Attraverso Di Pietro dobbiamo, invece, arrivare a capire perché l’Italia è giunta a questo punto. A chi, del passato e dell’attuale “sistema politico e finanziario”, fece comodo la sua devastante attività inquisitoria?

In entrambi i casi, si tratta di mezze verità, che nascondono l’altra faccia della medaglia. Che, per l’appunto, è quella più importante, la sola che veramente interessi perché capace di fare luce su un lungo periodo della storia italiana. Infatti, oggi Tonino viene messo sotto accusa per delle bagatelle, pinzillacchere direbbe Totò, rispetto ai delitti contro la democrazia e lo Stato di diritto che hanno caratterizzato la sua attività in magistratura, cui approdò, peraltro, in circostanze tuttora oscure.
Sarebbe troppo comodo, perciò, toglierlo di mezzo per qualche immobile di troppo acquisito in circostanze poco chiare o per la disinvolta amministrazione del pur cospicuo tesoro dell’IDV. Attraverso Di Pietro dobbiamo, invece, arrivare a capire perché l’Italia è giunta a questo punto. A chi fece comodo la sua devastante attività inquisitoria del passato e dell’attuale “sistema politico e finanziario”? Chi ha lucrato politicamente e chi finanziariamente grazie allo smantellamento di un sistema e all’annientamento di una classe politica che aveva tante colpe ma non avrebbe mai permesso ad una rapace cupola economica di rapinare beni e aziende dello Stato senza che ciò permettesse di raddrizzarne i conti? Fare luce su questi punti porterebbe a spiegare i condizionamenti ed i ricatti che lungo tutto lo snodarsi di questa infetta “seconda repubblica” hanno condotto l’Italia ad uno dei punti più bassi della sua storia. E, scusate se è poco, ad evitare che il giochetto si ripeta, magari in nome di un Attila-Grillo alle porte.
No, Di Pietro non può essere comodamente sepolto per qualche immobile di troppo, dopo che, ai tempi “eroici” nessuno volle badare a Mercedes, paccate di milioni, case in affitto, abiti, schede telefoniche, etc, avuti “in prestito” dai suoi indagati. Chi lo vuole eliminare oggi, con gli stessi argomenti che non lo hanno nemmeno scalfito ieri, ha l’obbligo di raccontarci tutta la verità.

P.S.
mi è rimasto nel pennino
E se puta caso cosi fosse, non sarebbe poi una bagatella né una pinzillacchera, ma un piano politico studiato freddamente a tavolino, così come chiaramente lo sono le sue uscite becere e populistiche, preferibilmente nei talk show politici della TV.
L’unica cosa che posso tentare di agiungere è che nel 1961-63, durante la festa delle matricole, con lo storico Pippo Ferriolo e con l’ordine della Vacca Istupefatta, commentavamo il finanziamento PCI di borse di studio a studenti di giurisprudenzaz, garantite da un “cambialone” che veniva “strappato” alla vittoria del concorso per entrare in Magistratura.
Non ho mai saputo se era una oleggenda metropolitana o fosse una verità, Magari qualche mio coetaneo potrebbe finalmente darmi la risposta giusta.
E se, puta caso, così fosse, “”cui approdò, peraltro, in circostanze tuttora oscure”” potrebbe trovare uno squarcio di luce.
Visto che da sottufficiale missino arrivò poi ad essere Senatore comunista …
L’amicizia che mi lega al Direttore non mi fa velo dal bisogno di esternargli pubblicamente i miei complimenti per quest’articolo su Di Pietro. Poche righe di rara chiarezza. Quando le passioni di questi anni saranno sopite e sarà scritta la storia del periodo che va dalla fine degli anni ’80 al 2000, ne verranno fuori davvero delle belle. Tutte cose che in tanti abbiamo pensato ma che in troppi hanno creduto o finto di credere. Mani Pulite fu un golpe mediatico-giudiziario orchestrato ed eterodiretto a fini economici. Di Pietro fu lo strumento-simbolo di tutto questo. Il golpe riuscì solo in parte perchè arrivò la sopresa “Berlusconi” (e la ragione del suo ventennale successo nonostante i limiti evidenti dell’uomo è proprio da ricercarsi nella “vendetta” di un elettorato che non ci stava a farsi prendere in giro fino a quel punto). Michele, con le sue note, è la rappresentazione più riuscita della buona fede di quanti non videro e della perfezione della manovra messa in atto. Certo che una classe politica non deve rubare ma il rimedio non è nel far passare una visione “etica” della politica in base alla quale il fine giustifica i mezzi ma nel mandare a casa, con il voto, i corrotti. Con il crollo del muro di Berlino l’anomalia tutta italiana della mancanza d’ alternanza sarebbe finita. La cura contro i furti e gli abusi di potere che ci sono sempre stati e sempre ci saranno non è la galera generalizzata (quasi) ma il ricambio . Il voto e il controllo dell’opinione pubblica sono le armi da usare, solo in casi estremi e ben documentati l’azione giudiziaria. Volendo gettare via l’acqua sporca si è gettato via anche il bambino e ora ci si ritrova una magistratura che si crede depositaria del Verbo e spazia su tutto e su tutti con danni incalcolabili per il Paese. Di Pietro non è nessuno e la sua eventuale scomparsa politica non sarà certo un danno per il Paese. All’Italia restano i problemi che lui e quelli come lui, consapevoli o inconsapevoli, hanno creato. Non sarà facile rimediare. Oggi Di Pietro non serve più. Non parla nemmeno italiano figuriamoci l’inglese.
Caro Michele,
ma qui non è in discussione se fossero o meno fondate le inchieste di Mani Pulite, ma la evidente anomalia delle inchieste. E’ oggi del tutto chiaro che il malcostume aveva toccato tutti i partiti e che, in gran parte, si trattava di Illecito finanziamento. Ma allora le inchieste si indirizzarono in una sola direzione. Oggi, ma anche ieri, è chiaro che Di Pietro non è persona al di sopra di ogni sospetto. Sembra troppo , visto che lui stesso dice di essere stato abbandonato da coloro cui aveva fatto comodo, volerne sapere di più? Su questo aspetto, non sulle Mercedes, i rotoli di soldi restituiti in scatole di scarpe, e benefits vari di cui aveva goduto. Quelli, si sa, erano solo cadute di stile….
Mi pare che anche lei sia abbastanza “disturbato” dai protagonisti della seconda repubblica. Ma senza Di Pietro e coloro ai quali fece comodo, la seconda repubblica non sarebbe mai nata. E allora, come la mettiamo?
non me la prendo affatto con lei che è persona squisita e cortesissima oltre che di grande cultura( naturalmente non può ricordarlo ma l’ho conosciuta parecchi anni fa con mio padre) ma con quanti ritengono ancora oggi che Mani Pulite fu una tragica ed oscura pagina della nostra storia giudiziaria manovrata da chissà chi( massoni, rosacroce, CIA, marziani)e per chi sa quali fini, forse per sfuggire alla penosa realtà che allora, come oggi, è l’intero sistema politico ad aver fallito. Per quanto riguarda la persona di Di Pietro forse è vero che ha superato la sua utilità non avendo adempiuto al mandato che implicitamente i suoi elettori e molti altri italiani gli avevano dato e cioè quello di moralizzare la politica, quello di emanare leggi severe contro la corruzione, quello di avere una vita politica “normale” in cui i politici si dimettono al primo sospetto di azione scorretta come avviene in tutto il mondo civile.
Gentilissimo Michele,
qui si parla di Di Pietro, uomo innocente fino a prova contraria (per noi) e un tantino ambiguo. Ora lo vogliono fare fuori perchè non più utile ad un certo “sistema politico e finanziario”. Lo dice lui, non noi. E noi non vogliamo che sia fatto fuori solo perchè non fa più comodo. Perchè si arrabbia con noi?
Si doveva fare finta di niente per non turbare l’animo di qualche centinaio di corrotti?Cosa si doveva fare, cancellare Mani Pulite e nascondere la polvere sotto il tappeto come la fa la serva( pardon la colf)?Chi ha lucrato su Mani Pulite?A me sembra che tutti i corrotti e corruttori si sono riciclati per bene sotto le bandiere di PDL ed altre sigle e sono ancora là a fare i loro porci comodi quindi chiedi chi NON ha giovato di Mani Pulite e risponditi: l’Italia!!!!