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Discutere di problemi e soluzioni? Una banalità di cui si avverte la nostalgia

A Firenze 1200 persone a discutere della dignità della persona superando differenze politiche, culturali, religiose ed anche sociali.

di Nicola Cariglia | 27 Novembre 2017

Chiedo scusa se scrivo di una mia esperienza personale. Ma lo faccio per citare un episodio che consente di fare considerazioni che sono assai più ampie.

Come forse alcuni fra i lettori di Pensalibero sanno, mi trovo a ricoprire un incarico, presidente della Fondazione F. Turati, che svolgo con tantissima passione. Non posso giudicare, io, i risultati, ma è certo che gli dedico tutto il tempo di cui dispongo. Assistiamo anziani, malati, persone fragili e, per quanto possibile le riabilitiamo per reinserirsi nella vita e nel lavoro. Abbiamo Centri a Pistoia, Gavinana, Zagarolo e Vieste. Per la seconda volta, a Firenze, abbiamo convocato un incontro conviviale su questi temi. Un grande evento: al Teatro Obihall di Firenze. Mentre scrivo, l’incontro deve ancora avvenire, perché è previsto per lunedì 27 novembre. Eppure, da tempo i biglietti sono stati consegnati e già posso dire che per la seconda volta avremo il tutto esaurito: una partecipazione di 1200 persone. Il tema proposto per la serata è “la dignità della persona innanzitutto”. Ed è confortante constatare quanto diffusamente sia stato accolto superando differenze politiche, culturali, religiose ed anche sociali.

E’ la prova che attorno ai valori veri, e profondamente avvertiti, si possono coagulare energie e risorse capaci di fare progredire la Società e creare migliori condizioni di vita per tutti. Il contrasto con quanto avviene ormai abitualmente nella società e nella politica è stridente: risse, offese, nessuna voglia di abbassare i toni e provare a ragionare per trovare un minimo comune denominatore.

Eppure, perché non potrebbe accadere la stessa cosa se nella politica e nella società si introducesse il metodo di discutere sulla soluzione dei problemi? Certo, le differenze non sarebbero eliminate, ed è bene che sia così. Ma, forse, la rissa si. E, comunque, sarebbe un miglioramento. Di più: un passo avanti verso la concretezza e la chiarezza che consentirebbe a tutti di conoscere chi propone cosa.

Lo so che è una verità banale. Ma di queste banalità si comincia ad avere nostalgia.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anziani, considerazioni, firenze, lavoro, Pensalibero, persone, pistoia, soluzione, vieste, zagarolo

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    29 Novembre 2017 alle 10:57

    A operare in spazi di scontata emergenza l’onestà delle passioni è quasi certa. Il problema è individuare l’emergenza in politica al tempo della pinguedine e della supponenza collettive.

    Rispondi
    • paolo francia

      2 Dicembre 2017 alle 00:38

      Ma certo che l’hai capito, Marzio, l’emergenza si chiama M5S, tutto il sistema coalizzato contro di loro, anche l’Italia ha la sua Le Pen, tutti coalizzati…..solo il voto libero e ampio contro la grande accozzaglia che va da Renzi a Berlusconi, puo rovinare la gioiosa maccgina da guerra. Hanno individuato il pericolo comune, e questo fa paura. Speriamo in un sussulto di orgoglio.

      Rispondi
  2. Adalberto Scarlino Firenze

    27 Novembre 2017 alle 23:16

    Bravo, direttore. Aggiungo che non solo continua la rissa; ma persevera la ripugnante abitudine degli attacchi alla persona. Berlusconi , da cavaliere quale è sempre stato ed è , si dà da fare a offendere Di Maio ( steward allo stadio per godersi la partita, gli ha detto, ma che c’entra ? ). E il nostro Matteo,
    pur senza scendere al livello del… cavaliere, aggiunge del suo. Già, perchè CONTRO ( i grillini ) l’accordo tra il giovanotto e l’anzianotto è già in atto. PER ( discutere problemi e soluzioni ) non solo manca l’accordo, ma mancano serietà e volontà.

    Rispondi
  3. paolo francia

    27 Novembre 2017 alle 14:23

    Parole sante, anzi, laiche. Purtroppo difficile, in Italia, che queste discussioni si traducano in cose concrete per la gente, in un Paese dove gli abitanti preferiscono ancora comportarsi come Pulcinella e Arlecchino. Mentre c’é ancora chi “leopolda” e propone soluzioni alla Macron, non capendo che la Francia non è l’Italia e che il Macron fattosi eleggere dalla “sinistra” sta attuando una vera e dura politica di destra, piu antisociale di quella della Le Pen, tradendo fiducia e speranze degli elettori, ultimo degli esempi da prendere quindi, purtroppo il treno con cui si pubblcizza riporterà Renzi alla base con i suoi stupidi supporter. Su la cariatide mummificata che ripete le stesse cose come un disco rotto, il plastificato Berlusconi e il suo “generale”, stendiamo un velo pietoso. Purtroppo questa è la situazione, alla quale te aggiungi anche Di Maio, che certo non risolverà la situazione, ma avrebbe il vantaggio di mettere i due di cui sopra all’angolo. Per il resto, gli italiani non cambieranno, ancor meno l’Italia.

    Rispondi

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