Sul finire della settimana appena trascorsa, si sono registrati due avvenimenti che solo apparentemente sembrano lontani tra loro.
Il primo: l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, dopo il voto del 4 marzo. L’on Fico e la senatrice Casellati sono il frutto di un accordo tra centrodestra e 5Stelle del tutto legittimo. Ma anche obbligato. Dico di più, responsabile per consentire alle Istituzioni di funzionare. Solo che mette a nudo quanto falsa fosse la martellante propaganda che ha consentito a 5 Stelle e Lega di presentarsi come baluardo contro i compromessi della politica e, per questo, diversi dagli altri “politicanti”. Che sono diversi, lo devono ancora dimostrare. Mentre, invece, per designare i presidenti delle Camere, hanno fatto esattamente come qualsiasi altro partito (e come è logico): un accordo per spartirseli. Proprio spartirseli e basta. Che poi abbiano scelto dei Churchill o delle Thatcher, si dovrà vedere.
Il secondo evento è stato la riuscitissima Assemblea autoconvocata, a Livorno, dei circoli e delle associazioni di area socialista e socialdemocratica finalizzata ad adoprarsi per un movimento che unisca le disperse anime della sinistra. Una riunione sorprendente da più punti di vista: equilibrata anagraficamente. Che sorpresa vedere una mescolanza di anziani, uomini e donne “nel mezzo del cammin di nostra vita” (ovviamente allungatasi nel frattempo) e giovani. E, soprattutto, concreta. Tutti coloro che volevano parlare lo hanno potuto fare, grazie al termine dei 5 minuti. E poi, basta con le beghe del passato nei e tra i partiti, si guardi concretamente avanti, senza chiusure verso nessuno e, soprattutto, senza rendite di posizione precostituite. Insomma: c’è una storia dietro e una visione socialista e democratica della società. Ma si parte da zero, cioè da oggi, per elaborare temi e proposte per il domani.
Ed ecco perché i due eventi sono da vedere in relazione. Con l’accordo per le presidenze, Di Maio e Salvini hanno cominciato a consumare la grande rendita di posizione della loro presunta diversità. Chiunque, nella prima come nella seconda repubblica avrebbe fatto, e in effetti fece, come loro. Fino a ieri, per chi li ha votati, questi erano “inciuci”. Gli elettori a questa diversità crederanno sempre meno. A Livorno, intanto si è visto il primo segnale di reazione nel mondo della sinistra alla batosta elettorale. E c’è di più e di meglio. Il perimetro della sinistra si allarga ed assume connotati nuovi. Perché rientra in gioco, dopo un lunghissima assenza un’area culturale e politica socialista, laica, liberale che può contribuire a definire per la sinistra italiana tutta, una immagine più nitida e più europea dal punto di vista politico e programmatico.
Insomma: Livorno potrebbe essere oltre che il primo segnale di una sinistra che rialza la testa dopo il Ko elettorale, la classica palla di neve che rotolando si trasforma in valanga. A condizione di continuare a credere fermamente che la distinzione tra destra e sinistra, dopo l’estinzione del comunismo, è reale e attuale. Non a caso, Sanders e Corbyn si sono affermati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna contro ogni previsione. Lo hanno potuto fare puntando sugli squilibri sociali provocati dal turbocapitalismo, dalla globalizzazione e dal prevalere della attività finanziaria su quella industriale. Non v’è chi non veda che gli stessi squilibri sono già da troppo tempo presenti anche da noi. Trovare le risposte per difendere chi ne è colpito è, appunto, il compito di quella sinistra di governo che si è iniziato ad immaginare a Livorno
Nicola Cariglia

Caro Marzio, rivolgi altrove la tua invidia di apprezzamento, io non la merito. La mia è la casa che non c’è. E se mai in futuro ne trovassi una, mi sforzerei di continuare a pensare libero.
Caro Nicola, quando dico che il cattolicesimo politico metterà in riga i Salvini e i Di Maio non intendo proprio la Chiesa, vecchio obiettivo di un anticlericalismo esaurito, ma la convinzione tutta italiana che ciascuno ha di possedere dalla nascita l’idea giusta, è questa convinzione che alla fine fa coinvolgere tutti, dico tutti, nel cattolicesimo politico per cui la storia del parlamento repubblicano è la storia di tanti schieramenti democristiani, tanto presuntuosi quanto allineati, la Chiesa viene dopo, sta sulla riva con la rete a aspettare. Perciò non pretendo di curarti, perché, come dici di Paolo, anch’io cerco ospitalità in case altrui non avendo la pretesa d’aver trovato e di saper costruire la mia di casa, figurati! E non posso che invidiare chi come te ha trovato la sua casa, dopo cui l’unico problema resta reperire i materiali adatti. Ma se dopo decenni questi materiali non si trovano vuol dire che nel progetto della casa qualcosa non quadra. Discorso che coinvolge tutti i cosiddetti laici dai socialisti ai liberali, visto che in modo pavloviano il mio riferimento al cattolicesimo politico ha chiamato in ballo la Chiesa, e non piuttosto la fede generalizzata d’aver azzeccato dall’infanzia l’idea giusta. Questo è il cattolicesimo politico, che poi la Chiesa impasta e ci fa le sue tagliatelle.
Per Luca Bagatin, purtroppo condivido, purtroppo perché di fondo sarei liberale, e quindi piu’ orientato al capitalismo, ma questo si è trasformato in un mostro che fagogita tutto, che schiaccia chi non si piega ai suoi meccanismi mafiosi e illegali, o con il beneplacito degli stati e dei politici. La finanza governa, non piu’ gli stati sovrani, e questo è un male che non credo possa essere reversibile, è come pretendere (anche se ci spero) che facebook e queste idiozie annesse scomparissero.
I diritti dei lavoratori stanno estinguendosi ogni giorno, nell’indifferenza generale, poco a poco, a macchia d’olio, come i rinoceronti bianchi….invece il “tradizionalismo nei valori” mi puzza un po’ di sacrestia stantia.
Nicola, la cosa che ci differenzia à che te, come ET, cerchi casa, o meglio, vuoi ricostruire la solita nella quale ti collochi da decenni, non cedi di un mm, io invece spazio, volo come un’ape sui tanti fiori, resto me stesso sempre, ma non mi sono precluso niente, ho votato di tutto in vita mia, allora l’eterotopia del sentirmi al sicuro nella saletta rettangolare nella periferia di Livorno, te la lascio tutta, compresi i garofani senz’acqua sul tavolo, con le bottigliette e i bicchieri di plastica. Secondo le battaglie del momento, ho spaziato dal MSI, al PRI, al PLI, al PS, fino ad approdare a FI nel ’94, per poi astenermi per anni e ritrovare slancio nel M5S, figurati se una seguace di Berlusconi mi fa paura, o ancor meno Salvini….come vedi, mai pero’ ho messo la mia croce su DC e su PCI (né con tutte le loro trasformazioni successive).
Paolo,
la cosa che più ci differenzia è che io non mi sento autorizzato ad attribuire ad altri una qualsivoglia intenzione. A malapena conosco le mie, e credo che anche tu abbia qualche difficoltà a conoscere le tue. O almeno a conoscerle tutte, visto quante ne hai ricordate. Vedi, tu cerchi ospitalità nelle case degli altri. Io cerco, assieme ad altri, di farmene una. Nuova di zecca, non la solita. E non ce n’è una nella quale mi colloco da decenni. Al contrario, da decenni non mi colloco in nessuna casa. E quando mi sono collocato, ho sempre continuato a vivere del mio lavoro.
Paolo Francia, le chiedo scusa, ma credo che lei di liberale abbia ben poco; a meno che sia di quei liberali di sinistra come ce ne sono tanti in Italia, ma che il liberalismo vero non lo conoscono e non lo capiscono…
Lei non ha mai letto niente – non dico della Scuola Austriaca o di Chicago – ma del nostro esimio Bruno Leoni, nono in tutto il mondo, eccetto in Italia?
Non me ne abbia, sa, sono un liberale/libertario, della tendenza di Frédéric Bastiat o più recentemente Ludwig von Mises e Friedrich August von Hayek, Murray N. Rothbard: liberali autentici, ben molto oltre ai nostri Benedetto Croce e tanti altri che nel nostro Paese sono qualificati “liberali”, che non hanno mai affrontato abbastanza seriamente il liberalismo economico vecchio e tantomeno moderno.
Del resto lei stesso lo ammette, avendo votato MIS che è di una linea di socialismo all’acqua di rose, no?
Di Bruno Leoni, intendevo scrivere NOTO in tutto il mondo, eccetto in Italia…
Tanto per chiarire un po’ cosa intendo per liberali un po’ – diciamo pure – un po’ dubbi, mi riferisco, per esempio a nomi come Piero Gobetti che era un liberale sì, ma che pendeva a sinistra.
Eppure, per tanti anni. in Italia era questo nome che ha fatto testo…
E visto che Bruno Leoni è praticamente sconosciuto in Patria, chiarisco che per liberali autentici – per limitarmi ad un passato non tanto lontano -, io penso a nomi noti ad un pubblico più vasto, come: LUIGI EINAUDI, LUIGI STURZO, GIOVANNI MALAGODI.
Comunque, una lista ben più completa che include anche le rispettive opere, la si potrebbe trovare su
http://www.liberalismowhig.com
Occorre uscire dal sistema capitalista, che non è affatto riformabile.
Che la sinistra (che negli anni, in tutta Europa, è stata la migliore campionessa di capitalismo e liberismo spinto) lo comprenda la vedo molto dura.
Più socialismo vero.
Meno, molto meno, sinistrismo e progressismo.
Più socialismo in economia e più tradizionalismo nei valori.
Finalmente si vedono i giovani, dopo le tante asseblee dei Socialisti in Movimento nel 2016 e 2017. Tanti erano coloro i quali speravano che il PSI si rinnovasse ad Aprile 2017, ma Nencini ,con un’alto colpo di mano, garantendo ai pochi intimi un posto al sole.
Auguri!
Caro Marzio,
non credo che toccherà alla Chiesa liberarci di Salvini e Di Maio, mentre concordo che la stessa provvederà rapidamente a “normalizzarli” per protrarre gli effetti del suo condizionamento sulla politica italiana. E, a differenza di Paolo, penso anche che i due dioscuri ne saranno ben lieti. Io appartengo ad una tradizione di laici, probabilmente velleitari. Ma coerenti nel perseguire la laicità dello Stato e per questo quasi sempre in minoranza. E poichè credo nella democrazia parlamentare sono dell’idea che l’importanza delle minoranze è maggiore di quella della maggioranza. Tutte queste parole per dirti che sono inguaribile, anche se apprezzo i tuoi sforzi di curarmi. Un carissimo saluto.
Caro Paolo,
è bene che abbiano “visto di buon grado l’elezione dei due presidenti delle camere” nonchè ingollato la berlusconiana presidentessa del Senato. Si stanno facendo la bocca per tutte quelle che dovranno buttare giù. Ovviamente tutte cose normali per chi non si è nutrito dei loro pregiudizi. Visto come si cambia in fretta?
Caro Nicola, invece chi ha votato 5 stelle ha visto di buon grado l’elezione dei due presidenti delle camere, e il blocco sul primo candidato di FI è stato mantenuto, senza inciuci! Era logico che una delle camere andasse al centro-destra, come è logico che chi fa politica scenda nel momento del comando a compromessi. Quanto alla saletta con mazzolino di garofani rosso sul tavolino….per carità, ognuno è libero, ma riempire piazza della Repubblica fino alla Venezia e via Grande avrebbe fatto piu colpo, o no?
Per Marzio, Salvini è gia imbevuto in quel brodo primordiale, ha da sempre la fissazione de u’ presepe, Di Maio mi pare meno, ma insomma, finché il Vaticano sarà a Roma, ti stupisci?!?
Caro Nicola, fino ad oggi ho taciuto per rispetto a te e all’iniziativa livornese che non vorrei né sminuire né disarmare, anzi. Ma in questo ” da Livorno a Livorno ” come affossamento e resurrezione del socialismo riformista sento molta letteratura e poca visione politica. Non chiamerò nemmeno in causa le “correspondances ” di Baudelaire buone per il suo genio poetico, ma in questo caso surrettizie all’invenzione di una nemesi storica tutta da verificare. Mi rendo ben conto che tu sei il primo consapevole quanto ” da Livorno a Livorno ” fosse una slogan accattivante per immaginare un ritmo dei corsi e ricorsi, e quindi del recupero della giusta politica riformista contro le storture della scissione del ’21. Mi sembra però che l’operazione ” da Livorno a Livorno ” sia già stata compiuta e realizzata, in forme maldestre da altri attori maldestri, ma comunque storicamente esaurita. A questo punto resta il solito tormentone, la speranza in un grande Labour Party italiano, che già è un sogno vecchio di decenni, la cui costante incapacità di decollare dovrebbe aprirci gli occhi. Per vedere cosa? Il declino di M5S e Lega che auspichi, ma che avverrà non proprio per un’ondata del riformismo di sinistra, ma per il tempo occorrente ai due ingenui Di Maio e Salvini per essere fagocitati nel cattolicesimo politico, sabbia mobile e destino di qualsiasi forza politica dello stivale. Stai certo che M5S e Lega saranno lentamente corrosi e imbevuti di cattolicesimo politico fino alla loro perdita di identità, così come accadde al fascismo, al comunismo, al riformismo e a tutte le anime della sinistra. Ripartire da Livorno per rivalsa più simbolica che politica contro il ’21 a mio avviso non porta a niente. Occorre piuttosto strappare al mercato il depotenziamento dell’anticlericalismo in indifferenza religiosa, occorre recuperare le ragioni di un nuovo anticlericalismo contro un sentire responsabile di una modernità distorta. In poche parole occorre capire a cosa la sinistra deve contrapporsi, che non sia il solito abecedario della giustizia sociale, dei diritti individuali e collettivi e del buon governo. Mentre M5S e Lega saranno gradualmente avvelenati e allineati dal cattolicesimo politico, lavoriamo singolarmente su questi punti anziché cercare rivalse partitiche su programmi ampiamente accolti da tutti. E penso che il cattolicesimo politico, vero meta-caimano di tutto quanto in Italia si crede politica, impiegherà pochissimo tempo per ingoiarsi i due sprovveduti Di Maio e Salvini.
Soprattutto caro Nicola non possiamo consentire a chi si vuole appropriare dell’immagine di Turati – un gradualista fabiano, come appare nei suoi atti – per spacciarlo come padre dei “rivoluzionari a parole” che usano l’immagine sua e di altri grandi del passato per far passare parole d’ordine come “potere al Popolo”, che assomigliano troppo alla cultura bolscevica sconfitta dalla storia. L’inno dei lavoratori (su fratelli e su compagni….. questo è il sol dell’avvenir!) è farina dei riformisti , non loro!