L’incidente ferroviario che ha causato la morte dei due macchinisti del Frecciarossa, accaduto nei pressi di Lodi, ha scosso tutta la nostra nazione. Il treno, partito poco prima dalla Stazione centrale di Milano, è deragliato paurosamente, finendo contro un casolare di servizio di Trenitalia, situato lungo i binari. Hanno perso la vita i due dipendenti che erano alla guida del convoglio e una trentina di passeggeri sono rimasti feriti. Il treno dell’alta velocità viaggiava a 292 chilometri orari; erano le 5,35 quando il Frecciarossa è uscito dai binari. La motrice del Frecciarossa è rimasta distrutta nell’impatto contro il fabbricato. Mentre le carrozze hanno continuato la propria corsa, per qualche centinaio di metri.
Alcuni operai, addetti alla manutenzione della linea dell’alta velocità, sono stati indagati e interrogati, ma noi pensiamo che bisognerebbe indagare i responsabili del servizio; è troppo facile prendersela con gli ultimi, con chi ha una qualifica da semplice operaio.
Crediamo che la questione sia più semplice di quanto non sembri; bisognerebbe indagare il dirigente responsabile della linea, prima di mettere sotto inchiesta gli esecutori; coloro che, con il freddo e il caldo, vivono la responsabilità della linea.
Tutti i giorni milioni di italiani prendono il treno per vari motivi. Abbiamo bisogno di ricondurre il problema all’essenzialità: i binari devono essere perfetti. Chi viaggia a 300km. orari e chi si sposta per motivi di lavoro ha bisogno di certezze; e che nulla sia lasciato al caso.
L’amara vicenda di Lodi, in un certo senso, riassume una tragedia annunciata. Il nostro servizio denuncia un aumento del traffico ferroviario del 70% negli ultimi anni si è passati da 134 di 10 anni fa a 235 convogli ogni 24 ore. E’ fin troppo chiaro che in una situazione simile di congestione delle linea, l’usura dei materiali è più intensa (ricordiamo la sciagura di Pioltello, con il pezzo di rotaia prima rattoppata e poi rottasi) e conseguentemente aumenta la probabilità che a livello umano possa esserci l’errore, ma anzitutto che qualcosa di meccanico o di elettrico possa rompersi. E allora solo una manutenzione approfondita e un controllo continuo (24 ore su 24) può dare tranquillità ai milioni di passeggeri che tutti i giorni si servono del treno.
In questi giorni i mezzi di comunicazione stanno rovesciando fiumi di inchiostro, per dibattere una questione semplice: da qualsiasi lato si esamini la tragedia di Lodi ci si accorge che viviamo in un sistema di grande approssimazione. La nostra vita è affidata al caso, ma contro questa fatalità dobbiamo ribellarci.
Roberto Fronzuti

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