Chi pensa che Lamberto Dini nel creare un suo gruppo di ispirazione liberaldemocratica, fortemente critico nei confronti del governo Prodi, sia manovrato da Berlusconi, non conosce e certamente sottovaluta l’ex presidente del consiglio.
Dini, fino dai tempi della Banca d’Italia, si è abbeverato alle sottigliezze ed alla complessità andreottiane: un maestro che tutto può richiamare ma non banalità ed esiti scontati.
Inoltre Dini continua ad essere molto attento al suo profilo di “grande servitore dello stato”, cioè di uomo a disposizione per i momenti gravi, nei quali sia necessario spendersi al di fuori e al di sopra degli schieramenti.
Ed oggi siamo in uno di quei momenti. L’antipolitica monta sempre più rumorosamente ed il governo arranca.
Non solo Berlusconi vorrebbe fare cadere Prodi: lo vuole una parte consistente del mondo economico (che lo ha mollato per la sua incapacità di svolgere la “mission” che esso stesso gli aveva affidato) e lo vuole la stragrande maggioranza del nascente partito democratico, a cominciare da Veltroni.
Il segretario in pectore del PD, infatti, andrebbe incontro ad un fiasco sicuro se pretendesse di pilotare il partito sopportando il peso di un governo che in brevissimo tempo ha toccato il fondo della popolarità.
Dini, dunque, si muove certo di godere di un favore ampio e trasversale, condizione indispensabile per guidare un eventuale governo dopo la caduta di Prodi.
Poi, ognuno giocherà la sua partita: Berlusconi per arrivare subito alle elezioni, Veltroni ed il PD per procrastinare fino a quando il momento non sarà favorevole.
Con una incognita: la capacità manovriera dello stesso Dini, nutritosi, lo ricordiamo ancora una volta, alla scuola del divo Giulio.
Dini non fa l’interesse di Berlusconi (soltanto)
Dini si muove certo di godere di un favore ampio e trasversale, condizione indispensabile per guidare un eventuale governo dopo la caduta di Prodi. Poi, ognuno giocherà la sua partita: Berlusconi per arrivare subito alle elezioni, Veltroni ed il PD per procrastinare fino a quando il momento non sarà favorevole.

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