• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Dallo Stato comunista allo stato caporale

L’Italia continuerebbe ad essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, se solo si ricordasse che oggi il vero Stato è L’IMPRESA, perché è l’impresa che mantiene popolo e Stato.

di Franco Luceri | 17 Gennaio 2016

L’Umanità rincorre almeno da diecimila anni il miraggio della pace. Più gli corre dietro, più il miraggio accelera e si rende inafferrabile. E posto che l’unica finalità alternativa alla pace è la guerra; resta solo da capire se è ancora valida l’intuizione di Marx riguardo al lavoro, come mezzo per fondare uno Stato di diritto che persegua la pace sociale e mondiale.

E per quel poco che ho capito io, nessuno ha ancora inventato un elemento alternativo al lavoro, altrettanto valido su cui fondare lo Stato. Quindi può dirsi Stato, solo l’istituzione che attraverso il lavoro produttivo di ricchezza garantisce dignità e vita a l’intero popolo. E ferma restando questa concretissima e immutabile finalità, l’unico soggetto oggi capace di perseguirla, (alternativo allo Stato comunista ormai rottamato a livello mondiale) è l’impresa.

Da quanto premesso si deduce chiaramente che tutta la costruzione filosofico-giuridica posta a fondamento degli Stati liberali è spazzatura allo stato puro, perché del comunismo ha rottamato tutto ma non la cultura marxista che giustamente negli Stati socialisti considerava il padrone un nemico da combattere accoppandolo giuridicamente.

Giustissima pretesa quando gli Stati erano datori di lavoro, produttori di ricchezza in proprio e pagatori di salari; ma oggi quel modello di Stato non c’è più, quindi manca lo Stato. Quello frettolosamente battezzato liberale, per colmare il vuoto giuridico lasciato dal defunto Stato comunista, (dopo aver privatizzato pure i cessi delle stazioni di campagna, di fatto è uno Stato caporale che assume lavoratori in proprio ma li paga con i soldi altrui tar-tassando le imprese. E in tutto ciò non ci sarebbe nulla di male, se dovendosi porre al servizio dei lavoratori, lo Stato avesse capito l’importanza prima di tassarle, di proteggere le imprese per salvaguardare lavoro, guadagno, e pace sociale per tutti.

Invece, come un cane tignoso incurabile, nessuno è riuscito a debellare negli ex Stati comunisti riciclati finti liberali e caporali veri, la cultura del disprezzo e dell’odio nei confronti degli imprenditori e dei banchieri, considerati padroni sfruttatori, corrotti, evasori, elusori, falsificatori, truffatori, bancarottieri e ladri. E chi più ne ha più ne metta.

Insomma, giusto per capirci, una classe dirigente di oltre sei milioni di addetti pubblici, fra politici, giudici, burocrati, giornalisti e professionisti che in Italia lavorano in perfetta sincronia per sfruttare e derubare due milioni di imprenditori presunti evasori e nemici del popolo e dello Stato, di cui una sfacciata maggioranza di pezzenti che producono appena per vivere e che affamano i loro figli per pagare le tasse, o che attingono prestiti usurai per pagare tasse rapina, non poteva che generare quel collasso socio, politico, economico, che porta gli Stati al default e i popoli alla guerra civile.

E pure il concetto filosofico su cui potrebbero reggersi gli ex Stati comunisti oggi caporali è semplice. L’Italia continuerebbe ad essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, se solo si ricordasse che oggi il vero Stato è L’IMPRESA, perché è l’impresa che mantiene popolo e Stato. E chi abusando del potere pubblico uccide o istiga alla fuga o al suicidio gli imprenditori che dovrebbe proteggere per il bene dei lavoratori pubblici e privati, condanna in un colpo solo alla fame e guerra civile popolo e Stato.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, classe dirigente, comunismo, disprezzo, italia, lavoro, Liberali, repubblica, socialisti, soldi, tar, tasse

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti