Poco più di due mesi di vita del nuovo governo. Se il buon giorno si vede dal mattino è già chiaro chi comenfa nella coalizione guidata da Prodi. C’è un asse Ds-Margherita che prende tutte le decisioni più importanti e poi chiama gli altri partiti e partitini alla ratifica. Dal canto loro tutti coloro che non fanno parte dell’asse cercano di condizionare il governo attraverso una serie continua di dissensi e di prese di posizioni che comunque, almeno per ora, non sfociano in nessuna rottura. E’ così sull’Afghanistan, è così sulla manovra economica. La situazione è resa più complicata dal fatto che tutti, dal loro punto di vista, hanno ragione. Ha certamente ragione il polo riformista rappresentato dai Ds e dalla Margherita. Sul piano internazionale il Paese non può dissociarsi più di tanto dall’alleanza con gli Stati Uniti e gli altri paesi occidentali, sul piano interno bisogna adeguare con urgenza all’Europa l’intero sistema economico. Ma a ben guardare non ha torto nemmeno la sinistra alternativa. Fino ad oggi infatti le scelte fatte da Prodi sono perfettamente in linea con la politica di Berlusconi. Non c’è stata nessuna “svolta”. Anche la misura più nuova, l’annunciato ritiro dall’Iraq, avviene nei tempi e nei modi già previsti dal precedente esecutivo. In economia abbiamo sentito tante belle parole sull’equità e su chi dovrà sobbarcarsi i sacrifici, ma sul piano dei fatti, e su quello delle intenzioni annunciate a mezza voce, abbiamo visto provvedimenti che non aveva avuto il coraggio di prendere nemmeno Tremonti. E’ il caso delle liberalizzazioni. Parziali quanto si vuole, certo insufficienti ma comunque liberalizzazioni che andavano fatte. Nei prossimi mesi la situazione non cambierà. I dissensi interni aumenteranno, una parte della maggioranza coprirà il ruolo di una opposizione di sinistra e un’altra parte, soprattutto l’Udeur e in parte anche lo Sdi, coprirà il fronte dell’opposizione di centro destra. Il bastone del comando però resterà saldamente nelle mani del trio Prodi-D’Alema-Rutelli. Il momento della verità arriverà con la Finanziaria. Se la trimurti supererà lo scoglio, la maggioranza reggerà, nonostante l’esiguità dei numeri in Senato.
Decidono tutto DS e Margherita. La sinistra mugugna e fa l’opposizione ma per ora Prodi non corre rischi
C’è un asse Ds-Margherita che prende tutte le decisioni più importanti e poi chiama gli altri partiti e partitini alla ratifica.

Lascia un commento