Moralisti e moralizzatori hanno tutti dimostrato una certa propensione per le medesime debolezze alle quali avevano dichiarato guerra senza quartiere.

Di Pietro è di tutti l’apripista. Voleva essere ricordato come “eroe di Mani Pulite”. Ma questa immagine è presto, politicamente, sbiadita fino a risultare completamente cancellata da scatole di scarpe piene di soldi, Mercedes di lusso, partiti padronali troppo simili a società immobiliari, incarichi di governo che apparivano più atti di gratitudine che tributi alla sua competenza.
La Lega di Bossi era solita agitare cappi di fronte a ladri e malfattori nel nome della Padania prossima ventura, nella quale avrebbe albergato la stirpe dei produttori, essendone bandita quella dei mantenuti da Roma ladrona. Una banca di troppo, quote latte violate e messe in conto a Roma, un paio di figli ed uno spregiudicato tesoriere di questo immaginario Belsito diedero presto la dimostrazione che Lega e leghisti non sembravano eroi da operetta. Lo erano realmente.
Fini ed i suoi, in nome della morale e della onestà, erano soliti accerchiare Montecitorio quando il Parlamento pullulava di malfattori. Galeotto fu il cognato, divenuto padrone di casa a Montecarlo “ad insaputa” del leader. Er Batman- Fiorito, dal canto suo, era uno degli “eroici” lanciatori di monetine a Craxi quando era un promettente virgulto del neofascismo e ne ricavò il premio di SUV, viaggi, ostriche e volgarissima pecunia non appena conseguiti i giusti onori per cotanta militanza.
A sinistra, poi, tutti, per definizione, avevano le mani pulite. Se qualche miliardo prendeva la via di Botteghe Oscure, si perdeva in ascensore e ne risultava lavato. I faccendieri agivano in proprio e non per il partito. I magistrati ci credevano e, talvolta, erano proprio i PM a trovare le prove di ciò. Tanto era pulito il partito, che gli stessi magistrati che lo avevano indagato non trovavano disdicevole, finito il loro lavoro, rappresentarlo in Parlamento o altrove. Né era di ostacolo una certa propensione a scalare banche o acquistare quote di società autostradali a prezzi non propriamente di mercato.
Insomma, moralisti e moralizzatori hanno tutti dato delle delusioni a chi era andato loro dietro o aveva fatto finta, dimostrando una certa propensione per le medesime debolezze alle quali avevano dichiarato guerra senza quartiere.
Noi, che delusi non siamo perchè non ci avevamo creduto nemmeno per un attimo, tuttavia tremiamo ad un pensiero. Dovere domani scoprire le debolezze della Bocassini e degli altri PM dei festini di Arcore per le stesse inclinazioni di Berlusconi. Che almeno questo ci sia risparmiato.

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