Ne risentiremo parlare
La candidatura di De Corte avrebbe rappresentato una scelta più tecnica, capace di allontanare dallo Ior tutte quelle nuvole nere che da tempo incombono sulla banca vaticana.

Nato nell’agosto del 1944 a Poperinge in Belgio, De Corte è un fiammingo di matrice cattolica dai tratti signorili e nello stesso semplici. Sposato con un’italiana, ha tre figli. Studia sodo, laureandosi a Liegi in ingegneria e a Lille in economia. Nel 1969 inizia una brillante carriera manageriale, dapprima in una società belga di consulenza, la Sobemap del gruppo Sema, dove si occupa di marketing industriale, e poi in una sorta di Confindustria belga della metalmeccanica e della plastica, la Fabrimetal. Il salto decisivo lo fa però nel 1973 entrando in Cobepa, holding di partecipazioni quotata in Borsa del gruppo Paribas, dove rimarrà fino al 1987 come membro del management committee. Tra le tante operazioni finanziarie di cui si occupa, c’è anche l’acquisizione di una società quotata che ha in portafoglio una partecipazione italiana, l’Acquedotto Vesuviano, che De Corte salva dai debiti e ristruttura.
Questo primo contatto con l’Italia, complice anche la moglie calabrese, lo induce ad accettare la proposta di diventare ceo di Paribas Finanziaria a Milano, cosa che gli consente di conoscere bene il nostro mondo finanziario e imprenditoriale (per esempio, gli Astaldi). Dopo aver ricoperto ruoli apicali in primarie società europee, e dopo aver “rischiato” di finire a Société Générale (fu il lancio della famosa opa poi fallita di De Benedetti a bloccare quel trasferimento), nel 1987 De Corte si mette in proprio, creando un gruppo di società di consulenza nei servizi finanziari, di investimenti immobiliari in Belgio e di attività diversificate (tra cui la proprietà e la gestione di un albergo, Sirio, a Ivrea, acquistato cinque anni fa dalla famiglia Vescovo). .
Ma le sue vere passioni sono l’insegnamento – da 40 anni insegna all’Università Cattolica di Lille, e in particolare nella scuola di management Edhec – e il volontariato, che esercita come fondatore ed executive director de La Maison Heureuse di Liegi, che si definisce welfare organization per i bambini disabili, in particolare africani. Due impegni, cui De Corte dedica tempo e denaro, che spiegano le occasioni di frequentazioni vaticane.

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