
“Se Israele volesse davvero spianare Gaza, quanto ci metterebbe? Non staremmo certo qui a parlarne”
Gaza è minuscola. Un francobollo di terra lungo 40 chilometri. Nessuna difesa aerea, nessun rifugio, nessun alleato che possa intervenire davvero.
Israele ha F-35, droni, bombe intelligenti, ricognizione satellitare, artiglieria, missili di precisione. Se volesse cancellare Gaza dalla faccia della Terra, potrebbe farlo in circa 72 ore, forse anche meno.
E invece no. Israele ha scelto l’opzione più lenta, più costosa, più sanguinosa. Entrare casa per casa, inseguire Hamas nei tunnel, combattere in mezzo ai civili. Perché? Perché l’obiettivo non è sterminare un popolo, ma smantellare Hamas. E Hamas combatte sotto le scuole, dentro gli ospedali, nei rifugi umanitari, usando i civili come scudi.
Chi parla di genocidio questo lo sa. Ma lo ignora. O lo nasconde. Perché dire “Israele vuole annientare Gaza” fa scena. Scalda le piazze. Fa indignare. Ma è falso.
Se Israele volesse davvero annientare Gaza, l’avrebbe già fatto. Grozny, Mosul, Fallujah lo dimostrano: quando una potenza militare decide di radere al suolo una città, ci riesce. E senza che nessuno muova un dito.
Qui no. I palestinesi non sono stati sterminati. Non ci sono campi, né deportazioni. Non c’è un piano per cancellarli. C’è una guerra, durissima, tragica, sporca. Ma non uno sterminio.
E allora diciamola tutta. Se Israele volesse davvero fare quello di cui viene accusato, oggi non ci sarebbe più nulla da accusare nè discutere.
Datevi pace.
Piero Terracina

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