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Democratici per finta, spaventati dalla democrazia

di Chiara Boriosi | 9 Settembre 2012

La domanda corretta da porre e da porsi è una sola: non chi ha paura di Renzi, ma chi ha paura della democrazia?

A giudicare da quanto ascoltiamo e leggiamo ormai da giorni, possiamo senz’altro dire che la candidatura di Matteo Renzi alle primarie del Pd abbia ottenuto un effetto evidente e, temiamo, destinato a protrarsi a lungo, quello di spingere in modo convulso ed irrefrenabile quasi tutti gli esponenti del partito a dare il peggio di sè, ottenendo come indesiderato risultato quello di mostrare con incresciosa chiarezza agli elettori, cui ancora per caso fossero oscure, le ragioni di una battaglia chiamata sinteticamente rottamazione – e raramente sintesi fu più efficace.

L’imbarazzante florilegio di dichiarazioni improvvide, interviste logorroiche, reazioni stizzite che abbiamo sin qui raccolto – e temiamo che il meglio debba ancora arrivare – compone uno spaccato quanto mai fedele della classe dirigente di un partito, sia nazionale che locale, del tutto impreparata a gestire ciò per cui dovrebbe invece essere vocata, ovvero la dialettica interna e le diverse istanze di un partito nato già come tentativo – fallito – di sintesi fra anime distanti e poco affini. E dalla querula lista di scuse, accuse e piagnistei cui tale classe dirigente si appiglia nel tentativo goffo e meschino di restare a galla, è possibile, persino inevitabile, trarre alcune considerazioni ed una evidente constatazione.

Partiamo dalle considerazioni. La pochezza delle argomentazioni già la dice lunga sulla scadente qualità di molti dirigenti locali, messi a guardia dell’ortodossia dal capocorrente di riferimento e scelti solo in virtù della fedeltà ai vertici, il che spiega certe imbarazzanti perle, alcune con pretesa di buona volontà – “Attento Matteo, lo dico per il tuo bene, il centrodestra ti sta usando per far fuori il Pd” chiarisce piena di spirito caritatevole una  donna dirigente dotata di fulminante genio per l’analisi politica – altre invece colme di quel livoroso rancore che hanno costoro che, mancando di coraggio e di iniziativa – ma diciamo pure anche di palle – sanno che non sarebbero mai in grado di sostenere la battaglia come Renzi sta invece facendo, e quindi tentano di boicottarla se non altro per salvare la propria piccola ma sicura rendita di posizione. E tra la Toscana e l’Emilia questi pullulano, e parlano, a sproposito, pur di mostrare che sanno persino alzare la voce, non essendo evidentemente in grado di fare altro.

Poi ci sono i Big, quelli come D’Alema e la Bindi, che hanno altra caratura e giocano al tavolo dei grandi, usando però carte truccate e facendo ricorso a bluff talmente vecchi che persino un bambino dotato di buon senso potrebbe scoprire. L’allure spocchiosa da padre nobile di D’Alema si espande nella logora argomentazione della necessità di un candidato che unisca e non divida, e dunque di una conseguente proposta che veda tutti d’accordo, ma la vecchia familiarissima – ahimè – ombra del pensiero unico e del partito monolite si affaccia dietro ogni sua frase e finisce con rendere evidente ciò che lui invece vorrebbe celare: le idee diverse non sono fatte per dividere ma per essere confrontate e discusse, la dialettica interna non è la morte di un partito ma la sua garanzia di vitalità e di rinnovamento, specie se quel partito ha scelto di chiamarsi democratico. Dunque chi non è in grado di accettare questo dato di fatto, può solo fallire ogni obbiettivo – il che è quanto è puntualmente accaduto a D’Alema negli ultimi trent’anni.

Della Bindi vorremmo tacere, chè di tutti è quella francamente più insostenibile ma, poichè si è sentita in dovere di dichiarare piccata che lei sta in Parlamento per volontà degli elettori, ci tocca purtroppo smentirla e, forse, svegliarla da un bel sogno, chè stante il Porcellum nessuno sta in Parlamento per volontà nostra ma bensì per più ristretta e intoccabile volontà dei partiti – ammenochè la Bindi non abbia chiesto cittadinanza in un paese davvero democratico dove i deputati sono scelti dai cittadini. In Italia non è così, e forse è il momento che qualcuno glielo spieghi.

Ma da tutte queste considerazioni emerge una constatazione, che poi è il vero nocciolo del problema: la paura, di tutto il Pd, non tanto di Renzi ma della democrazia – dello spirito, del senso, della natura stessa della democrazia. Che non si evince solo dal desiderio di mantenere riti e usanze novecentesche, irrimediabilmente legate al vecchio Pci e mai sostituite con una concezione aperta, contemporanea e liberale – sissignori, liberale – di partito politico, ma anche dall’oggetto stesso del contendere.

Perchè fin dall’inizio della sua battaglia, ormai due anni orsono, Renzi ha sempre sostenuto che il sistema elettorale più efficace attualmente in vigore è quello che regola l’elezione dei sindaci, che prevede ancora, specie laddove i candidati siano scelti con le primarie, una partecipazione diretta dei cittadini, che scelgono e votano il proprio candidato, la sera stessa delle elezioni sanno chi ha vinto, ed alla fine del mandato decideranno se riconfermarlo o meno. Sembrerebbe persino ovvio, in una democrazia funzionante, ma in Italia non lo è affatto e vale ancora, per l’appunto, solo nei comuni. Mentre le cariatidi che stanno in Parlamento da trent’anni si sono messe al riparo dalle scelte e dal giudizio degli elettori, semplicemente escludendoli ed espropriandoli del loro diritto di scelta, con ciò abolendo la sovranità popolare.

Ora, la battaglia per le primarie – farle, non farle, come, con quali regole, per tutti o per nessuno – poggia proprio su un cardine fondante della democrazia, e tutto il farlocco ambaradan di giustificazioni più o meno ardite che la classe dirigente del Pd sta usando contro Renzi nasce da un solo comune denominatore: l’ostilità della partitocrazia verso la democrazia cui ha inteso, fin qui purtroppo riuscendoci, sostituirsi.

Per cui, la domanda corretta da porre e da porsi è una sola: non chi ha paura di Renzi, ma chi ha paura della democrazia? E sulla risposta che intenderemo dare, singolarmente e come popolo, a questa domanda, si gioca il nostro futuro e quello del nostro paese.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Chiara

    14 Settembre 2012 alle 13:19

    Caro Marzio, mi duole che ru non colga il mio rispetto, che è qualcosa – se è autentico – che nion nasce dal contraddittorio ma lo precede, basandosi sul riconoscimento della legittimità della diversità di opinioni,
    Detto questo, le mie idee le esplicito da anni, non ho l’ambizione, e dunque la statura, di essere una teorica o una politologa, tantomeno una filosofa – pecco, se così si può dire, di un eccesso di realismo che mi costringe a fare i conti con quanto abbiamo di fronte ed a trarne le debite conclusioni. Dunque, ad esempio, non sono afflitta da Renzismo, perchè quello comporta l’antirenzismo, allo stesso modo in cui non sono mai stata nè berlusconiana nè antiberlusconiana – la logica dell’antitesi è sterile e tossica, l’abbiamo pagata in tutta la nostra storia repubblicana e sarebbe gran tempo, e già da molto, di uscirne ragionando diversamente.
    Vorrei essere a favore di una proposta, tanto per cambiare, e nel progetto di Renzi ci sono idee che condivido ma prima ancora c’è un presupposto che mi appartiene: lo sforzo e la volontà di rivolgersi a tutti, non è banale, fin qui non lo ha fatto nessuno. E non è paraculosmo, come certo mi obietterai, ma un tentativo che dobbiamo deciderci a fare, una buona volta, se vogliamo uscire da questo pantano in cui siamo imprigionati, per colpa nostra, da troppo tempo.
    Quanto a riderne, bè, mettiamola così: se si riesce a dare una spallata forte, finalmente, ne sarò felice, che è cosa un tantino più impegnativa di una risata, se invece questo nin accadrà, allora ti assicuro che non avrò alcuna voglia di ridere.
    P.s. Per tutti: il programma di Renzi è rintracciabile a questo indirizzo: http://www.matteorenzi.it/idee chi vuole, legga, sarà più sensato discutere sui fatti che non sulle intenzioni. Grazie a tutti voi per questo scambio, vivo ed interessante come sempre. Alla prossima.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    14 Settembre 2012 alle 08:59

    Chiara, che tu non condivida le mie idee è sotto gli occhi, meno che le rispetti visto che non mi dici le tue, oltre ai generici contenitori sull’apologia delle libertà, sul ricombio generazionale per mettere la faccia non si sa dove, e sul buon funzionamento dei comparti italiani, tutti contenitori questi ma dentro cosa c’è? A quali cause risali per curarle? Alle furbizie italiche non basta, perché Renzi è un’altra italica furbizia. Allora non te la prenderai se dico che il renzismo è un male contagioso, ma sii certa che anche questa stagione passerà e alla fine ci riderai su.

    Rispondi
  3. Chiara

    13 Settembre 2012 alle 19:19

    Gian Franco, gli argomenti che citi li trovi nel suo programma che è stato messo online nel pomeriggio, c’è un comodo link sul Corrierefiorentino.it
    Scusa se mi ripeto, ma l’ultima direzione del Pd, su cui tanto ti ostini, e sulla quale ti avevo già risposto, aveva un Odg blindato stabilito dalla Segreteria. Nessuno ha potuto parlare, come testimonia la bolgia che ne è seguita e che ieri sera, a distanza di due mesi, Bestani ha avuto – bontà sua – l’onestà di citare come un esempio di pessima gestione da parte della Segreteria.
    Marzio, ogni opinione è legittima. Ho letto la sintesi delle tue idee, le rispetto, non le condivido.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    13 Settembre 2012 alle 16:37

    Cari Chiara e Paolo, che dall’Olanda, da Grillo o Maroni possa avvenire uno strappo antieuropeo ne dubito molto, sia per l’ideologia olandese fondata sulla bigotteria talassocratica, sia per la pochezza dei Grillo e dei Maroni. L’Europa è un incubo sorto dal terrore di due guerre mondiali il cui teatro fiu soprattutto europeo, ma i mandanti stavano altrove, basti pensare che gli States riarmarono a metà anni trenta per avviare il New Dreal e riarmarono prima della Germania. Qua non si tratta di revisionismo, ma di prendere atto che apparteniamo a ambiti generazionali ingannati in gran parte e a arte pilotati a “pensare liberamente”. Che il continente europeo debba scimmiottare nella miserrima figura di Barroso l’illusione di un’unità d’intenti ripropponendo addirittura il discorso sullo stato dell’unione del presidente americano per me è qualcosa di ripugnante. Gli States sono ossessionati dalla realizzazione dell’unione europea per poterla controllare e impedire che molti stati europei scivolino a est, il che sancirebbe la fine della rendita del 1945. Ora non riconosco agli States alcuna statura morale, politica e storica per guidare il mondo, né la riconosco ad alcuna altra nazione. La politica ritrova le sue intime ragioni nell’opporsi ai condizionamenti del più forte e non nel sapercisi adattare in attesa di tempi migliori che non verranno mai. Penso così perché il mio odio verso l’attualità è viscerale, direi religioso se ciò non mi confondesse con tendenze fondamentaliste verso cui non ho alcuna simpatia. Non credo minimamente che il delirio tecnologico ci aprirà un futruro edenico, credo piuttosto che si stia vivendo l’iullusione di un intervallo in cui il dare e l’avere sono ad arte sospesi. In questo conteso, e torno alla ragione del contendere, Renzi, il pifferaio “de noartri”, ragazzuccio ex presidente di provincia sul trampolino di sindaco, ragazzuccio presuntuoso con laurea in scienze politiche ossia in chiacchierologia, si candida per la presidenza del consiglio. Ma abbiamo coscienza di cosa sta in gioco oggi? .

    Rispondi
  5. Paolo Francia

    13 Settembre 2012 alle 13:11

    Marzio, scusa, ma la tua posizione é antistorica, sebbene abbia provocato crisi, l’euro é una conquista che nessuno con un po’ di sale nella zucca possa sperare di annullare o azzerare, pensa europeo, la gente si muove in continuo, la tua posizione é quella de Marine Le Pen, basta che tu ne sia consapevole.
    Chiara, possibile che sia sempre e solo la colpa di chi precede?!? Allora han colpa tutti, il successore di Renzi a Firenze dirà che eredita situazione disastrosa, mi pare troppo comodo, é cosi oggi, ma non ci credo. Quanto a Firenze e al mio mini sondaggio, 2 persone, piu il sottoscritto, sono tre, ma il degrado che si incontra non ha bisogno di sondaggi né numeri, é là , non é un’opinione, é una realtà. Le buche, le ho viste ancora.

    Rispondi
  6. Chiara

    13 Settembre 2012 alle 11:10

    Non hai che l’imbarazzo della scelta: Maroni propone un referendum anti-euro, Grillo vuole uscire dall’euro. Entrambi si presenteranno alle elezioni, dunque potrai votarli. Intanto in Olanda vincono i liberali, si alleano con i laburisti ed escludono le estreme – sarà un caso, ma due quarantenni in grado di parlare chiaro hanno convinto gli elettori con idee di buon senso. Che ci vuoi fare, io la democrazia la intendo così.

    Rispondi
  7. marzio siracusa

    12 Settembre 2012 alle 17:45

    Appunto. Ma quel che incuriosisce in queste botte e risposte estemporanee è la differenza tra chi dice ciò che vuole senza piccarsi nelle disfunzioni nazionali che hanno solo matrice esterna perché è interesse di tanti che da decenni l’Italia sia solo italiaccia, e chi si attarda a decantare le gioie della libertà che nessuno mette in dubbio, ci mancherebbe, ma che hanno bisogno di sale come l’acqua per la pasta, mentre invece le rivendite di sale e tabacchi stanno tutte oltre confine e oltre atlantico. Siamo a un giro di boa reale e Renzi invece sembra uno che ancora s’insaliva l’indice per sapere dove tira il vento.

    Rispondi
  8. Chiara

    12 Settembre 2012 alle 15:14

    Marzio, io nin sono il portavoce di Renzi, domani presenterà il suo programma e potrai comodamente leggerlo per conto tuo. Detto questo, non condivido la tua posizione, legittima ma diversa dalla mia. E questo non ha nulla a che vedere con Renzi, ma solo con le mie opinioni. Tutto qui.

    Rispondi
  9. marzio siracusa

    12 Settembre 2012 alle 12:13

    Voterò chi avrà in programma l’uscita dell’Italia dallo Nato e dall’euro, mantenendo con l’Europa un rapporto di solo partneriato commerciale, e operando per la costituzioe di un’area omogenea quanto a interessi strategici e economici fra nazion nordafricane e balcaniche. Ovviamente denunciando dopo settanta anni lacci e lacciuoli del trattato di pace del 1946. Chiara, fammi sapere se Renzi oltre a mettere la faccia nelle bubbole ha questi punti in programma, fammelo sapere e diventerò un renziano sfegatato.

    Rispondi
  10. Chiara

    12 Settembre 2012 alle 11:52

    Caro Paolo, tu dovresti ricordare bene la Firenze di Domenici e la paralisi letale che ha vissuto per dieci anni, e rimetterci le mani non è stato per nulla facile. Le strade suo finalmente state rifatte, non lo faceva nessuno da un decennio, le biche erano voragini e ci cadevano dentro non solo le persone ma anche le biciclette. Ed è solo un esempio. Due persone non sono un grande campione per un sondaggio. Detto questo, vedi, io non ne faccio una questione sulla persona – che, lo ripeto, non è da sola ma ha un bel gruppo intorno a sè – come invece fai tu, parlando di simpatie ed antipatie “a pelle”. Ragiono su altre tematiche, come ho spiegato nei commenti precedenti.

    Rispondi
  11. Paolo Francia

    12 Settembre 2012 alle 10:11

    Diciamo, Chiara, che te dai fiducia a queata persona , io molto meno, come ti ho già detto una volta, vado a “pelle”, alcune persone le digerisco bene, altre mi restano sullo stomaco. Per rafforzare queste mie sensazioni, l’opinione di 2 persone (posso dire 2 tra i miei piu’ car amici), una mia collega musicista fiorentina che abita alle Cure e un mio amcio che vive là da 11 anni. Ebbene, il loro giudizio é senza appello, Renzi é bocciato! Città caotica, sporchissima, con disagi enormi per chi ha la sfortuna di avere un’auto, degrado, cattivi odori, commerci male in arnese! Insomma, o vivete su altri pianeti, o questa é la fotografia della Firenze gestita da Renzi, mi pare molto semplice. Per confermare il loro giudizio, sono passato una giornata in agosto, sottoscrivo e confermo. Come puoi dare la fiducia a qualcuno che vuole rimettere in piedi l’Italia ma arranca già solo per la sua città?!? Le idee, le parole, la sua gioiosa macchina da guerra dovrà fare i conti con la realtà, non ti pare?

    Rispondi
  12. Chiara

    11 Settembre 2012 alle 12:06

    Paolo, permettimi di spiegarti qualcosa. Il gruppo, molto nutrito, che sostiene Renzi non è affatto composto come tu credi, ne scrissi a Giugno quando fu presentato a Firenze ma brevemente mi ripeterò. Sono persone partite dal basso, andate contro il partito, candidate alle primarie senza aiuti, ma capaci di guadagnarsi la fiducia dei cittadini che li hanno votati. Uomini e donne giovani, pragmatici, preparati, che lavorano e si impegnano quotidianamente in situazioni non facili, soprattuto al Sud, e che mantengono un costante rapporto con i cittadini. E la questione vera, qui, non sta nel credere o non credere, che non stiamo facendo una Crociata, ma nel fare una scelta di impostazione e di approccio diversi. Forse io sarò testarda, ma mi rifiuto di credere che questo paese sia finito e mi rifiuto di accettare le cose così come stanno – e non seguo la logica del cambiare per cambiare, ma come ho scritto in un commento precedete, ragiono si cosa sia ragionevolmente possibile in questo momento.
    Marzio: sulla nostra collocazione internazionale, Renzi si è speso molto nel suo lungo intervento sabato sera a Firenze, io c’ero e nin sarebbe male se chi lo critica a prescindere non si affidasse solo ai resoconti di stampa ma venisse anche ad ascoltarlo di persona, visto che tra l’altro non si sottrae alle domande e risponde a tutti, anche a quelli che lo contestano. Detto questo, però, vorrei aggiungere che se non siamo prima in grado di definire, o meglio ridefinire, chi siamo come nazione, sarà difficile che possiamo spiegarlo al mondo.

    Rispondi
  13. puccio cartoni

    11 Settembre 2012 alle 02:26

    Per contrapporsi ci si arrampica sugli specchi ,ma questo si nota. La contrapposizione tra nuovo e vecchio è vecchia come il mondo ,e ne ha fatto la storia. Però passando attraverso le idee ,che nel caso di questi commentatori non emergono: solo stanchezza ,sfiducia ,demoralizzazione ed incapacità di reazione ,magari seguendo percorsi tracciati da altri (ma condivisi ). Il sistema attuale è stato creato ,passo dopo passo ,per garanzia di autodifesa da parte del Quartier Generale …chiunque cerchi di minarne la solidità è giustamente attaccato con accuse ,sfiducia , ironie , disinformazione e calunnie. La critica va e-liminata ,buttata fuori dalla porta : se entra nel salone , va a rischio la cristalleria accumulata,e il servizio buono!
    Consideriamo che la presunzione non è solo catto- ,ma aleggia intorno a tutti i dispensatori di buoni consigli ( che non riescono a dare cattivi esempi…) , e stendiamo un velo pietoso sugli alti lai espressi al riguardo.

    Rispondi
  14. Paolo Francia

    10 Settembre 2012 alle 23:05

    Scusate se mi intrometto in questo dialogo interssante. Ognuno qui ripete il proprio pensiero, Chiara il suo, come Marzio. Penso che ancora una volta la via di mezzo sia quella piu’ opportuna, Marzio ha ragione, questa classe dirigente nuova cosa sarebbe? Un brancolo di laureati senza lavoro, senza quattrini, che cerca di far successo per pararsi il fondo schiena nei prossimi anni? Ma non vi pare che questo “rottamatore” assomigli sempre di piu’ a un Berlusconi di sinistra (povero), l’ho già detto ma lo ripeto! Vedo il florilegio di clubs, di circoli, di kit Renzi con bandierina, CD del nuovissimo (ma dove?!?) PD, e una bella spilla con la faccia neosa di Renzi/Vespa! No, per favore, già visto, gia dato, passiamo al resto! Renzi, e anche io mi ripeto, vuole rinnovare una cosa che non é piu neppure da rottamare, é già morta, ma “vive” nella rete piu solida di quella dell’Uomo Ragno (ecco, io lui lo voterei subito!), nella quale tutti si sono spartiti la torta, insegnanti, musicisti, lavoratori di ogni tipo, preti rossi come Montale li chiamava, fedeli al Dio unico il Partito Comunista Italiano, del quale anche Renzi é figlio o nipote. Qui c’é una generazione di 20enni, 30enni senza esperienza, né ideali, né preparazione, poi c’é quella dei 40enni sfigati che arrancano a metà tra una vita passata dignitosa,che é defunta, e un presente di vacche magrissime. Chi crede che questa schiera di zombie sia la nuova generazione, si sbaglia! Dopo un devasto, si devono attendere generazioni prima che le cose cambino, non fatevi illusioni.
    Certo, io penso che un pessimista sia un ottimista ben informato e nonostante gli sforzi di Renzi, non credo che quest’ultimo riuscirà a far passare un dinosauro (il suo partito) in qualcosa di presentabile ai giorni nostri, fermo restando che i 50enni e i 60enni che grazie al PCI e al PD han fatto carriera, non gli permetteranno di rovinargli l’esistenza.
    Per carità, puo’ anche essere che Renzi resusciti il dodo (estinto pure lui), ma alla fine dove sarebbe il vantaggio per il Paese? E’ poi cosi certo, Chiara, che l’elezione “come una volta” dei parlamentari abbia prodotto buoni frutti? Berlusconi non aveva forse il suffragio universale?
    Permettimi, Chiara, di non crederci piu’, senno’ a cosa serve avere 40 anni?!?

    Rispondi
  15. marzio siracusa

    10 Settembre 2012 alle 22:27

    Non so come possano essere innovatrici le generazioni che entrarono in politica dopo essere passate per un’infanzia storicamente grassa. Al più ripeteranno la stloria della loro infanzia col pragmatismo bevuto negli asili nido coi puffi incollati alle finestre. La novità di queste generazioni sarà un puffo, e non sono certo responsabile se ancora consideriamo come nell’ottocento il miglioramento della sanità o dell’istruzione grandi battaglie politiche. Per me le questioni sono altre e precisamente legate ad un matamento radicale della nostra collocazione internazionale. Ti sembra Chiara che le nuove generazioni di politici siano disposte a impegnarsi su questo punto da cui cala il resto della politica interna italiana? Senti qualcuno affermare che dopo lo sciglimento del Patto di Varsavia anche la Nato deve chiudere bottega? Indicami un nuovo politico che predichi questo nel suo programa e lo voterò. Ma per queste battaglie occorrono attributi veri, e non baggianate da oratorio, polemichette prefabbricate nel chiuso d’un cortile asfittico.

    Rispondi
  16. Chiara

    10 Settembre 2012 alle 14:44

    Caro Marzio, la credulità è cosa che non mi,riguarda. Ti sembrerà strano ma io, nel mio piccolo, ragiono – bene o male, ma ragiono. La greppia sta in mano alla banda di cariatidi che ci governa da una vita e che ci costa l’iradiddio, tanto per cominciare. In estrema sintesi, solo perchè non voglio ripetere quanto scrivo da anni per nin annoiarti, ritengo che sia preferibile pagare il costo degli eventuali errori di inesperienza di una giovane classe dirigente, cosa che riterrei comunque un investimento sul futuro, piuttosto che continuare a pagare l’immane costo della Casta, che è invece un investimento a fondo perduto. Detto questo, aggiungo che tutto lo sforzo profuso dai coloro che intendono svuotare la competizione elettorale di ogni significato, ruota sul concetto che tanto siamo obbligati a fare ciò che l’Europa ci impone – bene, ma come mai non si dice che il risanamento del bilancio ed il taglio della spesa pubblica sono in ogni caso l’unica via da seguire se vogliamo evitare la bancarotta, a prescindere da cosa vuole la Merkel, ma che la vera partita, quella che dovrebbe intestarsi la politica, se ne avessimo una, si gioca sulle riforme – lavoro, pensioni, istruzione, giustizia – e sulla innovazione – tecnologica, progettuale?! Forse perchè nessuno degli attuali leaders è minimamente in grado di occuparsene, per manifesta incapacità e per non andare contro i propri elettori di riferimento – mica i cittadini, per carità, ma le lobbies barie ed eventuali.
    Orà, ognuno è libero di cercarsi le risposte dove vuole, ma a me, in questo momento, sta bene ascoltare gente postideologica – anche solo per motivi anagrafici – pragmatica ed in grado di capire e di muoversi nella contemporaneità, visto che dovrebbe essere la dimensione in cui dovremmo collocarci, invece di continuare a stare negli eterni anni ’50 del secolo scorso.

    Rispondi
  17. marzio siracusa

    10 Settembre 2012 alle 13:24

    Il gruppo di giovani amministratori non si candida al ricambio della classe politica ma è in fila alla greppia recitando di cambattere una battaglia decisa da tempo dai padroni stranieri dell’Italia. Occorre un nuovo nazionalismo e i tuoi giovani amministratori mi sembrano solo mezze cartucce peggio dei loro padri e nonni. C’è un limite alla credulità.

    Rispondi
  18. Chiara

    10 Settembre 2012 alle 09:43

    No Marzio, non mi pare, ferma restando naturalmente la legittima diversità di opinioni. Se Renzi è indubbiamente il frontman di questa battaglia, accanto a lui c’è un gruppo nutrito e convincente di amministratori che si candida a diventate nuova classe dirigente. La battaglia non è finta, affatto, se lo fosse non spaventerebbe nessuno, e Renzi si sarebbe accontentato, con minor fatica e certezza del risultato, di fare il delfino di uno dei maggiorenti del partito. E non la penso come te neanche riguardo ai contenuti, perchè l’approccio pragmatico e decisamente liberal ai problemi di questo paese c’è ed io lo condivido.

    Rispondi
  19. marzio siracusa

    10 Settembre 2012 alle 09:27

    ” Meglio arroganti che vigliacchi! ” . Parole folgoranti e ricche di ardimento politico del tipo “Si serve la patria facendo la guardia a un bidone di benzina “, parole con cui Renzi si mette in gioco per battaglie all’ultimo sangue quanto immaginarie, per un pubblico assetato di novità storicamente impossibili. L’arlecchinata lapirkennediana di Renzi è la nipotina arricchita della paccottiglia ex stalinista toscoromagnola, stessa supponenza, stessa improntitudine taumaturgica, stessa mitologia del nuovo risolutore ma inesistente. Infine, stessa cattopresunzione aggiornata. Così è se vi pare..

    Rispondi

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