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Dalla parte dell’Ucraina

L’Italia non possiede una grande esperienza in trattati di pace, in genere li hanno sempre scritti altri paesi al suo posto. Oltretutto capitava che non li comprendessero il Foscolo e D’Annunzio, figurarsi Natalie Tocci. Se fossero state diramate le bozze di intesa elaborate dal piano Kissinger per la pace fra Egitto ed Israele del 1974, si sarebbe pensato che l’America volesse distruggere lo Stato ebraico. Per lo meno, Moshe Dayan, avendole lette, voleva lasciare il governo, non prima di aver massacrato la seconda armata egiziana accerchiata nel deserto del Sinai. Un modo per finire in grande stile. Anche Golda Meir fu sul punto delle dimissioni. Per non parlare delle incredibili concessioni all’Unione sovietica. Di sicuro Nixon e Breznev trescavano chissà quali sordidi interessi. Mica che Kissinger strappando l’Egitto all’Urss si preoccupasse di trovare il modo di addolcire una purga amara. Soprattutto, il punto essenziale è che Israele era sopravvissuta grazie al sostegno americano, non certo per quello europeo, e l’America era alleata di Israele, non della Russia comunista.

di Riccardo Bruno | 29 Dicembre 2025

L’Italia non possiede una grande esperienza in trattati di pace, in genere li hanno sempre scritti altri paesi al suo posto. Oltretutto capitava che non li comprendessero il Foscolo e D’Annunzio, figurarsi Natalie Tocci. Se fossero state diramate le bozze di intesa elaborate dal piano Kissinger per la pace fra Egitto ed Israele del 1974, si sarebbe pensato che l’America volesse distruggere lo Stato ebraico. Per lo meno, Moshe Dayan, avendole lette, voleva lasciare il governo, non prima di aver massacrato la seconda armata egiziana accerchiata nel deserto del Sinai. Un modo per finire in grande stile. Anche Golda Meir fu sul punto delle dimissioni. Per non parlare delle incredibili concessioni all’Unione sovietica. Di sicuro Nixon e Breznev trescavano chissà quali sordidi interessi. Mica che Kissinger strappando l’Egitto all’Urss si preoccupasse di trovare il modo di addolcire una purga amara. Soprattutto, il punto essenziale è che Israele era sopravvissuta grazie al sostegno americano, non certo per quello europeo, e l’America era alleata di Israele, non della Russia comunista.

La stessa situazione è quella che c’è oggi in Ucraina, dove buona parte dei media italiani non capiscono che l’Ucraina è ancora in piedi grazie al sostegno americano e che l’America è alleata dell’Ucraina e pure, incredibile a dirsi, l’America vorrebbe far finire la guerra. Probabilmente Obama desiderava che quella nemmeno iniziasse e quindi lasciò il Luhansk e la Crimea a Putin. L’illusione del quieto vivere. Magari Putin aveva piagnucolato davanti ad Obama che quelli erano territori russi da prima dell’Ucraina e Obama avrà pensato al Texas, ripreso al Messico. Il problema della guerra in Ucraina nasce lì, non da Trump. Obama avrebbe potuto mandare la flotta invece lasciò fare. Da notare che gli europei non dissero nulla. Angela Merkel, Sarkozy si voltarono dall’altra parte proseguendo i loro rapporti con la Russia tranquillamente. Berlusconi volò da Putin con lo champagne. Trump nemmeno era ancora nella vita politica. Forse l’ha deciso allora di entrarci, che i repubblicani americani rimasero sconvolti per la violazione dell’integrità dell’Ucraina. Era Bush jr a volere l’Ucraina nella Nato e dal 2008. Nessuno se lo è mai filato. Non contava niente Bush jr.

La situazione russa oggi è molto più delicata di quella dell’Unione sovietica del 1974. L’Urss subiva uno smacco in Egitto, ma non aveva nessuna possibilità di contrastarlo, l’Egitto non era sua zona di influenza, l’Egitto era libero di scegliere cosa volesse fare. In più l’Urss era ancora salda in Siria e per quanto la Siria fosse stata sconfitta con l’Egitto, veniva trattata con ogni riguardo. Allora a nessuno interessavano le sorti di Gaza, si discuteva di Quineitra, sotto le alture del Golan e Kissinger dava tutte le rassicurazioni che Asad pretendeva. Putin ha già perso la Siria e non ha preso nemmeno il Donbass. Ancora sta lì in mimetica a rivendicarlo con la forza. Sono passati quattro anni dall’invasione. Visto che i russi amano ricordare la storia, lo zarismo implose nello stesso tempo impegnato in una guerra senza costrutto contro gli imperi austriaci e tedeschi. Putin non ha piegato dei poveracci, contadini, elettricisti, che manco avevano le armi.

Questo è l’aspetto debole del piano di pace. Se la Russia lo accetta, mette nero su bianco la sua sconfitta. Doveva schiacciare i nazisti di Kyiv, non farci un accordo, quale che sia. Poi la Russia gli accordi li viola dai tempi di Tilsit e pazienza. Intanto bisogna capire come farà Putin a spiegare alla sua cricca del Cremlino di aver firmato la pace con Zelensky. Impossibile solo a dirlo. Putin non si è mai abbassato a fare la guerra, sono fratelli gli ucraini. Conduce “un’operazione speciale”. Per cambiare del tutto narrazione, bisognerebbe che la Russia fosse ad un passo dallo sprofondare nel baratro. Un merito americano, non ucraino.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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