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Dal semestre Ue ad Expo i 2 anni del Cambia-Italia

di Fabrizio Binacchi | 13 Aprile 2014

Da oggi alla fine del 2015 ci aspettano appuntamenti europei e mondiali di massima importanza, appuntamenti in cui noi, Italia ed italiani, saremo chiamati a dare il meglio della nostra razionalità creativa e della nostra creatività razionale.

italia_e_europaCome quando fuori piove. Sei dentro e non pensi a quelli che si bagnano. Come quando sei a Berlino e viene giù il primo mattone. Non pensi che sarà la fine del Muro. Come quando racconti in diretta le prime bombe su Bagdad e non pensi che sei testimone di un inizio di guerra che cambierà il mondo. Quando sei nel tassello difficile che tu possa vedere tutto il mosaico. Si può stare nel tassello e percepire tutto il mosaico? Complicato ma non impossibile. Dipende dalla familiarità verso il  pensiero laterale. Anche. Dipende dalle nostre capacità percettive e proiettive. Tutta questa introduzione para gestaltica per dire una cosa molto semplice: che siamo in pieno biennio Cambia-Italia e magari non ce ne accorgiamo durante, ma ce ne accorgeremo due anni dopo. I dati di cronaca: da oggi alla fine del 2015 ci aspettano appuntamenti europei e mondiali di massima importanza, appuntamenti in cui noi, Italia ed italiani, saremo chiamati a dare il meglio della nostra razionalità creativa e della nostra creatività razionale. Non è un gioco di parole, è il normale dialogo tra i nostri emisferi: tra  sensazioni e ragione, tra sentimento e mente, tra cuore, pancia e amigdala. Guai se non ci fosse. E’ così anche per il cervello sociale, per le manifestazioni pubbliche, per la vita collettiva e il comportamento Paese. Sì perché c’è anche un #comportamentopaese. Fra proco più di un mese andiamo a votare per il Parlamento Europeo e per la prima volta potrebbe avere al suo interno più deputati contro l’Unione Europea che a favore. Mica male come fase storica. Dieci anni di tagli, punizioni, austerità imposta e squilibri continentali possono portare anche a quel risultato. Di un Parlamento contro sé stesso.  Hai voglia a dire attenzione che l’Europa è la nostra casa comune, hai voglia a dire che l’euro è una moneta che ci difende, hai voglia a dire che gli uffici europei sono aperti e a disposizione dei cittadini, tuttavia il sentimento scettico verso questa Unione Europea è piuttosto diffuso. Com’è piuttosto intenso anche il sentimento anti Europeo. Vedremo la sera del 25 maggio e la mattina del 26 maggio quale Europa ci restituirà quel passaggio parlamentare. E noi italiani dovremo essere in prima fila a capire come bisognerà governare la nuova Europa che esce dalle urne del 25 maggio perché da lì a un mese saremo noi italiani, sarà Matteo Renzi, a presiedere la nuova Europa nel secondo semestre 2014. Un ruolo importante e decisivo per noi e per l’Europa perché potremo da paese, che si sta mettendo in riga, dare un impulso decisivo al cambiamento stesso dell’Unione: da centro tecnico-burocratico a luogo capace di interpretare ansie, passioni futuro passato dei cittadini europei. Non è impossibile. Basterebbe far dialogare anche in Europa i due emisferi: ragione e sentimento, amigdala e meso-limbico, sensazioni e progetti. Se saremo stati bravi a mettere in fila l’Italia su posizioni di riforme e di bilancio inattaccabili, se saremo stati bravi ad accompagnare il carrozzone europeo su posizioni di riforma e umanizzazione beh avremo la strada spianata per giocare un ruolo mondiale nella gestione dell’Expo 2015, verremo da semestri di grande vetrina e potremo giocare in quel secondo semestre dell’anno prossimo le nostre carte migliori: il nostro paesaggio, le nostre culture, le nostre piazze, il nostro vino, i nostri formaggi, i nostri tortelli, i nostri spaghetti, i nostri cervelli spesso imbattibili nei momenti topici. Dopo il biennio del SalvaItalia e del Cresci(mica tanto)Italia, con la parentesi dello SforbiciaItalia dovremo compiere lo sforzo dei due anni CambiaItalia (#veramissionematteo) , per noi e per l’Europa. Non è poi così difficile. Basta volerlo coinvolgere l’intero corpo, dall’Ippocampo all’ultimo nervo.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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