• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ddl Zan: le intenzioni erano buone ma il testo purtroppo no

Se una legge non ha un testo e un meccanismo coerenti con il suo intento, quell’intento si dissolve e può persino contraddirsi.

di Raffaello Morelli | 7 Novembre 2021

Tra fine giugno e i primi di luglio,  scrissi due articoli, intitolati “Irricevibile”  e “Irricevibile 2”, a proposito della nota consegnata a nome del Vaticano dal Cardinale Gallagher  al Ministro degli Esteri italiano, circa i contenuti del ddl Zan, giunto in Senato dopo l’approvazione alla Camera, i quali, per la nota,  “riducono la libertà garantita alla Chiesa cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato”.

Il primo articolo  affermava che la risposta italiana alla nota (secondo cui il Concordato determinerebbe le scelte delle Camere) avrebbe dovuto consistere nella parola “irricevibile”, poiché non dirla, avrebbe compromessa l’autonomia del Senato nel decidere. Il secondo articolo prendeva atto che le dichiarazioni dei renziani di Italia Viva rendevano evidente che il ddl  Zan non aveva i voti e che una decisione del Senato sotto l’incombere della nota verbale del Vaticano sarebbe stata distorcente qualsiasi ne fosse stato l’esito. I perdenti avrebbero attribuito la sconfitta all’ingerenza della Chiesa, in un senso clericale o nell’altro anticlericale.

Il Ministro degli Esteri – nonostante il Presidente del Consiglio avesse già detto in Senato “il nostro è uno Stato laico, non confessionale” –  è rimasto immobile prigioniero dei suoi burocrati. L’ennesima riprova che il M5S , utilissimo nel 2018 nello spezzare la catena  del modo di governare contro i cittadini della sinistra e della destra, non riesce, per mancanza di cultura e di esperienza, a compiere scelte davvero coerenti a favore dell’affidarsi ai cittadini.

L’immobilismo del Ministro non ha liberato il Senato dal macigno incombente. Così a fine ottobre la decisione dell’aula di bloccare l’esame del ddl Zan, ha innescato da parte del PD, M5S e LEU alti lamenti per l’arretramento civile anche su spinta vaticana. Ciò è molto negativo, perché fa apparire l’Italia un paese a sovranità limitata rispetto al clericalismo. Il che nel 2021 è un difetto davvero imbarazzante.

Per di più, non dichiarare la “irricevibilità” della nota di monsignor Gallagher, ha aperto la strada ad un secondo grave spregio delle pratiche della democrazia rappresentativa. Il gruppo dei guardiani del testo Zan (a cominciare dallo stesso Zan e dalla Cirinnà, che hanno convinto il Segretario del PD, dallo scorso luglio fino a tre giorni pima il voto, a escludere ogni trattativa sul testo) non ha voluto tener conto dei rapporti di forza in Senato. E invasati dalla propria tracotanza nel rifiutare la realtà, hanno preteso di imporre  la propria assurda tesi illiberale.

Vale a dire che enunciare un’intenzione (nel caso il laicissimo principio  di chiedere una norma che favorisca il rispetto per la diversità ed impedisca l’odio e le discriminazioni) sia sufficiente per fare una legge  in tal senso. Non è così. Se una legge non ha un testo e un meccanismo coerenti con il suo intento, quell’intento  si dissolve e può persino contraddirsi.  Ed è appunto il caso del ddl Zan, che nelle definizioni e nelle premesse contiene alcuni aspetti contraddittori, ai limiti della incostituzionalità, oltre che estranei  agli obiettivi enunciati. In ogni caso, di certo ritenuti tali da svariati gruppi di senatori (non solo della destra). Stante la situazione, la fisiologica prassi della democrazia rappresentativa  avrebbe chiesto una trattativa tra le due parti per gli opportuni aggiustamenti del testo del ddl Zan (cosa che il Segretario PD ha chiesto all’ultimo tuffo quasi per forma). Ma trattare doveva significare disponibilità ad accogliere le modifiche richieste. Invece nulla.

I guardiani del ddl Zan si ritengono depositari dell’unica verità. Criterio sempre errato, ancor più se non si ha la forza per imporlo. I guardiani hanno perso  nelle urne per 23 voti, ma valutazioni assai realistiche indicano che, rispetto ai gruppi votanti alla Camera, è mancata una quarantina di voti , considerati gli aiuti venuti da Forza Italia. Eppure neanche la disfatta ha indotto i guardiani a più miti consigli. Domenica 31 ottobre Repubblica ha pubblicato una surreale intervista dell’on. Zan. Tocca le questioni del mondo ed elude i limiti del testo del decreto individuati pure dagli ambienti della sinistra, degli omosessuali e del femminismo. Giungendo ad affermare che continueranno a portare in parlamento la voce delle piazze. Sempre eludendo la questione  essenziale di quale testo dare alla legge.

L’ultimo quadrimestre della vicenda Ddl Zan ha messo a nudo gravi limiti tra i Parlamentari. Che non sono solo il comportamento da stadio del centro destra  dopo lo scatto della tagliola nel voto contro il ddl Zan, episodio esecrabile ma di scarso peso effettivo. E’ soprattutto la cultura  del voler imporre le proprie posizioni a prescindere dal confronto e dei punti di vista diversi, nonché  rifiutando l’idea liberale per cui un principio concettuale aperto ai cittadini funziona solo se si traduce in un testo di legge coerente con la cornice della Costituzione.  Emerge sempre più con chiarezza come sia indispensabile che anche in Italia si formi una formazione delle libertà, nel nome e nei comportamenti, che spinga la maggioranza (i non liberali e gli illiberali) ad adottare il metodo laico liberale quale bussola nell’incentrarsi sul cittadino ed il suo relazionarsi individuale.

Raffaello Morelli

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: centro destra, chiesa, chiesa cattolica, costituzione, democrazia, diversità, intervista, italia, Liberali, mondo, parlamento, pd, presidente del consiglio, punti di vista, repubblica

Info Raffaello Morelli

Per lunghi anni esponente del Partito Liberale Italiano, del quale è stato Vicesegretario nazionale, è stato Consigliere Regionale per la Toscana. Tra i promotori del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati e di quello per la riforma Democratica, nonché del referendum per la Riforma ELettorale del 1992. E’ stato vice Presidente del Comitato contro il referendum Renzi del 2016 e componente del Comitato per il SI alla Riduzione dei parlamentari nel 2021.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti