“Il centro sinistra non riesce a trovare una linea comune sulle questioni politiche più importanti.”, così esordisce Maurizio Dinelli, Presidente del Gruppo regionale di Forza Italia, a commento delle dichiarazione dei consiglieri regionali della Margherita, dei Comunisti Italiani e del presidente Martini circa l’approvazione della direttiva Bolkestein sui servizi.
“Le dichiarazioni di Monaci, continua Dinelli, condivisibili in larga parte, definiscono positiva la decisione del Consiglio Regionale, assunta anche con i voti decisivi di Forza Italia, di rinviare la mozione sulla direttiva Bolkestein presentata da Rifondazione Comunista, dai Comunisti Italiani e dai Verdi, e la replica di Frosini e Bertolucci, che noi critichiamo, dimostra come la sinistra sia divisa su tutto tranne che sull’odio verso Silvio Berlusconi.
Ancora una volta, tra offese reciproche, dove l’uno dichiara incompetente l’altro, l’Unione (anche questa volta di nome ma non di fatto) non riesce a trovare una sintesi politica convincente. Anche il Presidente Martini interviene sulla Bolkestein elogiando l’accordo europeo e prendendolo come spunto di partenza per la futura legge regionale sui servizi pubblici.
In realtà è ben consapevole che in Consiglio regionale non troverà una linea comune sui servizi pubblici che raccolga il consenso di Toscana Democratica.
“Martini non può essersi dimenticato i suoi proclami che dal 2002 ad oggi si sono susseguiti senza nessun esito concreto. In Toscana è ancora tutto in alto mare quindi. Al contrario della sinistra, la Cdl ha presentato, conclude Dinelli, una proposta di legge in materia di servizi. Una piattaforma che, riprendendo sia i principi della direttiva europea sia la riforma del Governo, può essere la base di un confronto serio in cui l’estremismo no global viene emarginato.
Il settore dei servizi in Toscana chiede urgentemente un intervento ispirato ad un sistema basato sulle liberalizzazioni. Nell’interesse degli utenti e nel rispetto delle società già esistenti Forza Italia è disponibile al confronto, a trovare una convergenza con la parte moderata e riformista della sinistra.
Se Martini crede nell’urgenza del provvedimento può contare sul nostro sostegno purché vi sia la ferma e decisa volontà di dare una svolta, così come afferma Monaci, verso un sistema dei servizi basato sulla concorrenza, sulle liberalizzazioni e non sulla demagogia no global.”

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