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Decapitate le milizie: ora tocca agli iraniani

L’eliminazione di Ali Larijani, insieme a quella di Gholamreza Soleimani, capo dei Basiji, è una svolta strategica, è un invito, un’apertura della fase della guerra in cui la gente possa avanzare verso il tentativo di prendere il potere attraverso la rivoluzione nelle strade, e effettuare un cambio di regime, finalmente. Netanyahu l’ha detto nel suo messaggio di annuncio dell’operazione: “Abbiamo agito per destabilizzare il regime così da dare al popolo iraniano la possibilità di rimuoverlo”. È il vostro turno. E ha augurato un nuovo anno di libertà. Potrebbe anche avere qualche sviluppo nelle prossime ore con i fuochi tradizionali della festa zoroastriana del fuoco, Chaharshanbe, proibiti dal regime: invece Reza Pahlavi ha invitato intanto a uscire e a accendere i fuochi.

di Fiamma Nirenstein | 19 Marzo 2026

L’eliminazione di Ali Larijani, insieme a quella di Gholamreza Soleimani, capo dei Basiji, è una svolta strategica, è un invito, un’apertura della fase della guerra in cui la gente possa avanzare verso il tentativo di prendere il potere attraverso la rivoluzione nelle strade, e effettuare un cambio di regime, finalmente. Netanyahu l’ha detto nel suo messaggio di annuncio dell’operazione: “Abbiamo agito per destabilizzare il regime così da dare al popolo iraniano la possibilità di rimuoverlo”. È il vostro turno. E ha augurato un nuovo anno di libertà. Potrebbe anche avere qualche sviluppo nelle prossime ore con i fuochi tradizionali della festa zoroastriana del fuoco, Chaharshanbe, proibiti dal regime: invece Reza Pahlavi ha invitato intanto a uscire e a accendere i fuochi. Con Larijani, Israele porge al popolo iraniano una seconda decapitazione del regime dopo Khamenei: è stato un gioco d’azzardo, sul filo dei minuti, a duemila chilometri di distanza, sulla base di informazioni preziose quanto lo è l’aiuto che il Mossad riceve senza intervallo dagli iraniani che vogliono la fine del regime.

Ali Larijani si era esibito fra la gente nella marcia di Venerdì per il “giorno di Al Quds”, e poi firmando un documento in memoria dei marinai iraniani caduti in cui si dichiarava pronto alla morte da shahid alla ricerca della santità. Era il rappresentante più importante del regime. Capo dall’agosto 2025 del Consiglio Supremo Nazionale per la Sicurezza, era parte dominante delle decisioni del regime: guidava la strategia imperiale dell’Iran, la decisione di distruggere Israele tramite i proxy pagati per uccidere, la corsa al nucleare, il rifiuto della tregua con Trump sulla rinuncia alla bomba, l’attacco ai paesi arabi. Era un boia senza freni morali, senza il quale non si sarebbe presa la decisione di uccidere, negli anni, chiunque cercasse la libertà dal regime, dissidenti, donne, gay. La gigantesca strage delle decine di migliaia e certamente riferibile a lui, e suo complice essenziale è stato il capo dei basiji a sua volta eliminato a Teheran, Gholanreza Soleimani.

La sua milizia è il terrore di ogni cittadino, il bullo armato e sanguinario col turbante che arriva sulla motocicletta carico di morte. Mentre Soleimani veniva giustiziato insieme al suo vice Qasem Kuraishi un migliaio di Basiji venivano eliminati in varie città iraniane, gli assassini che terrorizzano i giovani sono impauriti e ridotti di numero. Larijani non era divenuto Guida Suprema solo per la mancanza di una carica religiosa, ma era il solo che potesse comandare contemporaneamente l’IRGC, le Guardie della Rivoluzione, e Mojtaba Khamenei, o quel che resta di lui. Larijani mentre condannava pubblicamente a morte Israele e gli USA amava tuttavia posare da moderato; la sua famiglia era ricca e corrotta, suo fratello un importante giudice. Ma a figlia è un’assistente professore all’università di Atlanta e suo nipote alla Glasgow Caledonian University, mentre lui ha massacrato i suoi compatrioti nelle ondate di repressione dal 2009 fino a oggi. Un astuto politico dedito a bloccare il popolo da libertà e da comunicazione. Anche ieri sono stati arrestati stranieri e iraniani e tagliate le istallazioni Star Link. Se la sua sparizione dalla scena aiuterà a superare la paura dopo le recenti stragi, non si può prevedere… Ma almeno ora la gente si sente aiutata, osservata, forse accenderà il fuoco zoroastriano. Tanti auguri.  

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/decapitate-le-milizie-ora-tocca-agli-iraniani-6596.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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