“Le dimissioni dell’Assessore Montemagni non possono certo essere derubricate a semplice diatriba interna di partito o ad un litigio tra Ghelli e l’Assessore. La questione è tutta politica ed è legata all’apertura che Martini ha fatto a Rifondazione Comunista per farla entrare in Giunta e in maggioranza. La situazione è resa ancor più scottante dal risultato elettorale che ha premiato Rifondazione Comunista e le liste della sinistra massimalista. È ovvio che aumenta la gara tra i partiti che si richiamano al comunismo per legittimarsi come referente politico di questa rilevante percentuale di voti. Ci sarà dunque una corsa a promuovere e votare in Consiglio regionale decisioni sempre più dirigiste e stataliste.
Questo il primo commento del Presidente di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Dinelli che aggiunge “Come avevo detto in Consiglio mercoledì scorso, questa situazione è assolutamente incompatibile con la proposta di Martini di una politica economica più aperta alla concorrenza e al mercato, che noi abbiamo salutato positivamente. Era inevitabile.”
“La Toscana chiede a gran voce quella discontinuità che noi abbiamo sempre invocato con proposte concrete ma è evidente – continua Dinelli – che questa situazione di ricatto politico avanzato da Comunisti Italiani e Verdi, affosserà ogni possibilità di cambio di rotta nella politica economica e sociale della Regione.”
“Aprire al mercato, favorire la flessibilità, promuovere liberalizzazioni, lavorare per togliere lacci e laccioli di ordine burocratico, non può essere denunciato come una politica iperliberista, ma anzi, come una scelta irrinunciabile per un rilancio vero della toscanità; del fare Toscana, nel turismo, nell’arte, nella moda, nel manifatturiero, nell’industria, nella cultura, nel sociale, nella sanità.”
“Su questo – conclude Dinelli – incalzeremo Martini e la sinistra inserendo nell’agenda politica del Consiglio obiettivi precisi e scadenze certe su termovalorizzatori, gassificatori, ferrovie, autostrade, lavoro, economia ed altro. Sono certo che se Martini continuerà nell’

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