Manca il buon senso. A destra come a sinistra. I fischi ai senatori a vita che hanno votato in modo compatto la fiducia al Governo Prodi, ma c’era davvero qualche dubbio in proposito?, ne sono un esempio. Certo. Da un punto di vista etico non è molto corretto che chi non è titolare di un mandato popolare alteri con il suo voto il responso delle urne ma è anche vero che la legge non lo vieta e che in altre occasioni quel voto è stato usato su altri versanti, come ha prontamente ricordato Francesco Cossiga. Quindi che senso ha avuto la protesta della Cdl? Solo quello di manifestare il disappunto per una sconfitta sul filo di lana. Non è così però che si fa politica. L’opposizione, anche la più dura, va fatta sulle questioni concrete, sulle scelte che si appresta a fare il nuovo Esecutivo. Bisogna spiegare alla gente perché una cosa si ritiene giusta e un’altra sbagliata, a cominciare ad esempio dalla devolution che sarà sottoposta al voto confermativo del referendum alla fine di giugno. Nell’ottica del centro destra non c’è dubbio che una vittoria del si metterebbe in grave difficoltà il governo mentre di converso una vittoria del no darebbe alla fragile maggioranza di Prodi nuova spinta per andare avanti. Stessa mancanza di buon senso a sinistra. Prendendo proprio spunto dai fischi in senato il neo presidente Marini ha rivolto all’opposizione un duro rimprovero: “Basta liti, è l’ora del dialogo”. Strana concezione della politica e della logica, quella di Marini. Ma come? Fino ad ieri, con Berlusconi al governo, il centro sinistra sparava a palle incatenate sulla maggioranza, alterando fino al ridicolo anche la realtà dei fatti, che dire ad esempio della situazione economica che da disastrosa che era, in soli tre giorni, è diventata quasi buona? E perché ora la vecchia maggioranza diventata opposizione dovrebbe riservare ai nuovi governanti un trattamento diverso? Se davvero il centro sinistra avesse voluto perseguire la strada del “deponiamo le armi” avrebbe adottato per le nomine dei vertici istituzionali del Paese una strada completamente diversa. Così non è stato e per invertire la tendenza servono fatti e non sermoni. Crediamo davvero che di demagogia e populismo il paese sia stanco.
Demagogia e populismo. La politica italiana non sa volare alto
Da un punto di vista etico non è molto corretto che chi non è titolare di un mandato popolare alteri con il suo voto il responso delle urne ma è anche vero che la legge non lo vieta e che in altre occasioni quel voto è stato usato.

E’ vero, dalla passata opposizione, la C.diL. ha dovuto subire di tutto, insulti, menzogne e non ultime, le azioni delle cosiddette “toghe rosse”. Cosa pretendano ora quelli della nuova maggioranza non è accettabile e comprensibile. Quello che per me è incomprensibile, visto che siamo in regime di “pari condizione” perchè mai a presidenti della repubblica (minuscola voluta) chiaramente di parte sia stato permesso di eleggere senatori a vita solo personaggi della loro parte senza nulla togliere al valore individuale (anche oscar luigi scalfaro?).