il viaggio accompagna tutta la nostra vita
il viaggio è sempre una storia da raccontare
la memoria lo rievoca
la tecnica permette di renderne testimonianza al prossimo
Dice un proverbio arabo: “chi vive vede molto, chi viaggia vede di più”. L’essenzialità della nostra vita corre frequentemente lungo questo doppio binario, di cui non sempre abbiamo una reale consapevolezza. In effetti, vivere a lungo ci aiuta ad assaporare molte cosa della vita, ma viaggiare ci consente molto di più di gustarle e di assimilarle. Durante un viaggio, il viaggiatore non guarda mai solamente con gli occhi, bensì con ogni cosa di cui madre natura gli ha fatto dono …. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, diceva la volpe al Piccolo Principe, nell’omonimo libro di Antoine de Saint-Exupéry …. così, il viaggiatore che intraprende un nuovo cammino, si lascia trasportare con piacere dalle sollecitazioni della sua esplorazione e, in questa avventura, egli esamina, scandaglia, ricerca, indaga, scruta, approfondisce, osserva, perlustra e sperimenta sempre nuove emozioni, guardando attentamente con tutti i suoi sensi …. fa così, con il tatto, con l’olfatto, con l’udito e con il gusto, oltre che con gli occhi e proprio ciò gli consente di conservare il ricordo indelebile di quei momenti.
Poi, talvolta, egli sente la necessità di riviverli e di condividerli con gli altri, a volte semplicemente sfogliando un album fotografico, …. altre volte, invece, egli desidera proprio riabbracciarli con tutte le sue forze …. e, allora, cerca il modo, la forma e lo strumento espressivo migliori per afferrarli di nuovo e offrirli ai familiari, agli amici, ai sconoscenti e, così facendo, egli ripercorre quel cammino come se fosse la prima volta …. e, quanto più intensamente egli avrà vissuto quei momenti, tanto più partecipato sarà il suo modo di testimoniarli agli altri. Ecco, allora, che l’esperienza visiva del viaggio si trasmette anche a tutti coloro che in quel momento osservano il frutto dell’estro creativo, che non è semplicemente una contemplazione ammirata di immagini e delle tecniche impiegate, bensì l’appropriazione stessa del bagaglio di conoscenze che l’avventura ha indotto nel protagonista attento.
Margaret, all’inizio, non immaginava che il suo viaggio nel Sultanato di Oman potesse essere fonte di tanta ispirazione …. tuttavia, lo accettò come un dono del destino e, là, inizio a scrivere le prime righe del suo diario di viaggio, sollecitata dalla straordinaria bellezza dei luoghi, dall’umanità delle persone e dall’armonia dell’ambiente.
Margaret osservava e memorizzava tutto ciò che incontrava nel suo cammino, pensando, al contempo, di renderne vivo il ricordo mediante la riproposizione di episodi di vita e dell’ambiente socio culturale più suggestivi e significativi. Così, sono venute alla luce stupendi quadri di scene di vita quotidiana, palmeti, oasi, fiori, tramonti sul mare, spiagge, scene di pesca, villaggi e paesaggi di intensa suggestione emotiva, realizzati attraverso la tecnica dell’acquaforte e dell’acquatinta, in cui Margaret ha saputo ricostruire, con meticolosa precisione e sobrie soluzioni cromatiche, attraverso i giochi di luci e ombre, spaccati genuini e fedeli di quella società, così lontana da noi.
La stesse tecniche scelte da Margaret, la cui competenza, frutto di anni di continua ricerca e sperimentazione, si è aramai definitivamente consolidata, si prestano mirabilmente alla ricostruzione di queste atmosfere eteree e vellutate e alla trasposizione dei soggetti scelti, prima, sul cliché, modellando, forgiando, plasmando e piegando la materia, con garbo, alla propria volontà e, poi, sulla carta, scegliendo i cromatismi e le ombreggiature più significative per evidenziarne tutta la loro bellezza e la loro espressività più vera, consentendo al visitatore stesso di vivere emozioni assolutamente indimenticabili.
by Picche
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Chi fosse interessato ad approfondire l’opera di Margaret Karapetian d’Errico, può visitare il sito personale al seguente indirizzo: www.margaretkarapetian.com

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