La storia e’ una serie di eventi le cui reazioni e conseguenze sono determinate dal clima politico, economico e culturale del momento.
E’ impossibile oggi comprendere la politica estera americana degli ultimi 20 anni se non si torna indietro nel tempo, alla fine del XX secolo.
Allora l’America era all’apice della sua potenza, era finito il duello ideologico tra marxismo e capitalismo e quindi anche il rischio di guerra nucleare, la globalizzazione dei mercati e della finanza aveva prodotto una crescita economica mondiale senza precedenti. Questa situazione aveva portato il politologo americano Fukuyama ad affermare che ormai la Storia era finita, nel senso delle confrontazioni.
L’uomo, il leader del momento era Tony Blair che con la sua intelligenza politica, visione, capacita’ di analisi e comunicazione vide l’opportunita’ per ispirare un nuovo ordine mondiale. Tony Blair se si fosse interessato solo di politica interna, sarebbe stato ricordato tra i piu’ grandi primi ministri della gloriosa storia del Regno Unito, purtroppo quelle sue capacita’ furono anche il suo limite perche’ da quale grande pifferaio-incantatore che era, trascino’ le potenze occidentali in avventure militari fallimentari.
Nel 1999 a Chicago, in un convegno Tony Blair presento’ la sua Doctrine of the International Comunity, cioe’ la sua visione di regole e principi, quale codice di condotta per le relazioni economiche, politiche e militari tra i membri della comunita’ internazionale. Per quanto riguardava la politica, ad esempio, auspicava l’adozione di un modello economico “terza via”, un ibrido tra neoliberismo e mercato sociale.
In seguito fu anche organizzato un convegno su quel tema a Firenze con la presenza di Clinton, Blair, Prodi e D’Alema.
Per quanto riguardava la sicurezza internazionale, teorizzava che la comunita’ internazionale doveva intervenire militarmente contro gli Stati-canaglia colpevoli di etnocidio come l’Irak di Saddam Hussein con la gassificazione dei Kurdi e la Yugoslavia di Milosevic con la pulizia etnica in Kossovo. E, particolare importante, non solo si sarebbe dovuto intervenire militarmente per cambiare regime di questi stati, ma l’occupazione militare doveva durare fino a quando si sarebbe instaurato una democrazia parlamentare, cioe’ la teoria dello State Building
Quando due anni dopo avvenne l’attentato alle torri gemelle, il presidente Bush invece di organizzare un’operazione di polizia per catturare Bin Laden ed i suoi seguaci, adotto’ la dottrina Blair e dichiaro’ guerra al terrorismo internazionale e con la NATO invase l’Afghanistan dei Talebani. L’Afghanistan e’ sempre stato la tomba degli imperi, solo Alessandro Magno ne e’ passato indenne mentre gli imperi britannico, sovietico e adesso quello americano sono stati costretti a fuggire.
Dopo l’apparente iniziale successo militare in Afghanistan, il duo Bush-Blair, ma senza la NATO, seguendo questa dottrina interventista decise di invadere l’Irak per cambiare regime. L’idea o meglio l’illusione di questo progetto era che, come nell’ultima guerra mondiale gli anglo-americani avevano liberato l’Europa dal nazifascismo e fatto rinascere le democrazie, cosi’ un Irak post Saddam democratico sarebbe stato un esempio in tutto il Medio-Oriente.
L’ironia della sorte e’ che la dottrina Blair per interventi umanitari, nata con le piu’ nobili e sincere intenzioni per impedire stragi negli Stati-canaglia, alla fine dopo 20 anni si puo’ dire che le ha favorite ed in piu’ si sono avuti questi danni “collaterali”.
Diffidenza, polarizzazione, alienazione tra il mondo dell’Islam e quello occidentale.
Il tentativo di estirpare al Quaida con la guerra ha moltiplicato i movimenti terroristici in tutto il mondo.
Molti stati autoritari come Cina, Russia, Filippine, Yemen ed altri usano la scusa della guerra al terrorismo per eliminare avversari, dissidenti e minoranze etniche.
Grande spreco di risorse per produrre morte e distruzione, solo la guerra in Afganistan e’ costata 8000 miliardi di dollari in 20 anni.
Ha minato la credibilita’ delle Nazioni Unite ed il multilateralismo in generale.
L’intenzione della nuova amministrazione americana e’ di continuare questa politica interventista ma senza usre le truppe e combattere il terrorismo dal cielo con aerei e droni, anche se questo tipo di attacchi ha causato 22000 vittime tra la popolazione afghana.
Continuare questa politica di interventi militari e’ folle e come spiegava Einstein la definizione di follia e’ ripetere gli stessi errori pensando di ottenere risultati diversi.
Alex Magno

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