza in loco, in sicurezza, tutelati anche da uomini e armi se necessario, per quanto è possibile, alla Maroni insomma. Ma in questo guazzabuglio attuale sarà sempre più difficile distinguerli. E mentre da un lato muoiono persone affogate asfissiate o nascoste nei motori delle macchine, che fanno stringere il cuore anche al peggiore dei razzisti, dall’altra arrivano maree di donne incinte e bambini.  Quando ce la fanno. Quell’immagine straziante  che ha fatto il giro del mondo è emblematica.
Ecco, mentre gli occidentali si assottigliano vieppiù  gli africani aumentano e aumenteranno  in modo esponenziale. 116mila persone dall’inizio dell’anno. Il governo cerca ventimila alloggi a  distribuzione diffusa. La povera Oriana.. ma, lasciamo perdere.
Si accolgono persone, esseri umani con un cuore e un anima, spesso giovani baldanzosi,  per lasciarli a marcire per un anno o più nei campi,  poi ci si meraviglia se  fanno le cosacce. Signori, qui l’angoscia ci attanaglia , per tutto quanto sopra ma sopratutto per l’inefficienza degli alti papaveri. Tutti, nessuno escluso. E questi continuano a insultarsi a vicenda e fare campagna elettorale  permanente,  a blablare anzichè stringersi e collaborare alla gestione di  una tragedia   che riguarda tutti. No, niente tavoli, che non servono a nulla. Quanto all’Europa dopo le note scelte che  abbiamo  visto, kaput.  E  della grandissima e democraticissima  GB che esprime il desiderio di chiudere le frontiere  perfino agli europei fregandosene altamente di accordi supernazionali, nessuno dice un acca.   Democratica per definizione protegge giustamente il proprio status. E nessuno si sogna di definire razzisti e xenofobi gli elisabettiani. Eppure o si è europei o ipernazionalisti. Si dovrebbe.  Poi Cameron ci ripensa e decide di accogliere i profughi provenienti direttamente  dai campi dell’ONU , lasciando sul gobbo dell’Italia  tutti gli altri. E dopo aver visto, pare, la foto della creatura.  Ecco,  oggi si procede così. I media dettano le decisioni e indicano le soluzioni. E l’esodo continua snza sosta.
Matteo 1 fa bene comunque a tenersi buona la crucca. Un uccellino  ci  dice che è meglio così piuttosto che mettersi in scontro. Meglio essere i primini della classe… antipatici ma vincenti.
Intanto in Libia succede di tutto. Sotto gli occhi di tutti. Non ci sono alibi. Ma non smetteranno certamente,  mentre noi stiamo qui imbambolati a chiederci chi ha ragione e chi ha torto, invece di occuparci attivamente di una sana e monda cooperazione internazionale mirata. E di  grandi controlli. Anche militari se occorre. Qualcuno dal continente nero ha  dato chiari segnali e fatto appelli: se l’evento bellico ha termine noi restiamo dove stiamo.
E, noi dovremmo fare la nostra parte.  Impariamo per primi ad essere padroni di noi stessi e partecipiamo in prima persona alla lotta contro la  corruzione intestina che è il peccato capitale primario e originale. Quella che ci rende così fragili e attaccabili. Chè a ogni piè sospinto tutti si sentono in diritto dovere di farci tottò sulle manine. E intanto assistiamo a queste carneficine quotidiane  che certamente nessuno vorrebbe, neppure i più biechi razzisti. Chissà che cosa raffigurerà la prossima foto di fronte alla quale ci si stringerà il cuore,  si abbasseranno gli occhi dai quali sfuggirà qualche lagrimuccia. Siamo capaci di rabbrividire all’infinito. Ma siamo inetti davanti a un fenomeno assolutamente previsto e prevedibile  che abbiamo voluto struzzosamente ignorare anche con il negazionismo.  La soluzione ideale non ce l’ha nessuno, però il buon senso suggerisce di attutire l’impatto di una migrazione inevitabile, diluendone il peso..
No, non vogliamo diventare africani, ma se lasciamo che vada avanti lo ius soli tanto auspicato dalla nera, si, nera perchè lo è,  che si permette di dirci di non etnicizzare il reato dei coniugi trucidati. Della serie che se è un nero migrante a compiere una carneficina non s’ha da dire. Ma questa è proprio str…egata. E la bianca che non si sa se ci fa o ci è, perchè lo è, per par condicio …ci ritroveremo tutti africani. Insomma si ritroveranno i nostri nipoti.  Non amo Matteo 2 ma qualcuno che  ha il coraggio di dire   la verità e fa il lavoro sporco ci vuole.
E il top si è raggiunto alla vista di  una foto selfiale  circolare in giro per il web,  raffigurante  una signora con amica in motoscafo,  che abbraccia un migrante avvolto in coperte  salvato dalle acque. Un’eroina? Ma chi non avrebbe salvato un uomo annaspante, prima ravvisato come sub e poi.. insomma la didascalia sottolinea  che Salvini e Grillo non lo avrebbero salvato. Mi dispiace ma a questo dagli all’untore non riesco a partecipare. Da un lato la pietas, dall’altro l’istinto di conservazione e di difesa del  proprio benessere conquistato faticosamente,  egoistico forse,  ma comprensibile. Trovare il giusto equilibrio, this is the question.
Mi chiedo, e non è la prima volta, a costo di diventare antipatica e presuntuosa, perchè nessuno   ha cominciato a pensarci all’arrivo delle prime carrette del mare con gli albanesi abbarbicati. Quello fu l’inizio, ben 25 anni or sono.
Nota a margine.
Ci asteniamo dal dissertare  su  Cara di Mineo che ne abbiamo abbastanza. Ma lasciatemi dire qualcosina su Kienge dell’ultima ora. Lei, da medico, cura tutti senza curarsi della loro identificazione.  Giustissimo. Benissimo.   Allora ci faccia la cortesia di  rimettere  il mandato dall’europarlamento e riesumi il suo ruolo primario..
“Giove infuse nell’uomo molta più passione che ragione: pressappoco nella proporzione di ventiquattro a uno. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni”.  Per dirla con Erasmo da Rotterdam. E così è.
Pubblicato in : EditorialeTag: anni, buon senso, campagna elettorale, europa, giovani, governo, grecia, italia, lavoro, libia, macchine, mare, maroni, mondo, persone, soluzione, stia

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Franco Luceri

    9 Settembre 2015 alle 17:26

    Marzio Siracusa, sono onoratissimo dei suoi elogi, ma non disdegno le critiche perchè sono quelle che mi hanno aiutato a non rimanere culturalmente nano.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    9 Settembre 2015 alle 07:59

    Un OK incondizionato per Franco Luceri, anche troppo benevolo.

    Rispondi
  3. marzio siracusa

    7 Settembre 2015 alle 14:17

    Come potevamo pensarci venticinque anni fa se da oltre mezzo secolo siamo un popolo di inermi, disarmati e vili, che sfogano le proprie frustrazioni in prepotenze intestine?

    Rispondi
    • carla

      7 Settembre 2015 alle 14:39

      siamo intelligenti ma non ci applichiamo

      Rispondi
      • Franco Luceri

        8 Settembre 2015 alle 12:32

        E’ vero che siamo intelligenti, non è vero che non ci applichiamo. Milioni di figli di contadini, artigiani e lavoratori qualsiasi, si sono applicati da cleptomani nella burocrazia e nelle professioni oltre che nella politica e sono arricchiti da fare schifo. Guardate in che condizioni economiche versa lo Stato italiano, bene, anzi male, la classe dirigente non sa più come occultare la propria straripante ricchezza. Guardatevi in giro quante macchine da 50-100 mila euro sono guidate da neopatentati appena ventenni. Chi pensate che abbia fatto quei soldi? La classe dirigente perfettamente applicata ad arricchire sulla pelle altrui, alla facciaccia del bene comune.

        Rispondi

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